Tempo di aglione e fiori di aglione

Siamo nel periodo di raccolta dell’aglione. Qesto caratteristico ed originale ortaggio, peculiarità toscana e più precisamente della Valdichiana.  Si è certi risalga al popolo etrusco. Per fortuna si è tramandato fino a noi anche se per lungo tempo era stato, per così dire, dimenticato. La riscoperta del prodotto, la coltivazione su più ampia scala e l’informazione, ne hanno decretato il successo. Poi è arrivata la DOP, insieme ad altri prestigiosi riconoscimenti e così questo straordinario ortaggio è ricomparso sulle nostre tavole come insostituibile ingrediente di innumerevoli ricette. Ricordiamo che l’aglione, l’intero bulbo, arriva a pesare fino a ottocento grammi e più. Quindi l’accrescitivo del nome è ampiamente meritato.

Quando un prodotto, un vino,  un frutto, un manufatto artigianale, si fregia di riconoscimenti, è sempre qualcosa di positivo per vari motivi. Intanto si costituisce un disciplinare che ne garantisce la qualità e questa è una tutela per il consumatore. Poi la notorietà del prodotto aiuta sicuramente l’economia della zona di produzione. Inoltre diventa veicolo pubblicitario e si aggiunge quindi, un ulteriore tassello all’insieme dei prodotti che identificano un territorio e ne sanciscono la popolarità e il prestigio. E questo induce la gente, i turisti, fosse anche solo per curiosità, a recarsi nei luoghi resi famosi da prodotti di eccellenza. Dell’aglione come pianta, non è da trascurarsi nemmeno il bocciolo (tallo) oppure il fiore che ne scaturisce, infatti, fiore e tallo sono comunque impiegati in cucina e molto apprezzati. I talli si possono conservare sottolio, saltare in padella sminuzzare e ricavarne condimenti per pasta o crostini. I fiori invece sono eccellenti immersi in pastella e fritti. Il bulbo di per se può essere usato al posto del normale aglio del quale, conserva le proprietà salutari e di gusto anche se rimane meno pungente e meno indigesto. Motivo per il quale è stato coniato una frase per identificare il prodotto: Aglio del bacio, proprio perché essendo privo di “allicina”: il principio attivo che nell’aglio comune ne determina il caratteristico odore pungente. Il bulbo dell’aglione trova comunque il suo più naturale utilizzo nella preparazione dei “pici” all’aglione appunto, che è (per qualche lettore non della zona) una salsa di pomodoro aromatizzata con abbondante aglione, nella quale facoltativamente può essere aggiunto un po’ di peperoncino.

Nunzio Dell’Annunziata

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