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Nonviolenza. Paciano “laboratorio internazionale per pacifisti”

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Paciano “laboratorio internazionale per pacifisti”. E’ destinato a non rimanere isolato “Paciano for peace”, il meeting sulla nonviolenza promosso lo scorso fine settimana del Centro Terzo Millennio e dai volontari di Greenpeace del centro Italia in occasione dell’anniversario della nascita di David Mc Taggart. Una due giorni nella quale, tra le altre cose, sono state gettate le basi per un progetto che potrebbe fare di Paciano un luogo di incontro e scambio di esperienze tra pacifisti di ogni latitudine, tramite laboratori che coniugano approfondimenti di tematiche quali il disarmo e la protezione dei difensori dell’ambiente con le pratiche innovative di mobilitazione e azione diretta nonviolenta.

“Nel mondo del pacifismo – ha dichiarato Francesco Martone, tra i soci fondatori di Greenpeace Italia e adesso portavoce della rete nazionale ‘In Difesa di…’ – c’è un gran bisogno di fare rete e di scambiarsi buone pratiche. E lo si può fare seguendo le orme di David, il quale all’approfondimento delle tematiche univa un eccezionale attivismo”.

L’idea dunque, come spiegato anche da Leslie Busby del Centro Terzo Millennio, è quella di creare proprio a Paciano (Pax Janus), il cui nome sembra già evocare un destino, un appuntamento a cadenza biennale, che si alterni alla Marcia della Pace Perugia-Assisi e che favorisca l’incontro e lo scambio di esperienze tra attivisti.

Del resto, come sottolineato dal sindaco Riccardo Bardelli (membro dell’associazione internazionale Mayors for Peace – Sindaci per la Pace), questo è un luogo che ha accolto a braccia aperte il fondatore di Greenpeace International e da tempo “ha sposato le idee ambientaliste”.

Nella due giorni di Paciano le tematiche sulla difesa dell’ambiente si sono intrecciate con quelle della pace e nonviolenza, nella convinzione, come spiegato in collegamento skype dal direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio, che “mai come oggi difesa della pace e difesa del clima sono così connesse”. “La grandissima crisi climatica in atto – ha dichiarato Onufrio – è piena di pericoli: aree sempre più vaste stanno diventando non abitabili e questo provoca un aumento del movimento migratorio e la conseguente chiusura dei paesi in se stessi. In un momento in cui si assiste alla crisi della globalizzazione e alla ripresa dei nazionalismi – sono ancora le sue parole – c’è spazio per l’ambientalismo e per affermare che senza giustizia climatica la globalizzazione non può più andare avanti”.

Parole incoraggianti sono poi giunte da Luisa Del Turco, direttrice dell’Associazione Centro Studi di Difesa Civile, che ha riferito della nuova apertura da parte delle istituzioni nazionali e internazionali nei confronti delle organizzazioni civili che praticano la nonviolenza, chiamate sempre più a collaborare nelle missioni di pace.

“Da sempre la guerra riproduce se stessa e non hai mai risolto niente – è stata la riflessione di Lisa Pelletti Clark, di “Beati i costruttori di pace” -; il disobbedire alla logica della guerra è dunque l’unica soluzione per uscirne”.

(Cittadino e Provincia)