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Città della Pieve. Il Sindaco sul Palio, ma non solo…

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(Rassegna stampa. Dal Giornale on line del Comune). L’edizione che si è appena conclusa è un successo enorme per la nostra Città. Si da sempre per scontato che tutto fili liscio senza intoppi, che si faccia la festa, che si contino molte presenze, che gli spettacoli siano all’altezza, che il gradimento arrivi in risposta. Beh così non è. Quest’anno gli imprevisti e le preoccupazioni sono stati molteplici e di vaste proporzioni. Ci siamo dimenticati, forse troppo in fretta, che tutti questi elementi concorrono a quella variabile dell’imprevedibile che già in edizioni non troppo antiche ha determinato la non riuscita o il rischio che il Palio non ci fosse.

E sempre bene rimarcare che la macchina organizzativa guidata dall’Ente Palio lavora tutto l’anno ed è interamente composta e sostenuta da volontari che si fanno carico di affrontare un enorme impegno. In questi tre anni la struttura è crescita molto. E’ uscita dalla sede comunale, si è dotata di una “vita” autonoma. Ha acquisito collaborazioni importanti. Si è data una direzione artistica, una commissione di qualità, si è arricchita di una squadra tecnico-amministrativa. Ha allestito magazzini e uffici. Ha girato l’Umbria per promuovere la festa. Ha associato funzioni logistiche dei Terzieri per semplificare il lavoro. Ha innovato e rinnovato le varie rappresentazioni.

Si è affrontata la campagna pubblicitaria all’insegna del mutamento e della novità. Il discusso “selfie” ha innescato dibattiti e polemiche arricchendo a sua volta il clima di vivacità. Raggiungendo così, direttamente ed indirettamente, lo scopo di promuovere la manifestazione. Molti i visitatori, più degli altri anni, distribuiti lungo tutto il periodo del Palio che hanno affollato le taverne e le vie del centro. Che la comunicazione abbia funzionato lo dicono i numeri. Sia i dati di rilevamento dei vari strumenti e mezzi di comunicazione utilizzati, sia quelli più significativi di strutture ed attività.

Per consentire poi che i tanti visitatori potessero anche essere spettatori  la macchina organizzativa ha dovuto affrontare le enormi problematiche che le recenti disposizioni e circolari in materia di sicurezza hanno innescato. Per un mese non si è pensato ad altro che alla regolamentazione dei flussi e delle capienze, alle vie di esodo, ai dispositivi e misure da adottare, all’elevato numero di addetti necessario, alla stesura di piani ed alla loro approvazione. Condizione indispensabile per lo svolgimento, alla luce delle tante manifestazioni (pure intorno a noi) che sono state annullate, o fortemente ridimensionate.

Città della Pieve per intero, centro storico e frazioni uniti, ha risposto in modo eccezionale a questa difficoltà superando la sfida nel miglior modo che ci si potesse attendere. Avevamo problemi di regolamentazione della capienza nella piazza e soprattutto nel campo sportivo. Per superarli si sono resi disponibili volontari ed imprese che in modo gratuito e disinteressato hanno consentito lo svolgimento delle manifestazioni di piazza e lo svolgimento del palio al campo sportivo. Campo sportivo che ha visto la sua capienza passare in 15 giorni da 800 a 2340 posti a cui si sono aggiunti gli altri approntati nelle aree contigue e che hanno permesso che la festa fosse tale.

Volontari ed imprese che hanno capito quanto sia fondamentale il Palio per la nostra comunità.Non solo sotto il profilo economico e di immagine che rappresenta ma anche per i valori sociali e culturali che ci accompagnano, ci fanno crescere e ci identificano. Non possiamo quindi che ringraziare tutti coloro che in modo diverso ma comunque indispensabile hanno contribuito a questo successo. Imprese edili e di movimento terra, tecnici, semplici volontari, personale dell’amministrazione e addetti dell’Ente Palio, forze dell’ordine, protezione civile, addetti all’antincendio e la grande e straordinaria forza che a Città della Pieve è rappresentata dai Terzieri.

Quante cattiverie, quanti veleni, quanta intolleranza ed insofferenza siamo costretti a vedere ogni giorno. Quante volte viene voglia di mollare tutto e tutti, stanchi di sopportare fatiche e sacrifici, sfiniti, logorati e consapevoli che difficilmente ci saranno mai crediti di riconoscenza ma, più facilmente, critiche e impietosi giudizi. Poi invece arrivano momenti come questo in cui si ritrova solidarietà vera, coesione, amicizia, il sorriso e la bellezza di una città che sa essere unica. In queste occasioni ci si sente orgogliosi di essere Pievesi. Grazie Città della Pieve.

Il Sindaco

Fausto Scricciolo