Città della Pieve. Bittarello “1984. Come fu restaurata l’Adorazione dei Magi”

In occasione del V Centenario della nascita di Raffaello nel 1983, l’amministrazione comunale di Città della Pieve, volendo valorizzare il suo maestro Pietro Perugino, sensibilizzò la Soprintendenza ai Beni Storico Artistici dell’Umbra, a farsi carico del restauro della “Deposizione della Croce” del nostro illustre concittadino, situata a Santa Maria dei Servi, opera in cattivo stato di conservazione.

La Soprintendenza finanziò i lavori affidandoli al famoso restauratore Bruno Zanardi, reduce dal cantiere della Basilica di San Francesco ad Assisi.

Durante la sua permanenza a Città della Pieve, Zanardi, coadiuvato da un valente collaboratore, il giapponese Takao Ono, ha voluto visitare la città, soffermandosi in particolare sull’ “Adorazione dei Magi” del Perugino, in Santa Maria dei Bianchi.

In breve, ne ha proposto il restauro al Comune.
Il sindaco Danilo Fonti dopo avere coinvolto la locale Banca di Credito Cooperativo e il Lyon’s Club., d’accordo con la Soprintendenza, affidò i lavori a Bruno Zanardi, nel 1984.

L’affresco non era pienamente leggibile , dal momento che giaceva sotto una coltre di ripuliture sporco, fumo di candele. Sono bastati i primi interventi di ripulitura per constatare, l’integrità, e la luminosità dell’opera. Man mano compariva l’originale cromìa. Mi ricordo molto bene il miracolo del mantello della Madonna che sotto una mano di blu scuro nascondeva un colore azzurro che rimandava all’azzurro del cielo del paesaggio, retrostante. Una vera “Epifania”, che in greco significa “manifestazione”.

Dopo le operazioni di ripulitura, con la luce radente sono state contate ventinove giornate d lavoro. La tecnica dell’affresco prevede, come dice la parola stessa, che si dipinga a fresco per permettere che il colore si incameri nell’intonaco. L’artista pertanto realizzava dei cartoni, raffiguranti per esempio delle figure a grandezza naturale, il cui contorno era caratterizzato da una serie di buchi. Decideva poi di utilizzare un cartone per una giornata di lavoro, procedeva alla stesura di malta fresca sull’intonaco, vi apponeva il cartone e passava la tempera di carbone sul contorno. Toglieva il cartone e sulla parete rimanevano i segni dei buchi. Infine l’artista cominciava a dipingere. E’ la tecnica dello spolvero.

Dopo il restauro l’Adorazione dei Magi, datata 1504, è stata oggetto di una nuova rilettura da parte della critica, che l’ha considerata uno dei capolavori della maturità del Perugino. L’opera segna ormai il ritorno, quasi definitivo, di Pietro Vannucci in Umbria, da Firenze, dove in quegli anni l’artista pievese veniva superato dalle novità di Leonardo da Vinci e Michelangelo.

Si può dire che costituisce l’ultimo capolavoro della civiltà del ‘400 che ci parla ancora di un’atmosfera arcadica e virgiliana.

Il restauro ha costituito un decisivo e potente stimolo per la creazione di un circuito di visita della città. L’Adorazione dei Magi, tra le altre opere del Perugino presenti a Città della Pieve, costituirà un punto centrale delle manifestazioni previste per il 2023, in occasione del quinto centenario della morte di Pietro Vannucci.

Valerio Bittarello

 

Riguardo a redazione

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Controlla anche

Panicale. Arte: omaggio a Jean-Pierre Besenval.

(Comunicato stampa) Le opere di Jean-Pierre Besenval, l’artista che si ispira al Rinascimento italiano, saranno ...