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Tomba San Donnino. Un’urna in mostra a Firenze

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Città della Pieve.  Laris ed Aule si separano dopo 2400 anni insieme. La «coppia» etrusca (nella foto), i cui reperti sono stati rinvenuti nella tomba scoperta a Città della Pieve e che almeno un paio di secoli è rimasta sotto metri di terra fianco a fianco, rimarrà divisa per un po’. Questo perché dopo la recente premiazione alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (come più amata scoperta archeologica del 2015), la Tomba di San Donnino-Poggiovalle torna a far mostra di sé.

A distanza di un anno dalla presentazione al pubblico dei reperti, una delle urne, Aule, unica con iscrizione visibile, è stata prelevata qualche giorno fa dal Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi di Città della Pieve, per essere esposta, temporaneamente, agli Uffizi di Firenze. L’urna di Aule, infatti, è stata scelta per la mostra «La Tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale», esposizione tesa a valorizzare il lavoro del Comando Tutela Pa trimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri nucleo con il quale il gruppo di archeologhe, impegnate nello scavo, ha collaborato durante i lavori sul sito. «La mostra – si legge – si terrà dal 20 dicembre al 14 febbraio 2017 e sarà articolata in otto sezioni che renderanno conto dell’opera meritoria dei militari nella lotta ai crimini contro il patrimonio, da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini». La mostra, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’Arma dei Carabinieri, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Open Group, e l’Associazione First Social Life.

La tomba , considerata di particolare pregio in quanto dotata di un dromos (corridoio di accesso) e chiusa da una porta in travertino a doppia anta, presenta una camera funeraria con pianta rettangola re dove sono stati rinvenuti due sarcofagi, uno dei quali reca un’iscrizione ben conservata, in corso di studio, ma che rinvia a uno degli esponenti della famiglia che volle la costruzione del sepolcro: Laris Pulfna, figlio di Amth. Sull’altro si conservano soltanto alcune lettere superstiti di un’iscrizione anch’essa a carattere onomastico. Accanto ai sarcofagi sono state ritrovate tre urne funerarie in travertino alabastrino e con il coperchio a forma di figura maschile recumbente. Una reca l’iscrizione «Aule Pulfna Peris». Un altro componente della famiglia identificato, Aule appunto.

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