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Intervista ai responsabili del Ceis

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Franco Califano, “il califfo”, noto cantante romano, da poco scomparso, dedicò ai ragazzi di Primavalle che avevano occupato la Palestra Morosini una canzone dal titolo appunto “Occupate le palestre”. Eravamo alla fine del 1981. Era il tentativo di un gruppo di giovani e delle loro famiglie di combattere lo spaccio di droga nel quartiere romano, e di chiedere un intervento più forte da parte delle istituzioni. La risposta del Comune di Roma, fu quella di utilizzare i terreni di cui è proprietario nel nostro paese, nella zona tra le Selve ed il Posasso, per realizzare una delle prime comunità di recupero per tossicodipendenti.

La prima reazione dei pievesi non fu positiva, si temeva che con questa nuova presenza il pericolo della droga potesse attecchire anche da noi. Allora eravamo quasi completamente indenni.

Poi ci fu l’intervento del nostro Comune e delle forze politiche e alla fine il progetto partì. Ricordo ancora un’affollatissima assemblea presso la palestra delle scuole elementari alla presenza dell’allora sindaco di Roma Ugo Vetere. Da allora fino a qualche mese fa quella Comunità, ha iniziato un rapporto complessivamente positivo con la nostra città e credo che abbia dato un buon contributo anche alla lotta contro l’assunzione di droghe, continuando ad ospitare giovani provenienti da Roma e gestendo l’attività produttiva nelle centinaia di ettari della tenuta le Selve.

Protagonista unico di questo periodo, insieme al comune di Roma è stato la cooperativa “Il Cammino”. che ha gestito ininterrottamente fino al maggio scorso il servizio e la struttura. Lo scorso anno è stata indetta dal Comune di Roma una gara per la gestione della comunità, che ha visto aggiudicatario un nuovo soggetto, un’associazione temporanea di imprese composta dalla associazione Ceis e dalla cooperativa sociale Integra, di cui la prima è capogruppo. Da qui è iniziato un contenzioso giudiziario, su ricorso della coop “il Cammino”, che ha visto il pronunciamento del Tar del Lazio e che vedrà ad ottobre la sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Su questa vicenda ci sono stati vari pronunciamenti di forze politiche ed istituzioni, anche locali.

Noi intanto abbiamo incontrato il nuovo gestore pensando di fare utile informazione ai nostri concittadini. Riportiamo qui sotto l’intervista. Siamo, ovviamente, disponibili ad ascoltare altri protagonisti ed altre opinioni.

 

Latini: Sono Umberto Latini e sono il coordinatore di questa struttura, coordinatore nel senso amministrativo contabile e funzionale. Questo progetto è gestito in associazione temporanea di impresa, dal Ceis che è la capogruppo che si occupa della parte terapeutica e da Integra che si occupa della parte agricoltura. Della messa a reddito di questi 280 ettari, che avverrà progressivamente.

Non lo sono in questo momento?

Latini: In questo momento no.

Come mai?

Latini: Noi siamo entrati a maggio e ci risultata che proprio per questo contenzioso che si è instaurato per circa un anno, un anno e mezzo non ci sia stata attività.

Mi chiarisca i termini di questo contenzioso, voi vincete una gara di appalto presumo con la legge 163.

Latini: Il bando è stato del 2011, l’aggiudicazione è avvenuta nel febbraio del 2012.sarebbe dovuto partire il progetto a maggio del 2012, poi c’è stato il primo ricorso ed il cammino ha gestito fino al maggio 2013.

L’avvicendamento ufficiale e è stato il 16 maggio 2013.in questo anno ci sono stati tre ricorsi al TAR del Lazio, tutti e tre rigettati, infine è stato fatto un ricorso al consiglio di stato, il 10 ottobre ci sarà la decisione finale, di tutta questa vicenda.

Quindi voi state gestendo in una situazione ancora provvisoria, anche da punto di vista aziendale?

Latini: Teoricamente sì.

Le motivazioni di questo ricorso da parte della coop il cammino, quali sono state?

