Umbria, Toscana e Marche unite nel 2020 La proposta di Rossi nel convegno dei sindacati alla Sala dei Notari

Rassegna stampa Dalla Nazione Umbria. A rompere gli indugi ieri a Perugia è stato il presidente della Toscana, Enrico Rossi, durante l’incontro pubblico organizzato da Cgil, Cisl e Uil alla Sala dei Notari (nella foto) e dedicato all’«Italia di mezzo». Alla Sala dei Notari, oltre a rappresentanti del mondo sindacale, c’erano gli esponenti delle Regioni Toscana, Umbria e Marche: Rossi (appunto), Catiuscia Marini e l’assessore marchigiano alle politiche economiche Manuela Bora. Il governatore toscano ha detto chiaro e tondo dunque che «il 2020, anno di fine legislatura, potrebbe essere la data per far coagulare il progetto di macro-regione nei consigli regionali». «L’idea è matura – ha detto – lo vedo parlando con la gente, che si sta rendendo conto che per competere a livello globale bisogna essere più grandi. Se vogliamo salva re le Regioni dobbiamo andare avanti spediti, come sta avvenendo». Il presidente della Toscana ha evidenziato le grandi debolezze su strade e treni nell’asse Est- Ovest: occorre rafforzarlo per creare ricchezza». Poi sulla problematica degli eventi sismici e idrogeologici, Rossi ha mandato un messaggio al premier Matteo Renzi: «Auspicherei non solo un piano come ‘Casa Italia’ a cui pensa il governo, bensì un ministero della Prevenzione che spenda 10 miliardi l’anno per 10 anni».

Resta il dilemma del nome «Come chiameremo h nuova macroregione? – ha chiesto un po’ scherzando e un po’ no – Io propongo il modello francese, che ha sommato i nomi delle regioni accorpate. farei Toscana-Umbria-Marche con la postilla che ognuno può cambiare l’ordine a suo piacimento». «Lo diciamo qui chiaramente ha sottolineato dal canto suo la presidente umbra. Catiuscia Marini – che in comune abbiamo bilanci sani, coesione sociale e welfare e da qui vogliamo ragionare sui nostri punti di forza, come tessuto imprenditoriale, qualità produttiva, ambiente, turismo, cultura e patrimonio artistico, senza dimenticare di lavorare insieme per vincere le debolezze».

A presiedere i lavori è stato Claudio Bendini, segretario generale della Uil dell’Umbria, il quale ha osservato che questo percorso «va fatto con la partecipazione di cittadini, lavoratori e imprese», mentre le conclusioni sono state affidate a Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana. «Proponiamo una società di mezzo – ha detto – che faccia un nuovo Rinascimento e che porti questa grande terra a rinascere e a competere con le macroregioni europee». Le tre regioni insieme, è stato infine ricordato, hanno una popolazione di 6 milioni di donne e di uomini e incidono per il 12% sul Pii del Paese, quindi «con l’ambizione di contribuire a realizzare un’Italia più bella, più solidale e più giusta». Walter Cerfeda infine, presidente dell’Ires Cgil Marche, ha infine affermato che «il progetto di coesione ed il rilancio dopo il recente terremoto va oltre e riguarda non solo i territori delle regioni ma tutte le terre fragili dell’Appennino». E’ stato il presidente toscano Enrico Rossi a rilanciare il progetto durante l’incontro di Perugia con i sindacati Catiuscia Marini «In comune abbiamo bilanci sani, coesione sociale, ricchezze culturali e welfare. Da qui vogliamo ragionare sui nostri punti di forza senza dimenticare di lavorare insieme per vincere le debolezze» Claudio Bendini (Uil) «Questo percorso verso la regione unica dell’Italia centrale va fatto con la partecipazione diretta di cittadini, associazioni, lavoratori e imprese. Abbiamo sei milioni di abitanti e il 12% del Pii»

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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