SPORT e sete di risultati, piccole considerazioni personali

“Quando si parla di sport si pensa sempre e solo al divertimento puro. Ma non è sempre così.
Il divertimento e la fatica, la passione e la costanza, la volontà e la pazienza, la tenacia e l’umiltà sono tutti elementi e valori indispensabili per raggiungere i propri obiettivi.
Si impara a conoscere i limiti personali e le potenzialità del proprio corpo, a sapersi rialzare dopo una caduta per migliorare e crescere, a sapersi confrontare con i compagni di squadra, a condividere
con loro gioie e sconfitte.
Insomma, si acquisiscono abilità, competenze e valori che durano una vita intera.
Ogni sport ha le sue caratteristiche e peculiarità, e ciascuno ha le sue valenze positive nella crescita di un individuo. ”
(Andrea Anastasi)
Da questo vorrei fare una piccola riflessione, arrivata da due chiacchiere tra allenatori, anche di sport diversi e dall’osservare sempre più spesso chi lo sport lo guarda dagli spalti.
Parliamo di ragazzi , di bambini …. di coloro che lo sport davvero lo praticano solo per divertirsi imparando delle nozioni motorie (uguali ma anche diverse a seconda della disciplina scelta), di coloro che dentro ai campi sportivi, ai palazzetti, alle piscine…(ecc, ecc) , ci dovrebbero andare solo per divertirsi , al di la’ dei risultati, ma non solo!
Parliamo di quella fascia di eta’ molto ampia che va dai bambini di 5/6 anni fino agli adolescenti.
Noi amici , parenti, genitori dovremmo preoccuparci che i nostri giovani e giovanissimi entrino dentro ai loro campi da gioco ed imparino nuovi gesti motori , tecnici ma , anche e sopratutto che imparino a stare insieme, a condividere il pallone con gli altri, che siano in grado di rispettare i compagni, gli allenatori e sopratutto gli avversari, che sappiano rialzarsi ogni volta che cadono a terra e si sentano sempre a loro agio anche se loro non sono i più forti e, se per caso lo fossero che non usino la loro forza sportiva con spavalderia e maleducazione!
Dovremmo preoccuparci di tutte queste cose prima ancora dei risultati… i risultati arriveranno, le soddisfazioni lo sport le tirerà fuori da ciascuno di loro se sapranno affrontare nel giusto modo le situazioni, sopratutto quelle negative.
Mi piacerebbe che noi allenatori, ma anche le famiglie, insegnassero ai giovani e giovanissimi , prima ancora che a vincere, a perdere… ad affrontare nel giusto modo le avversità anche sportive. Nessuno di noi a casa ha un campione , ma neanche un fallito.
Aiutiamo i bambini, i ragazzi ad essere positivi di fronte alle avversità, senza scuse e senza alibi, aiutiamoli ad essere coinvolti in quello che fanno , con passione ed impegno, aiutiamoli ad essere partecipi all’interno di un gruppo ed a capire che si vince e si perde insieme , aiutiamoli ad esultare per ogni punto, ogni goal ma anche e sopratutto a dare una mano al compagno in difficoltà, a portare rispetto verso educatori ed allenatori anche e sopratutto se non si hanno le stesse idee…. preoccupiamoci che siano degli SPORTIVI , prima che dei campioni .
Diamo importanza al modo in cui si può arrivare al risultato e non solo alla conclusione , in fondo se noi adulti imparassimo ad essere più rilassati e ci preoccupassimo un po’ di più delle sensazioni dei giovani e giovanissimi durante le prestazioni sportive, sono sicura che avremmo molte più soddisfazioni.
Arriveranno da soli i momenti in cui la pressione dei risultati sara’ davvero importante o significativa…aiutiamoli a crescere…non a vincere ad ogni costo!

Riguardo a Bruna Trevellin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Controlla anche

Chiusi. Il 2020 anno dello sport è iniziato dalla sala d’Onore del Coni

(comunicato stampa) Manca ancora qualche mese, ma di fatto l’anno dello sport 2020 della Città ...