Carlo Sacco “ Due precisazioni sull’articolo di Fiacconi”. La risposta dell’autore

Buona sera, scrivo per due precisazioni relative all’articolo di Gaetano Fiacconi che appare sul Corriere Pievese dal titolo ”Città della Pieve ed il Trasimeno fra le due resistenze”. L’una di carattere storico-politico che è quella dove l’autore dell’articolo riporta il fatto descritto dal Canuti dicendo che i proprietari furono obbligati alla firma del contratto da parte dei contadini ”perchè la città venne chiusa e non fu fatto nè entrare nè uscire alcuno.” A quest’uopo smentisco le parole di Monsignor Canuti in virtù di uno scritto proprio di Solismo Sacco che era presente all’avvenimento, il quale riferisce con testuali parole anche con una certa enfasi e contrarietà verso l’autore della dichiarazione (ometto però le parole pesanti verso il parroco che chiama” prete infingardo” ) perchè secondo lui ha dichiarato il falso per accreditarsi dalla parte degli agrari, che non era affatto vero che erano stati obbligati alla firma.

La violenza invece ci fu e come, da parte di un membro della famiglia Mazzuoli che da sotto il portone dell’attuale Palazzo della Corgna” già palazzo di loro proprietà sparò con il fucile da sotto il portone verso la folla che manifestava in Piazza Plebiscito probabilmente per richiamare l’attenzione della forza pubblica e farla intervenire a difesa dei propri interessi. Dei sindacalisti presenti riuscirono a stento ad aver ragione della folla che s’infiammò subito dopo l’evento, temendo che questo avesse procurato  l’intervento dei carabinieri.

Non dimentichiamo che a Panicale per gli stessi sostanziali motivi ci fu un intervento dei carabinieri che spararono sulla folla facendo 6 Morti(fra cui una donna incinta) ed 11 feriti il 15 Luglio 1920. Quindi ciò che Gaetano Fiacconi riporta sulla ”non violenza che non ebbe luogo a Città della Pieve” non corrisponde al vero e probabilmente il ricercatore non ha avuto elementi di consultazione tali da poter dichiarare tale fatto. Il sindacalista Nazzareno Pagnotta fu accusato di aver istigato i dimostranti alla rivolta ”ed a causa del suo temperamento alquanto eccitabile” di aver tentato di incendiare con la benzina il portone del palazzo. In archivio conservo lo status penale di Pagnotta redatto dalla polizia politica dell’epoca. Occorre tener presente quale era la posizione della Chiesa dell’epoca verso la nascente forza socialista che non aveva alcuna remora di contrastare. Le ”leghe Rosse” infatti avevano come fine ultimo della lotta il contratto unico regionale, mentre i cattolici difendevano i patti locali già esistenti. Questa differenza si rifletteva anche nella spartizione dei prodotti: mentre i socialisti puntavano alla spartizione del 50%,gli altri non andavano oltre il quinto del prodotto, ossia due parti al padrone e tre al contadino. Ormai le masse contadine erano deluse da un cattolicesimo che al povero non aveva mai saputo parlare il linguaggio della dignità umana e trovarono nelle forze socialiste quel movimento di fratellanza che esprimeva la loro esigenza di fede. Il coronamento dell’intenso lavoro politico nel territorio fu la conquista del Comune di Città della Pieve nel 1914 con il sindaco Arduino Fora poi deputato al Parlamento nel 1919.(Tesi di laurea in Storia Contemporanea ”Socialismo e Resistenza nel Trasimeno Pievese 1892-1945) di Desiree Rosadi).

Ritengo necessaria tale precisazione proprio per evidenziare quali fossero le parti in contrasto e quale parte politica e relative finalità erano state sostenute da sempre dalla Chiesa Cattolica. Un giudizio della politica anche su tali posizioni ritengo debba essere riportato per questioni di chiarezza e di oggettiva verità storica.

Carlo Sacco

Ringrazio Carlo Sacco per le precisazioni. Le dichiarazioni sui fatti degli agrari sono riportate nel Diario Storico edito dal Canuti e sono, come lui stesso dice, necessariamente il punto di vista del sacerdote.
Sarò felice, come anticipato dal vivo il 19 giugno, di studiare il tema con i documenti di Sole per una più approfondita futura pubblicazione.
Gaetano Fiacconi.

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