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Il pianoforte che lega Panicale a Gershwin

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Panicale – E’ un pianoforte a legare da oggi il nome di Panicale a Gershwin. E’ appartenuto alla famiglia del grande compositore statunitense lo Steinway gran coda che da questa mattina si può ammirare nella ex Chiesa di Sant’Agostino sede del Museo del Tulle. Ad accoglierlo, con le lacrime agli occhi, la proprietaria, la pianista di fama internazionale Dalia Lazar che, innamoratasi di Panicale dopo averla visitata l’estate scorsa, ha deciso di trasferire qui affetti e professione.

Con la Lazar parte in via sperimentale un nuovo progetto, voluto e promosso dall’Amministrazione guidata dal sindaco Giulio Cherubini. Il progetto “ArtInsieme” che prevede “la residenzialità degli artisti, ai fini della produzione di eventi, opere d’arte, composizioni, laboratori e momenti formativi, con l’obiettivo di lasciare tracce tangibili e intangibili del proprio lavoro e della propria creatività e stimolare così la crescita culturale locale e attrarre flussi turistici”.

La Lazar è la prima ad aver sottoscritto con il Comune un protocollo d’intesa che le consente il regolare uso del Museo del Tulle dove esercitarsi e dar vita ad eventi, in collaborazione con il Comune e Sistema Museo.

Nata in Croazia nel 1969, Dalia all’età di sedici anni è stata ammessa al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca dove ha curato la sua formazione, prima di proseguire la sua carriera tra New York e Londra. Il suo repertorio di musica classica include opere per violino e pianoforte che ha eseguito tenendo concerti in tutto il mondo: dagli Stati Uniti alla Russia, da Israele al Venezuela, dal Messico alla Romania.

Ma è l’Italia, e in particolare Panicale, il luogo in cui ha deciso di stabilirsi e lavorare. “Un luogo – sostiene – ideale per coltivare la mia creatività e passione”. E qui ha voluto fortemente che la raggiungesse il suo inseparabile pianoforte, un elegante Steinway gran coda che quattro anni fa ha acquistato a New York dalla moglie del pianista Leopold Godowsky III, nipote di George Gershwin. Con l’arrivo dello strumento a Panicale si chiude un cerchio, in quanto nel 1989 lo stesso Godowsky lo aveva acquistato in un negozio specializzato di Pescara.

“Sento che è il pianoforte ad avermi condotto in Italia – dichiara Dalia – e non il contrario. Sognavo di poterlo collocare in un luogo speciale”. E per l’artista il Museo del Tulle ha qualcosa di veramente unico e magico. In questo spazio, dall’acustica perfetta, da oggi dunque può tornare a far scorrere le dita sul suo amato strumento e condividere con residenti e visitatori la sua passione per la musica.

Attraverso il progetto “ArtInsieme”, fanno sapere dall’Amministrazione comunale, si intende far conoscere i luoghi culturali di Panicale e stimolare eventuali iniziative di mecenatismo e di sponsorizzazione per la tutela e conservazione del patrimonio storico e artistico.

 

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