Un pezzo di Umbria che fa bene: “la Cooperativa Pescatori del Trasimeno” Intervista a Valter Sembolini amministratore delegato della società

ARCHIVIO DEL CORRIERE PIEVESE
27 FEBBRAIO 2017

Magione. San Feliciano. L’appuntamento era a San Feliciano presso la Cooperativa Pescatori del Trasimeno, con il suo Amministratore Delegato, Valter Sembolini, un cinquantenne castiglionese, con una lunga esperienza all’interno della cooperazione.

Prima di iniziare l’intervista abbiamo fatto il giro della struttura produttiva dove il pesce viene stoccato, lavorato, e confezionato e che è stata recentemente oggetto di interventi , con il contributo della Regione Umbria.

Oggi Sembolini è anche membro del Consiglio di Presidenza della Confcooperative, di cui è responsabile nazionale per il settore delle acque interne. Fa parte del direttivo del GAL Trasimeno Orvietano e della direzione della Confcooperative Umbra. Dal 2013 ha seguito il progetto di riqualificazione della cooperativa, grazie anche ai fondi della Regione per la pesca e dal gennaio 2016 è impegnato a tempo pieno nell’azienda cooperativa magionese.

Ma la Cooperativa Pescatori del Trasimeno ha una storia antica che risale al 1928, tanto che il prossimo anno si celebrerà il suo “Novantennale”. Oggi registra 40 soci pescatori più 12 dipendenti. Prima del 2013 i soci avevano una età media di 75 anni, adesso questa media è scesa a 45 ed in un momento di forte crisi ha visto aderire 25 nuovi giovani pescatori. Il fatturato in questi ultimi anni si è raddoppiato, passando da 450.000 mila euro al milione. Nei progetti strategici futuri, dei prossimi anni si punta a raggiungere un aumento ulteriore del 30%, con la realizzazione del progetto “La Locanda del Pescatore” a Sant’Arcangelo.

foto sembolini

Ho chiesto qual’ è stato il segreto di questa crescita e come era chiaro dall’ultimo progetto, mi ha risposto: “ Nel chiudere il ciclo, il più possibile, tra la produzione e la vendita”

Quando ho chiesto quali e quanti erano i volumi di pesce pescato, lavorato e venduto, la risposta è stata, che innanzitutto la cooperativa lavora per una pesca sostenibile, che non fa allevamento e che in questo progetto tiene conto di un lago in salute, con un livello normale e costante delle acque.

I volumi nel 2016 sono stati pari a 1324 quintali, mentre nel 2015 erano stati di 1740 e quelli del 2014 di 1450. Un calo, quello dell’ultimo anno dovuto alla riduzione del persico reale, ma che nello stesso tempo ha visto aumentare i volumi della parte di pesce lavorato. Il 40% del prodotto è rappresentato dal latterino, il 16 dal persico reale e dal boccatone, il 18 da carpa regina e tinca.

Il futuro della cooperativa, ci spiega Valter Sembolini, è incentrato attorno a due progetti. Il primo, cui abbiamo già accennato, è quello della realizzazione della “Locanda del Pescatore” a Sant’Arcangelo, che prevede una ristrutturazione dei locali di proprietà della cooperativa, con la realizzazione di un punto di ristoro di eccellenza con i pescatori protagonisti non solo nella fase della pesca, ma anche in quella della preparazione e della cucinatura.

Il secondo progetto, anche questo sul solco del completamento del ciclo, pesca, lavorazione, vendita del prodotto, è quello dello “ Street Fish Food”, cioè del cibo da strada a base di pesce di lago, che ha avuto un suo primo battesimo anche all’interno di Expo a Milano.

Nella chiacchierata con Sembolini abbiamo, parlato anche di altre strutture che operano sul Lago Trasimeno e non poteva mancare un riferimento al Centro Ittiogenico, che oggi fa riferimento alla Regione e che si occupa delle immissioni di pesce nel Lago. E’ stata citata una comune manifestazione di intenti e questo anche è un passo in avanti rispetto al passato che ha visto spesso i diversi protagonisti pubblici e privati non essere in perfetta sintonia sulle cose da fare per il Lago e la sua gente.

Quando sono stato sul punto si salutarlo, Sermbolini mi ha fatto omaggio di un bellissimo libro di Alvaro Masseini dal titolo “Pescatori del Trasimeno. Storie di vita, di pesca e di lavoro” edito da Morlacchi Editrice, e così il discorso si è allargato al Museo della Pesca , presente sempre a San Feliciano e ad alcune iniziative della cooperativa sul versante del turismo come “Pescatori per un giorno”. Ma su questi argomenti, che aprono prospettive e ragionamenti ancora più ampi, ci siamo e mi sono ripromesso di tornare un’altra volta. E questa volta chiudere la giornata magari con un brustico, un tegamaccio o una pasta con la tinca affumicata.

Gianni Fanfano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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