Roberto Wirth “Il Vannucci. Questo albergo deve diventare il simbolo di Città della Pieve” A colloquio con il proprietario dell'Hassler di Roma e dall'ottobre scorso dell'Albergo Vannucci a Città della Pieve

Il Vannucci è un albergo che con le diverse proprietà che si sono succedute alla sua guida ha segnato in un certo senso la storia pievese ed il rapporto verso Città della Pieve da parte dell’imprenditoria nazionale del settore.

Pensavo questo mentre andavo all’appuntamento con Roberto Wirth, nuovo proprietario dall’ottobre dello scorso anno, fissato grazie alla sua disponibilità, per conoscere più da vicino il personaggio e i suoi programmi.

Viene da lontano, infatti, il rapporto fra la storia nazionale e questo nostro storico albergo locale. Pare che fosse la figlia prediletta di Vittorio Emanuele II, come racconta Valerio Bittarello in una sua pubblicazione del 1995, nata dalla relazione con la “Bella Rosina”, quella Vittoria Guerrieri che sposò prima uno Spinola, famiglia della nobiltà più attiva di Genova, poi il fratello del Re, Luigi, prima di fuggire dall’ambiente di corte insieme a Paolo De Simone giovane figlio dell’Intendente della Reale Casa ed approdare a Città della Pieve, dando vita così, anche ,  alla secolare storia del Vannucci.

“Vittoria Guerrieri, Marchesa di Mirafiori, insieme al De Simone prima trattarono l’Isola Maggiore del Trasimeno, – racconta il Bittarello – poi si orientarono verso le proprietà dei Duchi Bonelli con la tenuta di Salci. Negli anni della loro attivissima e dispendiosa attività pievese , costruirono anche il Castelluccio “Palusse” e fuori dalla Porta San Francesco un giardino con annesso edificio per intrattenimenti : Il Giardino Vannucci”, dove si trova appunto oggi l’albergo Vannucci. In breve Paolo e Vittoria furono protagonisti ante litteram a Città della Pieve di un turismo “ecologista” d’elite, anche se non possedevano la minima oculatezza finanziaria”

Dagli inizi del ‘900 la Villa, divenuta albergo, fu gestita dalla figlia di Vittoria, Rosa, fino agli anni 1917/18 quando l’albergo fu acquistato da uno dei maggiori possidenti pievesi Furio Fè, insieme a Villa Litta e Villa Rosetta, che erano stati costruiti, nel frattempo dagli Spinola – De Simone. Il Fè venderà poi nel 1933 l’albergo  alla famiglia Manetti, che,  con il suo capofamiglia, veniva da una prestigiosa esperienza di direzione  a Roma.

La famiglia Manetti – Capasso ha poi portato avanti l’attività dell’ albergo per circa cinquanta anni fino alla metà degli anni ottanta, del secolo scorso.  Prima della gestione della famiglia Ciculi e prima e di una società americana che sono stai gli ultimi gestori. Cinquanta anni in cui il Vannucci è restato ininterrottamente, il punto di riferimento principale della ricettività alberghiera pievese, primato conteso poi per circa trenta anni, dagli anni sessanta a fine anni ottanta, con l’Hotel Barzanti, già Piccolo Jolly.

Roberto Wirth, il nuovo proprietario, ha conosciuto l’Albergo Vannucci, soggiornandovi quando è stato ospite di un amico che risiede nella zona, Wirth è proprietario e Direttore Generale dell’Hotel Hassler, un hotel a cinque stelle situato in cima alla scalinata di Piazza di Spagna  a Roma, e rappresenta la quinta generazione di una famosa famiglia di albergatori svizzeri. I suoi genitori Oscar Wirth e Carmen Bucher Wirth sono entrambi discendenti di due famiglie di albergatori: la famiglia Bucher della zona di Lucerna in Svizzera e la famiglia Wirth di Maulach, in Germania.

Da anni di proprietà di Wirth è anche il Borgo Bastia Creti, un ex monastero del 1400 situato nella strada che va da Lisciano Niccone a Umbertide.

“Questo albergo deve rappresentare Città della Pieve – ci ha detto, Roberto Wirth sorseggiando un caffè – la sua storia, le sue persone, la professionalità e lo spirito locale. Per questo lo continuerò a chiamare Albergo Vannucci e non Villa Wirth come era circolato in un primo momento.

Ora abbiamo rilanciato il ristorante Zafferano, poi in primavera sistemeremo il giardino, la veranda e l’ingresso, per dare più luce a tutta l’area.

Poi ristruttureremo l’albergo nel suo complesso. L’obbiettivo è di fare due ristoranti uno tradizionale ed uno “gourmet”. Cucina raffinata ma di tradizione umbro toscana. Per l’albergo pensiamo ad un hotel di rappresentanza, creando una catena virtuosa con Roma, che sarà sicuramente facilitata dalle fermate dell’Alta Velocità che sono previste a Chiusi da giugno. Vogliamo che Città della Pieve competa al meglio con Pienza e Montepulciano e avremo una particolare attenzione al turismo internazionale.

Pensiamo anche ad una scuola di cucina, un “cooking school griffato” Ma faremo tutto gradualmente partendo dalla situazione attuale ed io curerò personalmente – ha promesso – tutta questa prima fase. Ne ho già parlato anche con il Sindaco e con l’assessore alla cultura ed al turismo.

Poi penso anche al 2020 quando sarà il 120° anniversario della creazione di questo albergo. Lo vogliamo celebrare degnamente.”

Salutandoci, dopo aver presentato il giovane staff dell’albergo, Roberto Wirth ci ha fatto vedere un suo libro, uscito di recente “ Il silenzio è stato il mio compagno di giochi” pubblicato da Newton Compton e scritto insieme a Corrado Ruggeri, che parla della difficile lotta che ha dovuto sostenere con la sordità che lo accompagna appunto dalla nascita. Libro che pur essendo già esaurito lo abbiamo subito ordinato. La sua presentazione qui a Città della Pieve, potrebbe essere l’occasione per parlarne e per illustrare anche ai pievesi i suoi progetti.

E’ chiaro infatti che “il Progetto Vannucci” di Roberto Wirth, può diventare una grande opportunità per Città della Pieve e per l’intera area tosco umbra confinante. In diverse sedi e da tempo si parla di turismo, come identità, come risorsa e core business del futuro, per questa nostra area di mezzo, fra Roma e Firenze. Ora ci sono anche i primi fatti. Messi in campo da chi può, cioè dall’imprenditoria alberghiera. Ora ci sono anche alcuni imprenditori di successo del settore, come Wirth, ma non solo, che hanno investito e stanno investendo. Tocca alla realtà locale attrezzarsi, per essere interlocutrice e supporto. Realtà economica, professionale, scolastica. Senza tacere, ovviamente, quella politica ed istituzionale. Fare rete sarà importante e decisivo. Fare rete e creare primi elementi di sistema nell’ambito del turismo.

Gianni Fanfano

Nella galleria che segue in prima fila ci sono le foto del Re Vittorio Emanuele e di Rosa Vercellana con la famiglia e la figlia Vittoria. 

Poi alcune foto deell’Hotel Vannucci di Città della Pieve

Infine le foto di  altre proprietà di Roberto Wirth

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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