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Piegaro. Il Comune vuole recedere dal contratto con Gest per i rifiuti

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dal Corriere dell’Umbria del 25-11-2015 di Michele Marzoli ( titolo del Corriere Pievese)

Approvata all’unanimita dal consiglio una mozione presentata, da M5s.

II Comune di Piegaro sfiducia Gest, affidataria del servizio di gestione integrata dei rifiuti nell ‘ Ati 2 dell’Umbria, approvando all’unanimità una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle di Piegare durante l’ultimo consiglio comunale. Una presa di posizione che potrebbe produrre una reazione a catena anche negli altri comuni lacustri, all’indomani delle vicende giudiziarie che stanno interessando Gesenu.

Per quanto di sua competenza, il sindaco Roberto Ferricelli ha ricevuto mandato dal consiglio comunale di “promuovere ogni possibile iniziativa politica e/o legale, congiuntamente agli altri Comuni coinvolti, al fine di recedere dal contratto di servizio stipulato con Gest; di promuovere ogni possibile iniziativa politica ed istituzionale al fine di consentire che la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani tomi ad essere totalmente in mano pubblica o a controllo totalmente pubblico, con criteri di efficienza, qualità, economicità e trasparenza e con possibilità di controllo diretto da parte dei cittadini, come già avviene efficacemente in alcune altre realtà del nostro paese con notevoli risparmi per i cittadini; promuovere ogni iniziativa politica ed istituzionale al fine di rivalutare il Piano Regionale Rifiuti con l’obiettivo dell’adesione alla strategia rifiuti zero ed alla gestione totalmente pubblica o a controllo totalmente pubblico del servizio”.

E infine la richiesta al sindaco di chiedere “ai componenti di nomina pubblica di Gesenu e Tsa, data la gravita dei reati per i quali risultano indagati, di dimettersi dagli incarichi ricoperti, se rinviati a giudizio”.

Quello della pubblicizzazione del servizio è uno dei principali obiettivi del Movimento 5 Stelle che per voce del suo consigliere comunale Stelvio Olivi ha prospettato una gestione integrata dei servizi dei rifiuti in mano alle istituzioni, sull’esempio del modello adottato nel trevigiano da Contarina.

“Se le responsabilità di Gesenu venissero dimostrate – ha commentato Olivi – oltre a quello economico avremmo un rilevantissimo danno di immagine. Perderemmo la faccia davanti ai cittadini che ogni giorno offrono una grande contributo nella differenziazione dei rifiuti, con conseguente fallimento nel rispetto dei parametri”.

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