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Sanità. La giunta pievese “siamo area disagiata e si deve tenerne conto”

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Rispetto alla notizia pubblicata dalla Nazione, e che noi abbiamo ripreso,  in cui l’assessore regionale Barberini annunciava la chiusura dei  servizi di Medicina ancora presenti nel presidio sanitario di Città della Pieve e la inaugurazione dei servizi dell’Ospedale di Castiglione del Lago, abbiamo cercato di vedere se c’erano, a livello locale,  informazioni e prese di posizione fra i partiti e nelle istituzioni. 

Nel sito web del comune di Città della Pieve abbiamo trovato il testo di questa delibera della Giunta Comunale, che risale al 1 di settembre,  che riportiamo integralmente. Si tratta di una “nota politica”in cui il Comune chiede una serie di provvedimenti che tendono  a caratterizzare concretamente il presidio sanitario che si vorrebbe realizzare e che evidentemente non sono ancora stati fatti propri dalla Regione.  A supporto di queste richieste si segnala la inclusione di Città della Pieve nelle arre interne disagiate ed il collegamento con l’Orvietano. 

Ecco il testo della delibera

COMUNE DI CITTÀ DELLA PIEVE Provincia di Perugia

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

Numero 161 Del 01-09-2016

Oggetto: PROGETTO DI RICONVERSIONE OSPEDALIERA DI CITTA’ DELLA PIEVE.

LA GIUNTA COMUNALE

CONSIDERATO

  • –  Che i modelli sanitari, in continua trasformazione, devono evolversi per adeguarsi alle nuove esigenze e necessità della popolazione e dovranno utilizzare i nuovi mezzi tecnologici e sistemi di comunicazione;
  • –  Che il legislatore ha negli ultimi anni dettato, in accordo con la conferenza stato regioni, norme in materia, in particolare con il Patto della Salute 2014-2016 e con il DM 70/2015 (nuovi standard ospedalieri), fornendo nuovi indirizzi in materia sanitaria;
  • –  Che in particolare la riconversione del Presidio di Città della Pieve si deve porre l’obiettivo di migliorare l’efficienza e l’efficacia del sistema sanitario di questo territorio; andando incontro all’innovazione, adeguandosi ai nuovi standard ospedalieri e sviluppandosi secondo le indicazioni del patto della salute 2014-2016;
  • RITENUTO
  • che tale processo debba essere rivisto in un’ottica più ampia rispetto a quanto previsto dalla deliberazione del Direttore Generale azienda USL Umbria 1 n. 506 del 10 giugno 2014 (mai approvata da questo Comune) che deve essere integrata con i nuovi dettati normativi e deve prendere in considerazione anche le indicazioni presenti nel progetto aree interne che vede Città della Pieve come uno dei comuni connesso con l’orvietano, che insieme sono riconosciuti come zone disagiate ed inoltre funge da cerniera con l’area del Trasimeno e della bassa Val di Chiana;
  • 
RITENUTO,
  • altresì, che il processo di riconversione non deve far ridurre il numero dei posti di lavoro né in termini numerici né professionali, ma nel contempo deve renderli più appropriati alla situazione attuale, maggiormente efficaci per le attività sanitarie espresse nel territorio, incrementando le attività di tipo territoriale, sviluppando sistemi quali il chronical care model, realizzando un reparto di lungodegenza ospedaliera in codice 60 a partire dall’attuale RSA, ed un reparto di riabilitazione con metodiche innovative, connesso in modo sistematico e continuo con gli ospedali per acuti di quest’area geografica anche attraverso processi di telemedicina e teleassistenza, proponendo, come ulteriore elemento innovativo e qualificante, l’incremento dell’attività domiciliare;
  • CONSIDERATO
  • che lo sviluppo dell’attività domiciliare, quando possibile da un punto di vista clinico, porta un doppio vantaggio, il primo per l’utenza, che non è strappata dal proprio contesto familiare e il secondo legato ai notevoli risparmi economici sia all’utenza che al sistema sanitario; 
Effettuata la votazione in forma palese per alzata di mano
  • 
DELIBERA
  • Per quanto sopra espresso: 
- la riconversione del presidio ospedaliero di Città della Pieve deve mirare ai seguenti obiettivi:
  • 1) Mantenimento dei livelli occupazionali sia in termini numerici che di ruoli. Questo al fine anche di attenersi a quanto previsto dal progetto aree interne “Orvietano e Città della Pieve” che prevede altresì lo sviluppo delle zone disagiate al fine di non avere riduzione della popolazione residente. Tale obiettivo è raggiunto lasciando posti di 
DELIBERA DI GIUNTA n.161 del 01-09-2016 CITTA’ DELLA PIEVE Pag. 2

lavoro e servizi alla popolazione, al fine di ridurre i disagi e di conseguenza non andare incontro ad uno spopolamento progressivo.

