Simona Fabbrizzi (Città della Pieve in Comune) ” La giunta Risini? Mi sembra un navigare a vista”

Continuiamo la serie di interviste avviata con i rappresentanti dell’amministrazione comunale pievese. Dopo il sindaco Fausto Risini, gli assessori Lucia Fatichenti e Luca Marchegiani, questa intervista riguarda la capogruppo di “Città della Pieve in Comune”, gruppo di minoranza, Simona Fabbrizzi. 

Buongiorno Simona, che giudizio dai di questi primi mesi di esperienza tua in Consiglio Comunale a Città della Pieve, mesi immagino complicati anche dal Covid, dal tuo lavoro a Perugia e da un gruppo alla prima esperienza amministrativa?

Il nostro Gruppo Città della Pieve in Comune ha immediatamente trovato armonia e coesione. Abbiamo utilizzato i canali interni di comunicazione con le nuove tecnologie e con il vecchio telefono. Ci diciamo tutto e condividiamo tutto, nello spirito di squadra. Ci avvaliamo anche del consiglio e della esperienza di passati amministratori, per esaminare normative e procedure amministrative; come dire “nessuno nasce imparato” e lo studio è fondamentale prima di prendere una posizione. Abbiamo scambi di idee con gli stakeholders e le associazioni del territorio, per “sentire” i problemi posti dai cittadini. Il mio lavoro, come quello degli altri Consiglieri è ininfluente in questa ottica di squadra, considerando anche che, oramai, purtroppo, anche i Consigli Comunali, causa COVID, si svolgono in remoto su piattaforma informatica; ma questo è comune a quasi tutto il mondo occidentale.

 La tua era una lista che ha avuto il sostegno principale del PD, che aveva in Michele Croce, il suo capolista. Quali sono oggi i rapporti con Il Pd pievese?

Abbiamo conservato ottimi rapporti con tutti i soggetti che dall’esterno hanno sostenuto la nostra formazione progressista, ovviamente nella distinzione dei ruoli. I promotori della Lista hanno voluto aggregarsi in una Associazione Culturale, “Città in Comune”, con 2 giovani portavoce, Alessandro Mencuccini ed Eva Giglioni. Passati questi momenti tragici della pandemia che ne hanno condizionato la collaborazione in presenza, sicuramente l’Associazione ci sosterrà nella progettualità. Comunque con gli esponenti del PD c’è una sincero e trasparente dialogo, soprattutto con i più giovani e Michele Croce si sta confermando pienamente nella sua validità, insieme alle altre consigliere comunali Veronica Fattorini e Nicoletta Conciarelli. L’amicizia ed il coinvolgimento tra noi è essenziale.

 Cominciamo le domande dal tema principale. Che giudizio dai di questa prima parte del lavoro di Risini e della sua giunta?

 Ovviamente, dobbiamo dare atto che l’emergenza sanitaria ha probabilmente condizionato qualsiasi azione politico-amministrativa. Detto ciò il nostro gruppo consiliare ha fatto presente in più occasioni la debolezza dei documenti programmatici presentati dalla Giunta. Continuano soprattutto carenze di prospettiva. Che ruolo deve avere Città della Pieve? Una volta si oscilla verso il Trasimeno, un’altra verso l’Alto Orvietano. Non è assolutamente chiaro il rapporto con le Istituzioni regionali e provinciali. In altre parole sembra un navigare a vista.

Ospedale, collegamento Perugia Chiusi e Pievaiola, turismo e creazione di un forte sistema imprenditoriale, legislazione interregionale su sanità, scuola, trasporti, ambiente. Da tempo sono i problemi principali sul tappeto di Città della Pieve e di questa area. Tu, il vostro gruppo che posizione avete?

 Questi temi di cui parli sono annosi, probabilmente risalgono a quando tutti noi della Lista andavamo alla scuola elementare. Per conto nostro diciamo che senza politiche di area regionale ed interregionale (ci rivolgiamo in primis alla confinante Toscana) non si va molto lontano. Di fatto la nostra Città sta perdendo il suo ruolo di cerniera, perché c’è poca innovazione e poche idee chiare.

Continuiamo a non capire quali siano i presupposti per la sanità locale. Questa posizione di 2 Ospedali uno a Città della Pieve da rilanciare, un altro da costruire nel Trasimeno, l’utilizzo di Nottola come strategico, che sembra provenire da qualche comune vicino, aggiunge confusione a confusione. E poi: quali sono i tavoli di confronto? E con chi ci si confronta? Quali le risorse economiche, quelle vere e non solo scritte sulla carta? Ci sembra che anche alcune immediate promesse della campagna elettorale si siano dissolte nella indifferenza della Regione.

Il problema Pievaiola si sta risolvendo in positivo, visto i lavori stradali di modernizzazione in corso. Rimane tutto aperto il collegamento ferroviario verso le città di Roma e Firenze e verso Perugia. Questo ultimo soprattutto è da rivalutare, ma in ciò occorre uno stretto rapporto con Chiusi.

Per il Turismo possiamo al momento dire che il 2019, quindi preCovid , leggendo i dati ufficiali regionali sia stato un anno poco fortunato per Città della Pieve, con oltre il 20% in meno di presenze rispetto all’anno precedente .Ovviamente il Covid ora complica tutto, ma diremmo che piova sul bagnato. Diverse idee solide le abbiamo articolate nel nostro programma,ovviamente non ascoltate. Ma ci torneremo sopra al più presto. L’ambiente è centrale. La Green Economy dovrà vedere città profondamente cambiate e vivibili, connesse telematicamente, con mobilità elettrica ed innovativa. Aspettiamo i Bus elettrici promessi in campagna elettorale da “Liberamente” per collegare in primis le frazioni ( che continuano ad essere non valorizzate). Nei Bilanci presentati dal Comune non troviamo traccia di tutto ciò.

