Verso il nuovo Piano Sanitario Regionale. Città della Pieve ed il Presidio ospedaliero di zona svantaggiata

E’ stato avviato dalla nuova Giunta regionale il percorso per la ridefinizione di un nuovo piano sanitario regionale in sostituzione di quello approvato dalla Giunta precedente.  La stesura e l’approvazione del nuovo piano, viene tra l’altro a coincidere con un momento di grande disponibilità economica determinato dalla crisi del covid e dalle linee di finanziamento che saranno disponibili a livello europeo destinate prevalentemente  alla sanità. Cerchiamo di vedere quali saranno i temi che interesseranno in modo particolare la nostra zona sanitaria. Per nostra zona sanitaria intendiamo, per ora, il Trasimeno nord, il Trasimeno Sud e l’alto Orvietano.
Il primo punto di interesse e da chiarire sarà la risposta che il Piano sanitario Regionale darà alla richiesta della area pievese ed alto orvietano di un presidio ospedaliero di area svantaggiata così come previsto dalla più recente legislazione nazionale in materia. Da sottolineare che su questa richiesta in diverse occasioni esponenti dell’attuale maggioranza regionale si sono espressi a favore e disponibili, anche nel corso di incontri con i sindaci della zona. Questo che segue è il testo del decreto ministeriale cui si riferisce la richiesta del servizio, e ciò che questo servizio prevede. La richiesta è stata avvalorata anche da primi studi che sono stati fatti a livello tecnico. Successivamente esamineremo la situazione del presidio di Castiglione del Lago ed in ultimo ma non per ordine di importanza, la proposta di Ospedale Unico d’area. (g.f)

Il DM 70/2015 così recita al punto 9.2.2.

Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate

Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano possono  prevedere presidi ospedalieri di base per zone particolarmente disagiate, distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presidi di pronto soccorso), superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace. I tempi devono essere definiti sulla base di oggettive tecniche di misurazione o di formale documentazione tecnica disponibile . Per centri hub and spoke si intendono anche quelli di regioni confinanti sulla base di accordi interregionali da sottoscriversi secondo le indicazioni contenute nel nuovo patto per la salute 2014-2016.

Tali situazioni esistono in molte regioni italiane per presidi situati in aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi, oppure in ambiente insulare.

Nella definizione di tali aree deve essere tenuto conto della presenza o meno di elisoccorso e di elisuperfici dedicate.

In tali presidi ospedalieri occorre garantire una attività di pronto soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta. Essi sono strutture a basso volume di attività, con funzioni chirurgiche non prettamente di emergenza e con un numero di casi insufficiente per garantire la sicurezza delle prestazioni, il mantenimento delle competenze professionali e gli investimenti richiesti da una sanità moderna.  

Tali strutture devono essere integrate nella rete ospedaliera di area disagiata e devono essere dotate indicativamente di:

– un reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri;

– una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in Day surgery o eventualmente in Week Surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina (obiettivo massimo di 70% di occupazione dei posti letto per avere disponibilità dei casi imprevisti) per i casi che non possono essere dimessi in giornata; la copertura in pronta disponibilità, per il restante orario, da parte dell’equipe chirurgica garantisce un supporto specifico in casi risolvibili in loco;

– un pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato all’Emergenza-Urgenza, inquadrato nella disciplina specifica così come prevista dal D.M. 30.01.98 (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza e, da un punto di vista organizzativo, integrata alla struttura complessa del DEA di riferimento che garantisce il servizio e l’aggiornamento relativo.

E’ organizzata in particolare la possibilità di eseguire indagini radiologiche con trasmissione di immagine collegata in rete al centro hub o spoke più vicino, indagini laboratoristiche in pronto soccorso. E’ predisposto un protocollo che disciplini i trasporti secondari dall’Ospedale di zona particolarmente disagiata al centro spoke o hub. E’ prevista la presenza di una emoteca. Il personale deve essere assicurato a rotazione dall’ospedale hub o spoke più vicino.

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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