Home Argomenti Cronaca Parte l’Unione dei Comuni del Trasimeno. E’ l’ultimo treno

Parte l’Unione dei Comuni del Trasimeno. E’ l’ultimo treno

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Storico no. Importante si. Dagli anni settanta, nell’area del Trasimeno, di tentativi di integrazione fra i comuni ne sono stati fatti diversi. Tutti con esiti più o meno negativi. E questo,  oltre ovviamente alla debolezza del tessuto economico ed imprenditoriale, e alla miopia  delle istituzioni regionali, è stata causa di emarginazione ed arretratezza. Ora ci si riprova. Forse è l’ultima occasione che si ripresenta. Il mondo cammina a velocità pazzesca, l’economia pure, politica ed istituzioni dovrebbero fare altrettanto. Nel 2020 potrebbe esserci la Regione dell’Italia Centrale (Toscana, Umbria, Marche). Non ci resta che augurare buon lavoro. Nel senso che il lavoro deve essere buono. O non sarà.(g.f)

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Paciano,  – “Far crescere il Trasimeno e farlo diventare un modello regionale di aggregazione e integrazione, capace di fare rete e proporsi come area e sistema unico e non come somma di singole componenti”. Questa la scommessa della neonata Unione dei Comuni del Trasimeno, secondo quanto annunciato oggi dal suo primo presidente, Fausto Scricciolo. A Palazzo Baldeschi di Paciano si è insediato questa mattina, sabato 1° ottobre, alle ore 10,25, il Consiglio dell’Unione dei Comuni del Trasimeno. 24 membri, somma degli otto sindaci e dei 16 rappresentanti dei rispettivi Consigli comunali, scelti per metà tra le file delle maggioranze e per metà tra quelle delle minoranze, che a partire da oggi, si assumono l’impegno di “far funzionare meglio le macchina amministrativa, di semplificare, di ridurre i passaggi, di migliorare qualità ed efficienza”.

La prima riunione del Consiglio, presieduto dal sindaco di Paciano Riccardo Bardelli, come da prassi, ha visto la definizione delle cariche principali. E così, in continuità con il lavoro fin qui svolto in seno alla Conferenza dei sindaci, si è scelto di individuare nella figura di Scricciolo, sindaco di Città della Pieve, il presidente del Consiglio, nonché della stessa Unione. La scelta del vicepresidente è invece ricaduta su Ermanno Rossi, sindaco di Passignano. “Oggi – sono state le prime parole di Scricciolo – ci prendiamo un impegno nei confronti di un territorio e di tante persone che si aspettano da noi molto e soprattutto risposte concrete. Ciò che serve al territorio e realmente interessa alla sua popolazione è che si amministri bene”.

Il neopresidente ha però voluto alzare l’asticella, indicando come obiettivo ancora più ambizioso fare del territorio del Trasimeno un modello regionale di aggregazione e integrazione. “Solo questa maturità – ha sostenuto – può consegnarci l’autonomia e l’autogoverno che è un nostro obiettivo. Il successo o l’insuccesso di questa innovazione dipende da tanti fattori, interni ed esterni – ha poi proseguito -; saranno determinanti il confronto, la collaborazione, la partecipazione, ma anche il coraggio che è indispensabile per costruire una “casa comune”. Questo non è il luogo dove far prevalere le divisioni, ma la sede dove trovare le ragioni per unirci. L’Umbria ci osserva come un potenziale modello di autonomia e di governo locale. Dobbiamo avere la capacità di fondere i nostri interessi e lavorare insieme per una crescita comune”. Nella prima seduta del Consiglio si è quindi proceduto ad affidare all’Unione l’incarico di ente capofila nella progettazione della strategia “Iti Trasimeno”. Infine si è dato il via libera all’indizione di un concorso di idee riservato a tutte le scuole di ogni ordine e grado degli otto comuni per l’ideazione di uno stemma. “Si tratta di un’iniziativa del tutto simbolica – ha spiegato Bardelli – che potrà contribuire però alla costruzione della nostra identità”.

da stampa e provincia (titolo del Corriere Pievese) 

ARCHIVIO DEL CORRIERE PIEVESE
2 OTTOBRE 2016

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