Tonino Marroni. A cento anni dalla nascita Città della Pieve inizia le celebrazioni. E’ stato l’autore del restauro del Teatro e di tante opere disseminate sul territorio. Gli sarà intitolata una strada e una retrospettiva

(Cittadino e Provincia) Partite a Città della Pieve le celebrazioni per il centenario della nascita del pittore Antonio Marroni.

Su iniziativa della famiglia e dell’Amministrazione comunale si è aperto l’anno celebrativo dedicato all’artista di origini pievesi, formatosi alla scuola di Filiberto Cappannini e che tanto ha dato alla città, alla sua formazione culturale e alla vita politica e sociale.

Il primo evento lo ha lanciato Mario Marco Marroni, figlio dell’artista, anche lui pittore, inaugurando, nel giorno del compleanno di Antonio, nel suo atelier uno spazio interamente dedicato al padre.

Situato accanto alla Chiesa del Beato Giacomo Villa vi si ripercorre la vita artistica del padre anche con le incursioni artistiche dei suoi figli artisti che mantengono tratti inconfondibili. Posizionato accanto alla chiesa lo spazio espositivo rimanda subito la memoria allo studio storico di Tonino – così lo ha sempre chiamato la città e i suoi allievi – situato sopra la sacrestia della Chiesa del Gesù in pieno centro cittadino. Un crogiuolo culturale dove il pittore lavorava, accoglieva gli studenti ogni fine settimana e dove gli amici lo andavano a trovare. Un “luogo sacro”, dove lo scambio generazionale intrecciava arte, vita quotidiana – economico e politica – della città. Lo Studio è stato spazio formativo per molte generazioni di giovani che hanno vissuto una educazione artistica all’osservazione e al bello attraverso una didattica esperienziale che permetteva a tutti di cimentarsi con le tecniche e con il disegno. Avvicinando i più giovani allo scambio generazione e al rispetto del lavoro di gruppo in una peer education sui generis.
“Una vita interamente spesa per l’arte quella di Antonio Marroni – si legge in una nota dell’Amministrazione comunale – che dopo l’apprendistato alla bottega di Filiberto si è dedicato alla decorazione di interni con diverse collaborazioni anche all’estero intervallate da alcune commesse per edifici religiosi, una fra tutte la decorazione degli interni della Chiesa del Ceraseto di Paciano. A metà degli anni Cinquanta gli esperimenti sull’astrattismo diventano più concreti ed inizia uno studio vero e proprio che sfocerà poi nei sui celebri Pensatoi; uno stile unico che caratterizzerà per sempre le sue linee, l’uso del colore e la costante ricerca della materia attraverso la linea. Insieme ai pensatoi, il lavoro di Tonino resta caratterizzato dall’arazzo dipinto, tecnica inventata da Filiberto Cappannini per imitare le manifatture tessili, che consentiva di portare nelle case delle famiglie borghesi l’arazzo con costi più contenuti.
La sua capacità di dominare una manualità artigianale lo fa essere artista d’altri tempi; si costruisce telai, cornici, supporti senza perdere la freschezza e la delicatezza dell’arte; un artiere”.
Da sottolineare il suo impegno – e quello della sua bottega con il figlio Mario – nel restauro dei beni artistici, a Città della Pieve e non solo; attività che ha consentito la conservazione di molte eccellenze artistiche della tradizione pievese: dalle pitture murali a Palazzo della Corgna, alle opere del Monastero di Santa Lucia, dal Convento delle Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario al restauro dei finti marmi della Cattedrale.

Lavori di restauro che trovano nel rifacimento del Teatro Avvaloranti (2003) il culmine e l’espressione massima di questa dedizione alla città. Antonio, con il supporto di Mario, è riuscito da una sola fotografia d’epoca e dai suoi ricordi a ricostruire una decorazione oramai perduta da oltre quarant’anni.
La mano di Antonio vive, dopo cento anni, attraverso la sua arte, che sia stata impressa nelle decorazioni murali o nelle spirali dei pensatoi. Un’arte che non perde vitalità come pure rimane vigoroso il suo messaggio.
Le celebrazioni per i cento anni dalla sua nascita proseguiranno nei prossimi mesi con l’intitolazione di una strada e culmineranno con una grande retrospettiva natalizia che riporterà a Palazzo della Corgna tutta la carriera artistica di Antonio Marroni. Un tributo desiderato dall’Amministrazione comunale e ancor più dall’assessore alla cultura Luca Marchegiani che di Tonino è stato allievo per moltissimi anni.

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