Per la società di Stato incaricata, fra i siti adatti per il deposito di rifiuti radioattivi, c’è anche Pienza

Nella notte è stato pubblicato sul sito depositonazionale.it dalla Sogin, società di Stato incaricata del decommissioning, cioè lo smantellamento, degli impianti nucleari, l’elenco dei siti idonei ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

La sorpresa è stata di trovarci il nome di Pienza insieme a Trequanda

Gli altri siti potenzialmente idonei si trovano in Piemonte, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. I siti individuati seguono “diverse classificazioni”, spiegano fonti del ministero dell’ambiente, quindi non sono tutti equivalenti ma presentano differenti gradi di priorità.

Da anni i aspettava questa carta (Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi).

Un problema, quello delle scorie nucleari, che ci portiamo dietro dal 1987, Per non aver ancora adottato un programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi l’Italia è al centro di una procedura di infrazione europea.

Nei prossimi sessanta giorni si terranno le consultazioni pubbliche, in cui Regioni, enti locali e soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni alla Sogin, poi si passerà alle manifestazioni d’interesse. L’Italia deve riuscire, secondo programma, ad avviare il deposito entro il 2025.

I sindaci di tutti i comuni della Valdorcia e della Valdichiana sono subito intervenuti

“Si tratta di una proposta irricevibile e non negoziabile e che riteniamo di non poter prendere nemmeno in considerazione in un territorio come il nostro patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e ad alta vocazione turistica. Una notizia che abbiamo appreso solo questa mattina, improvvisa e inattesa tutti comuni in provincia di Siena, sulla proposta prevista dalla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) pubblicata sul sito della Sogin e che individua Pienza e Trequanda come sito idoneo allo smaltimenti di scorie nucleari. Ci adopereremo in tutte le sedi opportune, regionali e nazionali, che il confronto democratico consente – affermano i sindaci in una nota congiunta – attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle nostre imprese, per dire no ad una proposta che ci vede nettamente contrari”.

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