Home Rubriche Tsa. Consiglio in crisi. Stato d’agitazione dei dipendenti. Cosa succede?

Tsa. Consiglio in crisi. Stato d’agitazione dei dipendenti. Cosa succede?

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Abbiamo sottolineato più volte come la “questione rifiuti” sia diventata da tempo una cartina di tornasole per la capacità di governo e di cambiamento a livello regionale e locale. Sul tema delle proprietà, del rapporto costi benefici, dell’aumento dell’efficienza di un servizio fondamentale, gli enti locali umbri si giocano una buona fetta della loro credibilità. Questa partita qui da noi ha un nome ed un cognome. Si chiama TSA, la società con i comuni della zona in quota maggioritaria che all’interno di un contratto e di un rapporto a suo tempo definito con Gest ( oggi di proprietà del Gruppo Paoletti) , svolge il servizio per l’intera area. 

Da tempo ci risulta che il Consiglio, da poco insediato,  sia in uno stato   di continui avvicendamenti ed il primo a dimettersi è stato proprio un consigliere di Città della Pieve. Mentre il mancato sviluppo della raccolta differenziata, obbliga a trasportare fuori regione ingenti quantitativi, con gli immancabili aumenti di costo. E’ di queste ore la presa di posizione di due dei dei sindacati che di seguito riportiamo. Forse sarebbe ora che qualcuno facesse, pubblicamente,  chiarezza sulla situazione. (N.d.R)

“Si sono tenute le assemblee dei dipendenti di Trasimeno servizi ambientali (Tsa) spa indette da Fit-Cisl e Uiltrasporti Umbria a seguito della “grave situazione di stallo – denunciano le organizzazioni sindacali – in cui versa il tavolo di confronto riguardo a questioni inerenti la ordinaria gestione del personale”. Le stesse sigle sindacali fanno sapere come dalle assemblee sia emerso “con chiarezza lo stato di disagio dei dipendenti dovuto, in particolar modo, a un’assenza di prospettive aziendali future”. “I temi in questione – spiegano Stefano Cecchetti, segretario generale di Uiltrasporti Umbria, e Pasquale Qualatrucci, coordinatore regionale per il comparto igiene ambientale di Fit Cisl Umbria – riguardano in primis l’assenza di governance aziendale, relegata a un Consiglio d’amministrazione senza poteri, a fronte della grave situazione di conflittualità interna a Tsa spa, tra soci privati e pubblici, questi ultimi detentori della maggioranza della quote. Intenti a discutere tra loro, dimenticano che quest’azienda ha circa 110 dipendenti con tutti i loro doveri, ma anche con tutti i loro diritti, oltre a non tener conto delle ricadute negative sul fronte della qualità dei servizi offerti al cittadino. Chiediamo, perciò, con forza di ovviare nel più breve tempo possibile a tutte le carenze accumulate fino a oggi”.

“Nel frattempo – spiegano i sindacati – i dipendenti, all’unanimità, hanno proclamato da subito lo stato di agitazione, riservandosi altre forme di contestazione qualora perdurasse tale incomprensibile situazione di assenza di governo aziendale. Tsa spa è un’azienda sana in tutti i sensi, di grande rilievo per il territorio del Trasimeno, tenuto conto soprattutto del delicato compito di gestione del ciclo dei rifiuti che svolge. Pertanto, nessuno può permettersi il lusso di distrazioni circa la sua gestione, che rischia di comprometterne il futuro”.

“Esortiamo – concludono Qualatrucci e Cecchetti – sia la parte privata che quella pubblica di Tsa spa a tornare con i piedi per terra, ad abbandonare qualsiasi velleità e a occuparsi esclusivamente della corretta gestione della stessa società. Insieme ai lavoratori, Fit-Cisl e Uiltrasporti Umbria monitoreranno con grande attenzione gli sviluppi giorno per giorno, attendendo un’immediata convocazione da parte del Cda”.

 

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