Latini: Una prima motivazione di carattere diciamo ideologico, in quanto la coop il cammino non riteneva che un’attività come questa di accoglienza e recupero di tossicodipendenti, dovesse essere messa a bando. Poi c’erano dei rilievi specifici sulle offerte e sui progetti che però il Tar ha per tre volte rigettato. Suppongo che il ricorso presentato al consiglio di stato si basi sulle stesse motivazioni.</br>

Si tratta di un appalto o di una concessione?

Latini: Il progetto ha una validità ed una durata di nove anni più rinnovabile per altri nove.</br>

Voi pagate un canone di gestione al comune di Roma?

Latini: No, noi rendicontiamo mensilmente tutte le spese che affrontiamo per la gestione di questa struttura,

all’’ACT, cioè l’agenzia capitolina sulle tossicodipendenze.

Voi avete delle entrate per la parte sociale?

Latini: No, le nostre entrate sono solo quelle previste nel budget del progetto, se abbiamo spese ulteriori sono a carico nostro. I contributi sono solo quelli previsti a budget nel progetto.

Nel budget che voi avete presentato erano previste delle perdite?

Latini: Noi calcoliamo che la redditività comincerà dal secondo anno in poi.

Quindi voi prevedete che dal secondo anno in poi l’ACT non dovrebbe più intervenite a coprire le perdite?

Latini: Certo.

Quindi voi prevedete che dal secondo anno avrete degli utili?

Latini: Certo che ripartiremo secondo le quote dell’ATI.

Quindi al di là del ripiano iniziale di eventuali costi di avviamento per il resto, non ci saranno costi per la pubblica amministrazione mentre eventuali ricavi saranno vostri.

Latini: Si noi abbiamo anche altre gestioni a Roma su mandato dell’Act.

Questa impostazione contrattuale era la stessa che aveva la cooperativa il cammino? Con l’ACT?

Latini: Si

E da quando esiste l’Act?

Latini: Credo introno al 2006 2007.prima c’era una gestione diretta da parte degli assessorati.

Bene il quadro mi sembra abbastanza chiaro per una prima informazione, veniamo a voi al Cei ed Integra.

Latini: Ceis, Centro Italiano Integrazione Sociale è un’ONLUS, integra è una cooperativa sociale. il Ceis esiste da oltre quaranta anni. Nasce a Roma al Trullo, con Don Mario Picchi. Si cominciò con un’ex Casa del Fanciullo.

Se dovessimo parlare delle vostre attività in termini di fatturato, quanto fatturano Ceis ed Integra?

Giannattasio: Integra oggi non è presente e non conosciamo i suoi dati, io sono Sergio Giannattasio e sono responsabile della terza fase del progetto, diciamo di Selve, sopra di me c’è il responsabile del progetto che è Andrea Pascucci. psicologo.

Di integra non sappiamo di Ceis abbiamo qualche dato?

Latini: Il Ceis data la struttura come associazione non ha obbligo di bilancio fiscale. Ma sicuramente possiamo fare una ricerca.

E invece come curriculum diciamo professionale nel settore?

Latini: Nasce con il boom dell’eroina in Italia negli anni 70.

Giannattasio: Nasce in Italia ma Mario (don Mario Picchi il fondatore ndr) si spostò in America per apprendere, per come sviluppare poi questo “Progetto Uomo”, che poi fu adeguato un po’ al contesto italiano.

Noi siamo in continua evoluzione però, l’approccio che abbiamo oggi non è lo steso che avevamo venti o quaranta anni fa.

Qual è l’approccio di adesso?

Giannattasio: L’approccio di adesso è basato soprattutto sulla responsabilità personale. Noi partiamo dal presupposto che il tossicodipendente non e un malato ma una persona che ha un problema in più. e se gli si offrono egli strumenti può essere reinserito nella società tranquillamente.

Quali sono questi strumenti?

Giannattasio: Una struttura come questa o come altre che abbiamo a Roma, dove gli diamo la possibilità di essere accolto, fuori è un escluso e noi invece gli offriamo un ambiente sano, con il minimo indispensabile. Dopo quando la persona comincia a riacquistare un minimo di lucidità psicofisica, con lui stabiliamo un progetto. Lo concordiamo insieme, valorizzando i suoi desideri.

