Città della Pieve. La “Memoria” ritrovata : “Gio Mattia Filatti”.

Eravamo 4 amici al bar.

Potrei iniziare così, con una frase abusata,  questo breve racconto del rinvenimento, in uno spazio aperto al pubblico e sempre affollato (il locale Circolo MCL) , di un reperto storico che mi porta a fare ipotesi sulle vicende paesane dei secoli andati.

E’ raro, infatti, ma può accadere quando si accende improvvisamente la curiosità e si è già interessati alla Storia (soprattutto quella patria locale) che il “caso” dia una mano  nel momento in cui meno te lo aspetti.

Siamo in 4  al bar, dunque, seduti ad un tavolo appartato ed all’ombra quando Lorenzo nota qualcosa di strano in un angolo, si alza, va a vedere ed attira la nostra attenzione. Un manufatto  in pietra arenaria, fermo in quel  posto da chissà quanto tempo e da chissà  chi portatovi, fa bella mostra di sé con questa scritta sulla sua parte liscia : “GIO MATTIA  …..TI”. Essendo, nella sua lunghezza di circa un metro e mezzo, sagomato ad arte, ipotizziamo immediatamente che abbia fatto parte di qualche Edificio o di qualche sepolcro, installato al suolo o come architrave.

Ma a chi possa riferirsi quella scritta è senz’altro problematico da scoprire. Sicuramente ad un personaggio notabile del paese, concludiamo in coro. Ma chì ?

Dopo aver dato l’annuncio del rinvenimento ( al solo scopo di salvaguardare il reperto), su un Social e dopo aver avvisato l’Amministrazione tramite messaggio, iniziamo ad …indagare tra le “fonti “ note ed eventuali ancora ignote.

La chiave di lettura per scoprire chi possa ricordare quella scritta è “Gio Mattia” (abbreviazione di “Giovanni Mattia” ) , un nome di persona abbastanza inusuale. Ebbene,  una indagine piuttosto breve tra le fonti scritte degli storici locali ed  un resoconto  di Figure Francescane del 1700, ci restituisce un nome ed un cognome che ben si adattano a quanto riportato, seppur non integralmente,   sulla pietra:  “GIO MATTIA FILATTI”.

Ma chi era costui, sicuramente ignoto alla gran parte dei Pievesi attuali ?

Gio Mattia Filatti , coevo del più noto Poeta-Magistrato pievese  Francesco Melosio”, viene brevemente ricordato come “Gentiluomo, Letterato di qualche nome ed eccellente Oratore”.  In età matura egli sposa una ragazza di molti anni più giovane , Vittoria Casella.

Questa , figlia di Francesco (nobile pievese) ed Euridia Gregori di Civitavecchia , nasce in Civitavecchia (qualche fonte dice in Città della Pieve) il 1° febbraio 1645. Educata e dedita ad opere pie sin da bambina, viene data in sposa, per convenienze familiari, al Pievese Gio Mattia Filatti.

Dall’unione nascono tre figli ma il matrimonio dura poco per la morte dell’anziano Gio Mattia. Rimasta vedova, Vittoria veste l’abito francescano come Terziaria dell’Ordine nel Convento di S.Angelo in Monte in Città della Pieve con il nome di “Suor Serafina”. Le cronache francescane che ne riportano la breve vita, riferiscono che avesse molti doni tra cui la profezia e l’operare miracoli. Ella muore, come aveva predetto, il 6 marzo 1678 all’età di 33 anni. Viene sepolta in S.Angelo in Monte alla destra dell’Altare di S.Pietro di Alcantara.

Vittoria Casella viene considerata “Venerabile” dalla Chiesa.

Una sua figlia vestirà l’abito delle Clarisse in Città della Pieve con il nome di Suor Anna Vittoria.

Il reperto in pietra arenaria potrebbe essere stato installato anch’esso nella Chiesa di S.Angelo in Monte o nelle sue vicinanze ?

Invitiamo la Soprintendenza interessata ad esami più approfonditi.

 

Antonio Dell’Aversana

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