Quali sono state le proposte fatte o che intendete fare in Consiglio Comunale da “Città della Pieve in Comune” per la crescita e lo sviluppo della Citta’?

Le proposte, veramente innovative, documentate ed articolate, sono quelle che abbiamo presentato nel nostro Programma Elettorale. Non erano e non sono proposte populiste perché partono dall’esistente concreto per ridare una nuova centralità a Citta’ della Pieve, a partire dalla Istruzione. Su questo principale tema mi sembra che ad oggi non ci sia grande feeling tra diverse amministrazioni.

Uno dei provvedimenti più discussi e criticati di questa amministrazione è stata la chiusura estiva al traffico di Piazza Plebiscito? Che ne pensate?

La chiusura della Piazza Plebiscito e’ avvenuta a sorpresa, scaricando tutto il traffico e parcheggio nelle vie e piazzette immediatamente adiacenti (parliamo di 30 metri), che si sono subito congestionate. Un provvedimento di questo tipo va inserito in un contesto più generale e non improvvisato. Il contesto generale che deve riguardare tutta Città della Pieve, ci sembra non esista ancora. Sinceramente non lo abbiamo compreso.

 L’area di quello che un tempo veniva chiamato il “comprensorio del Trasimeno”è una delle poche zone dell’Umbria, tranne Città della Pieve e Tuoro, dove sono rimaste amministrazioni guidate dalla sinistra, che rapporti hai con gli altri amministratori e con l’Unione dei Comuni, ora guidata da Cherubini, sindaco di Panicale?

Stiamo alla sostanza: Città della Pieve e’ attualmente parte della Unione dei Comuni del Trasimeno e della Conferenza dei Sindaci come organo di programmazione socio- sanitaria. I 2 organi nel nostro caso corrispondono territorialmente. La Giunta pievese deve chiarire che rapporto voglia o possa avere in questi organismi istituzionali. Certo la differenza di visione politica non aiuta, ma il Sindaco e la Giunta al fine, come lista civica e non politica, dovrebbero chiarire questo aspetto, altrimenti saremo fuori dalla programmazione e dalla gestione,quella vera. Ovviamente c’è sempre la possibilità di uscirne, ma per andare dove e con chi? Non c’è niente di male ma lo si dica, al di là del fatto che si è buoni amici con tutti. Comunque Città della Pieve in Comune ha ottimi e costanti rapporti con i sindaci del territorio e gli esponenti regionali progressisti, a partire dall’amico Cherubini e del vice Presidente della Provincia Pasquali, amico personale carissimo di gioventù.

Hai seguito le nomine fatte per il Consiglio del Gal? Va detto che Castiglione del lago e Orvieto l’hanno fatta da padrona, voi siete intervenuti in qualche modo?

Questa situazione del GAL appare assolutamente opaca. A quel che sappiamo ci sarebbe dovuta essere una rotazione della Presidenza, dopo il quinquennio Orvietano verso il Trasimeno, secondo una prassi consolidata ed una unità di intenti tra pubblico e privato, soci del Gal. La situazione è molto complicata dal fatto che diversi Comuni contestano la regolarità della convocazione avvenuta in piena crisi Covid 19. Staremo a vedere se ci saranno ricorsi annunciati . Sta di fatto che lo Statuto del Gal e la sua organizzazione a cascata, appaiono assolutamente insufficienti dopo diversi decenni; mancano organi statutari di controllo e garanzia per una associazione che gestisce risorse pubbliche, come invece previsti in altri Gal .

 Se Fausto Risini e la sua giunta ti dessero un jolly da giocare. Una tua proposta da vedere realizzata, quale carta giocheresti?

Ovviamente il Jolly lo dovrebbero dare alla nostra lista Città della Pieve in Comune. Sono capogruppo di una formazione in cui tutti sono paritari e pienamente coinvolti, ci sentiamo spessissimo. Se ci dessero la famosa lampada di Aladino, chiederemmo come desiderio da realizzare che finalmente, in futuro ci possa essere una Donna come Sindaco di Città della Pieve, dopo tanti maschietti…ovviamente non parlo a titolo personale…

 La lista “Liberamente”, nel corso della campagna elettorale, in un clima abbastanza infuocato e con qualche scivolone, è stata definita anche una lista di “razzisti, populisti e fascisti”. Ora la campagna elettorale è finita, ci sono stati, secondo te, atti e comportamenti da parte dei nuovi amministratori che hanno richiamato quelle definizioni?

 Nei confronti nella nostra Lista, composta al 99% da volti nuovi sono stati usati toni ed epiteti pesantissimi a ruota libera, a partire da diffamazioni sui piani personali. Da parte dei rappresentanti della nostra Lista mai un epiteto gratuito è stato pronunciato in tal senso,siamo persone di profonda educazione, personale e familiare. Non comprendo comunque bene la domanda: per quali motivi i nuovi amministratori eletti nella maggioranza e quindi rappresentanti di tutti, dovrebbero insultare altri consiglieri comunali?

La domanda si riferiva alla campagna elettorale, non ai consiglieri comunali. Grazie Simona e buon lavoro.

L’intervista è stata curata da Chiara Lucacchioni e Gianni Fanfano

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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