Quanti ospiti avete adesso?

Giannattasio: Oggi intorno ai 33, 35, molte persone nel cambio sono andate via, anche se qualcuno è anche ritornato.

La capienza massima di una struttura come questa quale potrebbe essere

Latini: Potrebbe essere fino ad un massimo di sessanta utenti.

Voi gestite altre attività come questa?

Giannattasio: Abbiamo un centro in Via Ambrosini a Roma dove c’è la sede anche dell’associazione e vari servizi, a Castel di Leva, vicino al divino amore. poi ci sono le strutture a cavallo tra la bassa soglia e la media soglia, con la famosa teoria della riduzione del danno che a mio avviso ha creato una certa confusione.

Voi sapete che questa vostra vicenda è stata letta come una vicenda politica. Ad un’amministrazione di sinistra si lega una cooperativa di sinistra ad un’amministrazione di destra succede un’organizzazione di destra. Voi credete che questa lettura sia fondata?

Giannattasio: Io lavoro al Ceis da venti anni, noi ci siamo sempre rivolti ai servizi, ci rivolgiamo al comune alla regione, indipendentemente dal colore politico.

Latini, anche perche in 40 anni sono cambiate diverse amministrazioni. Noi collaboriamo solo ed esclusivamente con le istituzioni, di qualunque colore siano.

Quali sono le linee di lotta alla droga più significative che si confrontano oggi in Italia?

Giannattasio: Qualsiasi esperienza di lotta alla droga presente nel territorio credo che vada bene. noi non pensiamo di essere la verità nella lotta alla tossicodipendenza, noi siamo un pezzo di quella verità. Offriamo un tipo di intervento, che ad alcuni può andare bene ad altri no.

A che punto siamo oggi nella lotta alla tossicodipendenza? in un problema che ovviamente non potrà mai avere un punto di arrivo.

Giannattasio: Il problema è in continua evoluzione, le sostanze cambiano in continuazione se si pensa che lo stesso fumo che erroneamente è considerato una droga leggere è stato geneticamente modificato si capirà qual è la ricorsa continua che si sta facendo. Tutte le associazioni puntano alla sconfitta della droga, ma dispiace dirlo questo è questo è quasi impossibile.

Voi vi date degli obbiettivi produttivi chiama moli così con gli ospiti?

Giannattasio: No. noi offriamo una società dove ci sono le diverse attività. noi diciamo oggi puoi stare in cucina domani alla pulizia, poi stai all’orto poi stai alle manutenzioni. a noi non serve chiuderli e metterli a lavorare a noi serve che loro non perdano il contatto con la realtà che sta fuori.

Che rapporti avete con Città della Pieve?

Latini: Io tengo i rapporti della parte diciamo commerciale, i fornitori in particolare. poi abbiamo fatto l’inaugurazione il 27 giugno. è venuto il parroco, è venuto il maresciallo, anche perché i carabinieri vengono per le persone in affidamento. il sindaco date le vicende, non ha voluto presenziare all’inaugurazione, anche se il nostro presidente ha avuto un colloquio cordiale quando è venuto circa un mese dopo il nostro insediamento, è venuto il consigliere Berna, ora siamo in attesa di verificare un bando del comune che affronta il disagio giovanile, con colloqui con la scuola, qui si chiama progetto minerva da noi si chiama progetto Gulliver, noi siamo disponibile a farlo anche gratuitamente.

C’è un ragazzo che ha fatto il provino nella squadra di calcio a 5. abbiamo sfilato per il palio, anche perché qui abbiamo il custode che è un dipendente del comune dio Roma che è l’istruttore degli arcieri del Castello, Cesare che è molto provato perché ha perso.

Giannattasio: Mi sento di dire una cosa. rispetto ai primi tempi l’atteggiamento è già cambiato. Prima forse per le notizie sui problemi in corso forse c’era una certa resistenza e forse volevano conoscerci, oggi mi sento accettato. E noi vorremmo organizzare un’iniziativa, ed anche attraverso il vostro giornale, invitare Città della Pieve, come abbiamo fatto e facciamo ovunque, sicuramente uno scambio ci arricchisce e non ci impoverisce.

 

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