Torna in scena Elio Trenta, il giovane ingegnere pievese che brevettò il cambio automatico

Quasi quattro anni fa, nel maggio del 2017, l’amico Bruno Trenta, l’ultimo rampollo di una nota famiglia pievese che è ritornato da queste parti, dopo una vita vissuta, da minoranza, nelle terre tedesche del Trentino, mi volle far vedere un paio di documenti che aveva esposti nel suo ingresso di casa.  Nella sua casa per il Casalino. A Bruno mi lega una lunga amicizia ed una reciproca stima, fondata sull’amore e l’interesse per la storia e le tradizioni locali, oltre che una pratica comune per l’avveniristico gioco delle bocce. Ero quindi sicuro che avrei visto cose interessanti.

In effetti la scoperta fu davvero notevole  e molto intrigante e portò all’articolo che pubblicai qualche giorno dopo.

Bruno mi mostrò i documenti relativi ad un brevetto, depositato nel 1932, dal fratello di suo padre, lo zio Elio, che al momento del deposito aveva 20 anni. Si trattava di fatto del brevetto di quello che poi sarebbe stato il cambio automatico. E poi mi raccontò la storia, triste, per cui quell’invenzione non ebbe un seguito, cioè non vide la sua realizzazione ad opera dell’autore, anche perché in quegli stessi anni, fuori dall’Italia autarchica altri progettisti ed altre aziende ci stavano lavorando.

Ma anche perché Elio  morì due anni dopo la presentazione ed uno dopo la sua registrazione a soli 22 anni. Mentre anche  la famiglia fu nel giro di pochi anni vittima di gravi lutti. Quasi una maledizione.

In quell’articolo, alla ricerca di un “Genius Loci”,  mettemmo questo, giovane e sfortunato “inventore” pievese, comunque protagonista nel settore meccanico, insieme ad altre figure pievesi che in quegli anni ebbero un notevole successo a livello nazionale ed internazionale. Come il motorista di Balbo, Gino Cappannini, che con lui morirà di fuoco amico durante la seconda guerra mondiale sui cieli di Tobruk e l’ingegnere navale Achille Piazzai, progettista del “Rex” di felliniana memoria.

Ora, dopo quattro anni, da quell’articolo, Elio Trenta viene riportato sulla scena da un pezzo comparso qualche giorno fa, sulle prestigiose pagine di  Repubblica, a firma di Marco Tullio Giordana, ( l’autore della “Meglio Gioventù”) che parla di un progetto su cui sta lavorando l’attore Luigi Diberti, anche lui un pievese adottivo, che sta preparando un testo che ha come protagonista proprio il nostro giovane ingegnere. Non ci resta che attendere che il progetto vada in porto, sperando che  magari la “prima” abbia come “teatro”, il nostro “Avvaloranti”. (g.f)

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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