Il Sindaco “Scuola e conti pubblici, una pesante eredità”

A breve verrà approvato il bilancio di previsione 2015 a cui si sta lavorando tra mille difficoltà. Spending review, taglio dei trasferimenti e del fondo di solidarietà comunale stanno causando problemi enormi in tutti i comuni italiani. Per mitigarne gli effetti e cercare di evitare per quanto possibile un aumento delle imposte si è approvata nell’ultimo consiglio comunale la rinegoziazione di tutti i mutui contratti negli anni che sono 53 e per i quali abbiamo pagato nel 2014 ben 580.000 euro di rate.

Il provvedimento consentirà un risparmio per il 2015 di circa 145.000 euro e 101.000 per gli anni successivi ma ha comportato il prolungamento degli stessi mutui fino al 2044. La rinegoziazione è passata con il voto della maggioranza e con l’astensione di tutti i gruppi di minoranza che consapevoli del difficile momento hanno agito con responsabilità.

Tale provvedimento, in tutta la sua gravità e portata, sarà solo capace di annullare, per gli anni a venire, il peso della nuova rata del Project Financing, contratto dalla precedente Amministrazione con la Tema Costruzioni, che si riverserà nelle casse comunali.

Infatti per i prossimi 25 anni dovremmo spendere ben 101.000 Euro di rata ogni anno. Saranno complessivamente 2.525.000 euro da sommare al finanziamento iniziale di 1456000. In buona sostanza si è deciso che per un intervento che costava 2700000 saremo costretti a pagare ben 1384000 di interessi. Un intervento di grande rilevanza che presuppone massima convinzione delle scelte di ubicazione, progettuali ed economiche perché impegnano il futuro di ogni ulteriore possibile intervento.

Questa Amministrazione da subito ha indirizzato la propria attenzione in interventi per la scuola e quando a febbraio si è appreso della possibilità di ottenere finanziamenti per l’ edilizia scolastica ci si è misurati con i vincoli stabiliti:

  • la presentazione del progetto, che deve avvenire entro 60 gg e cantierabile in Settembre;
  • le risorse a disposizione, che non consentono l’edificazione di nuove scuole;
  • la precedenza, che è per chi propone accorpamenti scolastici e la messa in sicurezza.

La struttura tecnica dell’Amministrazione Comunale ha rilevato che, con tali vincoli, l’unico intervento possibile fosse la realizzazione di una nuova palestra per le elementari ma, per avere maggiori possibilità di finanziamento, si sarebbe dovuto contribuire all’intervento incrementando ulteriormente la rata annua del project financing di almeno altri 25000 euro utilizzando un progetto che tra l’altro prevedeva una struttura di dimensioni inadeguate e una la collocazione che avrebbe pregiudicato irrimediabilmente ogni possibile futura realizzazione. Sull’ipotesi progettuale si raccoglievano le perplessità generali ivi comprese quelle del mondo della scuola con cui si era sviluppato il confronto.

L’ aver previsto in questi anni interventi di adeguamento e miglioramento dei plessi scolastici di Moiano e Pò Bandino, insieme alla scelta per l’edificazione del nuovo edificio per la scuola media, condizionano qualsiasi scelta futura. L’ostentata convinzione con cui tali interventi sono stati decisi si contrappone ai tanti dubbi che oggi è possibile sollevare. A Città della Pieve occorre realizzare una nuova scuola materna, un nuovo edificio per le scuole elementari nel capoluogo, una palestra che consenta lo svolgimento di più pratiche sportive, una mensa a servizio del tempo pieno anche per le superiori.

Per realizzare questi obiettivi ci vogliono progetti di qualità, l’individuazione di aree idonee, spazi moderni e sicuri, un’organizzazione dei plessi che nasca dalla pianificazione e da scelte condivise. Occorre legare questi interventi a finanziamenti adeguati e non a marginali risorse o improvvisati indebitamenti. Il disegno di questa Amministrazione è impegnativo e necessariamente a lungo termine e parte dalla consapevolezza che non si possono inseguire progetti non ragionati e scollegati da una visione d’insieme senza tenere presente i reali bisogni della scuola, come è accaduto in un recente passato, quando si è scelto e deciso senza tenere conto degli spazi, delle reali necessità, delle future potenzialità, delle risorse economiche a disposizione.

Da sempre la scuola è priorità per ogni amministrazione. Qualsiasi scelta, dall’ubicazione alla progettazione, passa prima di tutto dalla considerazione delle reali necessità degli studenti, dei docenti e di tutto il personale scolastico.

