PD Umbria. Elezioni regionali. Verini convoca il direttivo. La maggioranza dell’assemblea “Non può farlo” Il confronto politico in atto all'interno del Pd umbro.

Al momento la situazione all’interno del Pd umbro sembrerebbe questa. Verini convoca il nuovo direttivo, da lui formato.  La maggioranza dei membri dell’assemblea regionale da poco eletta dice “Non può farlo”. Verini risponde dicendo “Ecco le lettere della direzione nazionale che mi autorizzano”. La maggioranza dell’assemblea sostiene che le lettere non bastano. Nel Trasimeno che succede? Da una nota diffusa dalla segreteria comprensoriale sembrerebbe che sia “in sintonia” con il commissario Verini. Riportiamo sotto le posizioni del confronto in atto.  (ndr)

Verini. Commissario Pd Umbria.  “Lunedì prossimo ci ritroveremo – afferma l’attuale numero uno del Pd umbro -, come gruppo dirigente effettivo e allargato (segretari città, sindaci, parlamentari, consiglieri regionali, mèmbri assemblea nazionale, personalità) per cominciare a costruire e decidere insieme il percorso, i programmi, le alleanze, le candidature che porteranno il Pd, tante forze civiche, progressiste e riformiste di questa regione, ad affrontare uniti la sfida delle prossime regionali

Mettiamo da parte polemi che ormai superate sulla validità o meno di questo o quell’organismo. La volontà del segretario nazionale, lo scorso 12 aprile, era chiara. Già oltre un mese fa, ricordo, ho ricevuto una lettera della segreteria nazionale con la quale mi si chiedeva – come Commissario – di procedere alla nomina del tesoriere “vista la decadenza dell’assemblea regionale e degli organi da essa deliberati”. Successivamente ci sono state nel Pd umbro prese di posizione contrarie a questa interpretazione. A questo punto, circa una settimana fa ho ricevuto una nuova lettera dalla segreteria nazionale che conferma inequivocabilmente la determinazione originaria e dice questo: ‘Ai sensi dell’articolo 17 dello Statuto, su delega espressa del segretario, si intendono revocati tutti gli organismi del Pd umbro eletti congiuntamente al segretario Bocci».

“ASSEMBLEA SUBITO

Verini continua a far finta di non capire. Se il segretario nazionale vuole commissariare l’assemblea regionale, rientra solo nei suoi poteri farlo, laddove ne ravvisi gli estremi. Le lettere non contano nulla e Verini lo sa bene. Serve un provvedimento che ad oggi non c’è stato e che valuteremo nel caso ci sarà.

Quanto all’annunciata riunione di lunedì, Verini convochi chi crede ma spetta al segretario nazionale decidere sull’assemblea e a tutti noi valutare le eventuali scelte. E’ la segreteria nazionale che deve individuare le strade migliori per garantire una gestione plurale e incisiva.

Fattore che non si è riscontrato e che anzi, sembra essere contraddetto nel concreto. Siamo in presenza infatti della convocazione di una riunione, quella di lunedì, dove il commissario Verini sembra essersi arrogato il diritto di decidere il gruppo dirigente, chi ne fa parte e chi ne è escluso. Quel Verini che ha perso il congresso e che è stato nominato in virtù dell’essere presidente dell’assemblea regionale. La soluzione a questa intricata vicenda poteva essere la convocazione dell’assemblea, un gesto di correttezza e trasparenza. Rifiutare la discussione in un organismo legittimato dagli elettori la dice lunga sulla considerazione che si ha dei cittadini.”

La maggioranza dell’Assemblea regionale del Partito democratico

 

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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