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Elite. Bertuzzi “Ho letto con fatica Baricco”

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Continua, nella nostra “Terza Pagina”,  il dibattito sull’articolo di Alessandro Baricco pubblicato su “La Repubblica” nei giorni scorsi. Continua sul grande giornale romano, ma anche sul Corriere Pievese e sulla voce sorella L’Ora del Trasimeno” .La foto che utilizziamo per contraddistinguere questo dibattito è tratta da un libro di Federico Rampini, pubblicato nel 2016 da Mondadori dal titolo “Il tradimento” e dal sottotitolo “Globalizzazione e immigrazione. Le menzogne delle elite”. Parleremo anche di questo libro. Questo che pubblichiamo è un commento firmato correttamente postato nel nostro giornale, che vogliamo valorizzare, come articolo. (n.d.r)

Ho letto con fatica Barricco, con lo stesso tipo di fatica che, da giovane, mi trovai a dover fare per capire l’elite degli informatici “nativi”.

Fortuna volle che, all’epoca, quel tipo di elite fosse così ristretta da permettermi di capirla quel tanto che mi bastava per iniziare ad assumere un ruolo di “interfaccia”, tra l’informatica e chi era interessato ad usarla per raggiungere propri obiettivi.

Quel ruolo di “interfaccia” servirebbe anche oggi; non più tra l’informatica e i ricercatori scientifici che in gioventù ebbi modo, grazie a una politica accademica illuminata, di contribuire ad adeguarla alle loro necessità, senza costringerli a parlare il suo linguaggio.

Oggi servirebbe quel tipo d’interfaccia tra l’elite che manda avanti l’industria della cultura, in stile Baricco, e le persone che vorrebbero usare il “Game”, come lo chiama lui, senza farsi usare come una risorsa per chi, il Game, lo fa evolvere.

Purtroppo quella politica accademica, che mise sulla giusta strada la nostra relazione iniziale con i primi computer, grandi, costosi e quasi impossibili da usare, non si potè trasferirla all’industria europea del settore, che ebbe nella nostra Olivetti un potenziale formidabile protagonista.

Purtroppo altri “purtroppo” fecero seguito e la situazione che si è creata si può descrivere dicendo, come conclude Baricco a pag 323 del suo libro, che: “Non è il Game che deve tornare all’umanesimo. E’ l’umanesimo che deve colmare un ritardo e raggiungere il Game”.

Mi godrei di più la vecchiaia se qualcosa cominciasse a succedere, per farci capire come sanare la situazione.

Si può sostenere che “l’elite” dovrebbe assumere un ruolo “di ascolto” delle richieste per un diverso sistema tecnico, che solo l’elite può portare all’attenzione delle istituzioni?

Si può sostenere che “la gente” dovrebbe essere abilitata a fare arrivare all’elite l’indicazione di quali aspetti, del sistema tecnico, devono essere adeguati a permettere di raggiungere determinati obiettivi sociali?

A quale interlocutore istituzionale si potrebbero indirizzare argomenti e motivazioni che mettano in evidenza la necessità di un ruolo di “interfaccia”, tra un’elite, eventualmente coordinata da Baricco o da suoi pari, e una comunità [da “costituire”] di portatori d’interesse in una capacità di dialogo tra realtà analogiche e realtà digitali?

Luigi Bertuzzi