  • 2)  Trasformare il presidio al fine di renderlo più utile alle esigenze della popolazione di questa area, quindi più efficace e rispondente ai nuovi indirizzi nazionali quali il Patto della salute 2014-2016 ed il DM 70/2015.
  • 3)  Realizzare un presidio con forte vocazione territoriale notevolmente connesso con il DEA di Perugia e quello di Orvieto, caratterizzandolo per: 
 Lungodegenza ospedaliera in codice 60 per pazienti dimessi da reparti per acuti che necessitano di completare il ciclo di cura in un periodo di 30 gg eventualmente rinnovabile;
  • b.Istituire nello stesso presidio dei posti letto in accordo con la Geriatria dell’Azienda Ospedaliera di Perugia come articolazione della medicina della USL Umbria 1, tutto ciò prevedendo anche la formazione di specializzandi e tirocinanti:
  • c. Mantenere e sviluppare un’area di primo soccorso con doppia turnazione medica che gestisca almeno 2 posti di OBI-Astanteria (già presenti), al fine di evitare lo spostamento di pazienti in plessi in cui produrrebbero ricoveri inappropriati, con conseguente riduzione di spesa e contemporaneamente una risposta più efficace alla popolazione, tenendo presente che il DM 70/2015 al punto 9.2.2 prevede delle deroghe per i pronti soccorsi delle zone montane e quelle disagiate e nell’attuale area geografica sono definiti comuni montani solo Città della Pieve, Panicale, Piegaro e parte di quelli dell’alto Orvietano confinanti, sprovvisti di reali Servizi per l’urgenza, e solamente Città della Pieve nell’area del Trasimeno fa parte delle aree ritenute disagiate. Tale modello deve prevedere una forte integrazione con i due centri DEA più prossimi alla struttura (Orvieto – Perugia) al fine di gestire i casi più complessi in tempi adeguati e contemporaneamente compiere i primi passi verso l’obiettivo di un’unica USL Regionale, tendenza oramai avviata nelle regioni confinanti. In nessun altro comune della zona si può prevedere tale deroga, inoltre sempre lo stesso DM prevede che non si possano istituire Pronto soccorso che distano meno di un’ora dal DEA di riferimento compresi quelli delle regioni confinanti;
  • d. Riabilitazione pneumologica già prevista alcuni anni fa per la ex USL6 quindi ribadita per la ex USL2 e valutata con parere positivo anche in virtù della posizione geografica ≈ 500 m s.l.m. Inoltre vi è mancanza di queste strutture nel territorio regionale e la stessa deve essere in stretto collegamento con il servizio riabilitativo dell’ex Grocco e la pneumologia dell’ospedale regionale.
  • e. Riabilitazione post-ictus integrato con il CORI di Passignano e che risulti integrato con la riabilitazione pneumologica e quella già prevista per il presidio Pievese.
  • f. Accesso locale ed attività di contrasto alle dipendenze.
  • 4)  Prevedere dei servizi principalmente territoriali, senza necessità di posti letto di Degenza Ordinaria, come già ipotizzato con delibera 506 del 10/06/2014 in premessa riportata:
    1. Servizio odontoiatrico con implantologia che necessita di una Cone-beam ed un accesso alle Sale Operatorie per le attività sterili;
    2. Servizio MOC di ausilio all’endocrinologia ed al Servizio DAI;
    3. Relativamenteal Servizio Oncologico,che negli anni si è articolato e consolidato, si propone di mantenere il DH Oncologico ambulatoriale in attesa della diversa riorganizzazione, precisando che a Città della Pieve è attiva la sala con Cappa Sterile Climatizzata e con personale adeguatamente formato, (ciò è anche in linea con quanto previsto dal Patto della Salute 2014-16) e che tale servizio, dovrà essere fortemente interconnesso con l’Ospedale Regionale, cosa già sperimentata in passato con notevole successo, definendo apposita convenzione, al fine di andare incontro all’’interesse degli utenti e dei familiari.
    4. Servizio di Dermatologia per la prevenzione sul melanoma, per cui è necessario sviluppare un ambulatorio di epiluminescenza.
    5. Chirurgia Ambulatoriale (Oculistica, Dermatologia, etc) con presenza oraria del Servizio Anestesiologico, che utilizzerà gli attuali spazi di Sala operatoria peraltro già a norma.
    6. Attività di risonanza magnetica, tramite tomografo fisso da 1,5 T, al fine di evitare ai cittadini di quest’area un continuo ricorso a strutture private ed essendo questa attività principalmente di tipo programmato è pertanto confacente ad una struttura di tipo territoriale.
    7. Conferma del punto di raccolta sangue dotato della strumentazione necessaria ad effettuare gli esami propedeutici al salasso.
    8. Servizio di osservazione psichiatrica per pazienti subacuti da integrare con la lungodegenza già prevista in questa struttura.
  • 5)  DI TRASMETTERE la presente deliberazione alla Presidente della Regione Umbria, all’Assessorato alla Sanità ed alla direzione generale USL Umbria 1;
  • 6)  DI DARE ATTO
  • che trattandosi di documento di natura politica non vengono espressi i pareri da parte dei Responsabili di Area.

Successivamente, su proposta del Sindaco, con separata ed unanime votazione favorevole resa per alzata di mano, il presente provvedimento viene dichiarato immediatamente eseguibile stante l’urgenza di inviare la presente deliberazione alle Istituzioni di cui sopra.

 

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