Perugia – Gesenu, stop dall’Anac per gara da 300 milioni Rassegna stampa. Dal Messaggero Umbria

Rassegna stampa. Dal Messaggero Umbria. Altri intoppi per Gesenu fresca di nuovo cda guidato dal presidente Wladimiro De Nunzio. L’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, si muove su una gara da 294 milioni (indetta dall’Ati 1 nel maggio dell’anno scorso) per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti nell’area dell’Alto Tevere.

L’Autorità nazionale anticorruzione,ha messo nero su bianco un documento con cui si dice che Gesenu non può partecipare alla gara per l’affidamento del servizio. La decisione è stata presa dal consiglio dell’Anac nella seduta di fine luglio, e l’atto è stato notificato a Gesenu, Sogepu, Ecocave, Sei Toscana e all’Ati 1.

Si tratta di un parere di precontenzioso. La delibera è la numero 831 e dice, in sostanza che la stazione appaltante, cioè l’Ati 1, non ha la facoltà di riammettere Gesenu alla gara che riguarda Città di Castello, Umbertide, Citema, Costacciaro, Fossato, Gualdo, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo e Sigillo.

La società è, nell’allato, mandante del Raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte, oltre a Gesenu, anche Sogepu (l’azienda che opera nell’Alto Tevere) e le altre società; ma, questo il nodo, dopo l’interdittiva antimafia che aveva colpito Gesenu a fine 2015 Sogepu aveva deciso di estrometterla nel luglio 2016 e ora, secondo l’Anac, nonostante l’interdittiva sia stata revocata da tempo non si può tornare indietro.

Gesenu dunque, a parere di Cantone, non può tornare in pista. Il regolamento in materia offre alle parti la possibilità entro 35 giorni di appellarsi al Tar ma, a quel punto, se i magistrati dovessero rigettare il ricorso si verrebbe condannati per lite temeraria. Una decisione, quella di Cantone, che apre anche scenari a valutazioni politiche. C’è chi ci vede, per esempio, una marginalizzazione di Perugia e della sua azienda (Gesenu è partecipata al 45% dal Comune) in favore dell’Alto Tevere. E non sfugge che nei mesi scorsi Sogepu e Vus avevano stretto un accordo proprio in materia dei rifiuti nel pieno dell’emergenza dei rifiuti del comprensorio perugino portati fuori regione.

 

Riguardo a redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controlla anche

Rifiuti. Nodo bioreattore. Il collaudo è ok ma resta spento Su Pietramelina e Borgogiglione non una parola.

Rassegna stampa. Dal Corriere dell’Umbria di Alessandro Antonini  Le quattordici celle del bioreattore della discarica di Borgogiglione ...