Umbria dei Territori “ Non parteciperemo, ma sfideremo i candidati Presidente su tre punti per il bene dell’Umbria” La decisione rispetto alle prossime elezioni regionali

(comunicato stampa) Una scelta difficile ma coerente con il proprio percorso politico e con le profonde ragioni che sono alla base della sua stessa esistenza. Udt nasce per “ribaltare la piramide”, nasce quale radicale alternativa di sistema, in un’ottica in cui i territori, la partecipazione dal basso, la condivisione delle scelte, sono elementi fondanti, prima del progetto politico e poi, conseguentemente, di quello programmatico e di rappresentanza. Un progetto i cui rappresentanti, in questi mesi, non hanno mai avuto né manifestato velleità di candidature, avendo sempre lavorato ad un quadro ampio e competitivo, senza protagonismi di alcun tipo.
La natura di Udt è inconciliabile con qualsiasi esperienza che abdichi a questi principi, consegnando ai partiti, agli accordi e ai tavoli romani il futuro dell’Umbria. Discontinuità e rinnovamento possono nascere solo in un percorso che, a monte, determina le condizioni per un reale cambiamento. Questo è e resta il senso alto del nostro progetto politico, questo l’impegno etico e politico che ha legato le nostre esperienze civiche territoriali, questo il motore della coalizione Civica, Verde e Sociale, costruita con alleati che hanno, sin dal primo momento, condiviso e rafforzato la nostra impostazione. Abbiamo preso atto del repentino stravolgimento del quadro politico nazionale, che ha inevitabilmente modificato anche le dinamiche regionali e scomposto la nostra coalizione. Rispetto a tale sommovimento la nostra capacità di incidere non poteva che essere relativa. In tutto questo, tuttavia, una soluzione che potesse mettere in relazione il bene degli Umbri con le dinamiche nazionali sarebbe ancora stata possibile.
Il “patto civico” offerto agli Umbri dal Movimento Cinque Stelle si rivolgeva direttamente ed esplicitamente al nostro impegno e alla nostra prospettiva, mescolando le istanze di rinnovamento e di discontinuità, con un’esperienza regionale di grande radicamento territoriale, di inversione di metodo e di alternativa di sistema. “Patto” che, invece, ha ceduto a vecchie logiche e  schematismi,  che ne hanno svilito il significato.
La scelta di Udt di non partecipare alle elezioni serve a salvaguardare lo spirito e la natura del progetto stesso, non svilendone gli obiettivi, che sarebbero sacrificati sull’altare della contesa elettorale: non ci schiacciamo sulle logiche di una battaglia di potete senza cambiamento e guardiamo al futuro, ma continueremo ad essere ben presenti nel dibattito politico.
Innanzitutto sfidando i candidati Presidente della Giunta e le Liste presenti nelle diverse coalizioni a sottoscrivere pubblicamente tre punti qualificanti della nostra filosofia di governo del cambiamento per l’Umbria:
1. La prossima legislatura abbia carattere costituente – si riscriva il profilo istituzionale della Regione: dalla “città-regione” al nuovo policentrismo basato su aggregazioni funzionali (servizi, scuola, trasporti, sanità, imprese) e su accordi infraregionali/extraregionali, demandando alla Regione il coordinamento e l’armonizzazione.
2. Si promuova la nascita delle “Conferenze territoriali” per gestire la programmazione regionale.
3. Si riscriva la legge elettorale regionale garantendo diritto di tribuna alle diverse articolazioni territoriali della regione.
Umbria dei Territori andrà avanti, riprenderà il suo percorso di aggregazione civica sulla base dei suoi principi fondamentali, ripartendo dai territori e misurandosi con i problemi concreti già a partire dalle prossime elezioni amministrative comunali. Sfideremo le forze in campo con la nostra idea di un’Umbria a piramide rovesciata, e con proposte programmatiche che vedono del dinamismo dei territori la risorsa per invertire il declino.

Umbria dei Territori

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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