Panicale . Un anno fa se ne andava Jacopo, “esempio di santità della porta accanto”. La sua storia di coraggio raccolta nel libro scritto da don Pjetraj i cui proventi andranno al Meyer. Il 26 febbraio S. Messa a Mongiovino

(Comunicato stampa)

“Jacopo è un ragazzo di quindici anni che, dopo aver affrontato una dura malattia ed aver affondato il cuore nella pace assurda dell’amicizia con Dio, muore in seno ad una grazia che ha segnato l’esperienza di coloro che gli erano accanto. Un esempio di felicità autentica. Una lampada che non può restare sotto il moggio”.

A scegliere di ripercorrere in un libro la storia del giovane Jacopo Basiglini e dei suoi tre anni di lotta contro una durissima malattia che esattamente un anno fa lo ha strappato ai suoi cari, è il parroco di Tavernelle don Samson Pjetraj che lo ha accompagnato negli ultimi mesi prima della sua “nascita al Cielo”.

La storia di questo piccolo grande guerriero, “esempio di santità della porta accanto”, è racchiusa nel volume “Jacopo, umbro come San Francesco. Una lezione di coraggio come un guerriero di Cristo”, da pochi giorni in libreria. Un libro che senza tanto clamore sta registrando il tutto esaurito, tanto che la casa editrice (Lindau Edizioni) ha deciso di procedere con una seconda stampa.

“Jacopo, con la sua vita, vivendo la sua malattia in modo straordinario, è diventato un maestro di esperienza intensa con Gesù. Maestro di coraggio per piccoli e grandi”, riferisce don Pjetraj. “La chiave della sua vita – aggiunge – dopo la vera conversione, è stata il sorriso. Scegliere di non lamentarsi mai, anche nei momenti più difficili e terribili. Da tanti, compreso il cardinal Bassetti, è stato tradotto come l’atto di coraggio più alto che possa fare un ragazzo di quindici anni. Il valore di Jacopo è l’accettare un futuro totalmente pieno di Dio e con Dio. Il cristianesimo di oggi, davanti forse a un bivio, necessita di santi come lui. Questo volume si rivolge a tutti, in particolare ai ragazzi e giovani che sono il presente e il futuro della Chiesa”.

“Jacopo era un gran signore, lo è stato da piccolo e fino all’ultimo giorno della sua vita. Se mi chiedessero chi è il mio eroe, io risponderei Jacopo”. Così la madre Kety e il padre Valter, che dodici mesi fa si sono dovuti separare dal loro “campione”.

“Un giovane come tanti, che ha affrontato tre anni di dolore con la forza di Golia, senza mai lamentarsi, con il sorriso che lo distingueva, pur sapendo quale sarebbe stato il suo destino. Jacopo, con la sua lealtà, bontà, genuinità, voglia di farcela, determinazione, la sua tenacia, forza, dignità, la forza interiore, la calma, il coraggio, l’amore ci ha insegnato quello che significa vivere con dignità e coraggio una situazione più grande di noi”. Aggiungono i familiari.

La figura del giovane guerriero di Tavernelle sarà ricordata venerdì 26 febbraio alle ore 17, ad un anno dalla scomparsa, con una cerimonia religiosa presso il santuario di Mongiovino. Quella sarà anche l’occasione per parlare del libro.

Tutti gli incassi della vendita andranno a sostegno della Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer.

In memoria di Jacopo sono state create anche pagine su Facebook e Instagram.

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