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Pieve Nostra 1969 : le donne pievesi, i giochi della gioventù, il PRG

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Il 1969 è un anno ricco di numeri di Pieve Nostra e di notizie dalla città. Abbiamo detto in precedenza che cambia la natura dell’Associazione Turistica, mentre cambia il mondo e dà segnali di cambiamento anche la nostra cittadina. Sono gli anno del trapasso dall’economia agricola a quella piccolo industriale. La grande “Fiat” pievese, le formaci Frazzi nel frattempo hanno cambiato padrone e si sono ridimensionate. Ora le industrie cominciano a comparire, in ritardo anche da noi. Dopo la Stamperia è la volta dello Scalificio Marchetti. E i nuovi insediamenti scelgono Pobandino e cominciano  a darle vita anche dal punto di vista abitativo. Diciamo che l’iniziativa privata scende in campo, e prova a lasciare il suo segno anche nella dotazione degli impianti sportivi. Ma come vedremo non avrà successo. Nel frattempo proprio all’interno della società che si costituisce per la gestione degli impianti, ricompare a Città della Pieve una figura che farà parlare di sé fra un anno. E’ Piero Scricciolo. Aveva lasciato Città della Pieve, come impiegato degli uffici delle imposte, e se ne torma come imprenditore. Nel 1970 come vedremo diventerà il leader dell’unici tentativo serio fatto fino allora di scalzare la maggioranza socialcomunista dal Comune.

Si approva dopo un lungo percorso anche il Piano Regolatore Generale. Il primo della città. Segnerà lo sviluppo di Città della Pieve fino ad oggi. Con i suoi pregi e i suoi difetti.

C’è la prima celebrazione della Grande Guerra con i suoi protagonisti premiati dal Sindaco Serafini che rivediamo anche in una foto al campo sportivo con il nutrito stuolo di guardie del tempo: Olivo Paoletti e Marcello Cupella.

Ma date un occhiata anche a quelle che potrebbero sembrare notizie minori. C’è la riunione conviviale delle donne pievesi al “Vannucci”. Tante facce sorridenti, tanta allegria. E ci sono i giovanissimi di allora impegnati nei Giochi della Gioventù prima a Città della Pieve, poi i più competitivi anche a Perugia. Nessuno poi è arrivato alle Olimpiadi. Ma l’impegno e la convinzione si leggono anche nelle foto. E ci sono tanti nomi…..

(g.f)

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