Ecco perché occorre senso di responsabilità, coraggio e confronto con il mondo della scuola per fare le scelte giuste. Questo è il percorso che oggi si è deciso di seguire. Sui progetti tampone, sulla facile propaganda e sul conto che si lascia da pagare i Pievesi hanno già detto la loro un anno fa.

Il Sindaco

Fausto Scricciolo

Riguardo a Amministrazione Comunale

2 commenti

  1. Antonio Carbone

    Pur non essendo originario del luogo,mi sembra che il Sindaco attribuisca scelte poco ponderate alla Amministrazione/i precedenti.Mi pare estremamente ingiusto,considerando che ,ritengo,debba,il primo cittadino, la Sua elezione al Partito PD,che delle precedenti Amministrazioni e’ stato l’asse portante ed ora addirittura unico nel monocolore.
    Queste affermazioni di attrbuirsi meriti ed additare i demeriti,non sembrano ne’ generose,ne’ politicamente sostenibili.
    Mi meraviglio che addirittura i 5 Stelle,a quel che so,presenti in Consiglio Comunale,tacciano su tutto cio’.
    Dove andra’ a finire questa povera Nazione?

  2. Leggendo attentamente questo articolo riscontro dei dati non comprensibili e spiego ii motivi.
    Premessa doverosa, non ho mai intrattenuto alcun rapporto con la Ditta menzionata nell’articolo e nemmeno con il Comune di Città della Pieve, quindi il mio è un ragionamento libero e responsabile da tecnico con quasi 40 anni di esperienza sulle spalle.
    L’articolo avrebbe dovuto fornire i dati necessari alla comprensione del problema e quindi:
    – costo delle opere edili e oneri di sicurezza;
    – costo delle opere impiantistiche;
    – costo della progettazione, direzione lavori etcc.
    – somme a disposizione per eventuali arredi (tutto quanto è stato rendicontato agli atti):

    Con questi dati avremmo a disposzione un TOTALE, come da quadro Economico del Direttore Lavori, pari a X;
    poi dovremmo indicare quanto il Comune ha comunque pagato con le somme a disposizione e quindi
    detrando la somma che il Comune ha EFFETTIVAMENTE PAGATO su tale investimento (Y) si ottiene. per DIFFERENZA. l’importo ceh il soggetto proponente ha FINANZIATO per consegnare l’opera chiavi in mano.

    Conosciuto il Valore finanziato dall’impresa e nota la rata annua si può calcolare il tasso d’interesse applicato perchè il soggetto appaltatore si comporta come una Banca, applica un determinato saggio di interesse al suo finanziamento iniziale.
    Conoscendo i costi del denaro si può affermare che, OGGI, un finanziamento di E. 100.000 con durata 25 anni AL TASSO DEL 3% comporta un rimborso di E. 150.000 cioè una volta e mezzo;
    considerando che finanziamenti del 3% Tasso Fisso per 25 anni sono come le “mosche bianche” e chi non ci crede provi a chiedere alla sua banca di fiducia!
    Pertanto con i dati forniti dal Sindaco l’impresa se avesse applicato il tasso del solo 3% (che rappresenta una totale rimessa in caso di cofinanziamento CON BANCHE) dovrebbe aver anticipato, alla data della consegna dei lavori, la somma di E. 1.700.000.
    Tale somma restituita in 25 anni al tasso del 3% comporta appunto un esborso di E. 2.520.000.

    Ovviamento se la somma che l’impresa ha anticipato risultasse inferiore vuol dire che è maggiore il tasso di interesse, ecco perchè mi permetto di scrivere che se non è noto il dato di partenza, riferito all’importo anticipato per conto del Comune, tutto il resto è aleatorio.

    Sarà pure interessante conoscere quanto l’opera viene a costare al mq. di superficie complessiva, il grado di efficienza energetica ed ogni informazione utile.

    Concludendo, se fossero noti questi dati di fodamentale importanza, per una valutazione oggettiva, si potrebbe valutare la bontà dell’operazione e non è da escludere che risulti pure vantaggiosa per il Comune che ne potrà disporre senza contrarre un mutuo che magari la legge di stabilità non gli consentiva.
    Ringraziando il Corriere se vorrà pubblicare questo contributo diverso da quelli offerti in campo fotografico sono sempre a disposizione per approfondimenti tecnici senza vincolo di appartenenza!
    Arch. Ilario Balestro.

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