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World Transplant Games a Newcastle. Tra gli atleti italiani ci sarà Stefano Selva.

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A Newcastle per la 22° edizione dei Giochi Mondiali per Trapiantati ci sarà anche il nostro Stefano Selva, ormai stabilmente presente nella nazionale italiana e che gareggerà in ben quattro discipline (tiro con l’arco, bowling, calcio e 1500 metri). Con lui e con altri personaggi parleremo anche il 3 agosto in occasione della “Notte Tricolore” e dell’iniziativa dedicata ai “volti dello sport pievese” (ndr)

Sarà la XXII edizione, la prossima di Newcastle (GB), dei World Transplant Games che gli atleti trapiantati di tutto il mondo disputeranno, misurandosi in 14 discipline, dal 17 al 24 agosto prossimi. Conta 49 atleti la delegazione italiana, con atleti portatori di trapianto di rene, polmone, midollo, fegato e cuore. La più giovane ha 15 anni, il più anziano 77, in rappresentanza di 12 Regioni. L’ultima edizione si tenne a Malaga nel 2017 e per l’Italia fruttò la bellezza di 35 medaglie. A Newcastle gli azzurri si misureranno in: atletica, badminton, bowling, clacio a 6, basket a 3, freccette, golf, nuoto, petanque, tennis, tennistavolo, tiro con l’arco, ciclismo e volley.

La presentazione dell’evento presso la sede CIP testimonia del percorso di collaborazione svolto sin qui da ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto) e CIP.

“Siete portatori di triapianto e di un fortissimo messaggio di vita – ha detto Luca Pancalli-. Lo sport è vita, fuor di retorica. E il Comitato Paralimpico non poteva che dare risposta alla richiesta di attenzione da parte del mondo dei trapiantati. Vogliamo darvi una grande casa dove sentirvi partecipi delle mille possibilità che offre lo sport a tutti. E’ una giornata importante al di là dei risultati, oggi innaffiamo il terreno sportivo per dare una speranza a quanti dopo il trapianto non pensano a quale straordinaria opportunità sia fare sport”.

“Qui abbiamo trovato un luogo di condivisione degli obiettivi, di accoglienza, per questo ringraziamo il presidente Pancalli – ha detto Giuseppe Vanacore, presidente ANED-. Siamo qui perchè parteciperemo a un’importante rassegna internazionale, ma ciò che più conta per noi è lanciare il messaggio che lo sport aggiunge vita agli anni, dopo che il trapianto ha ridato vita agli organi. E che fare sport è una risorsa inesauribile di vantaggi per il dializzato o il trapiantato, oltre che essere un valore in termini di risparmio della spesa per i farmaci degli stessi. Siamo qui anche per ribadire l’importanza della cultura della donazione degli organi, per ridare vita e speranza”.