Paciano. TrasiMemo, presto un’emeroteca “open data”. A Palazzo Baldeschi partita l’archiviazione dei documenti. Saranno fruibili anche in maniera digitale.

(Comunicato stampa)

Una emeroteca “digitalizzata” al servizio della Comunità.

A Palazzo Baldeschi di Paciano è partita all’inizio di ottobre l’attività prevista dal progetto “Mente Glocale” che approderà alla realizzazione di un’emeroteca conservata presso la Biblioteca comunale, fruibile anche on line sul sito internet di TrasiMemo – Banca della Memoria del Trasimeno.

Il progetto è reso possibile grazie alla sinergia tra la Pro-Loco di Paciano e i responsabili locali del Servizio Civile dell’associazione.

Comincia dunque a prendere forma l’archivio acquisito dal Comune di Paciano grazie ad una donazione del giornalista Rai Andrea Chioini.

Propedeutica all’attività di riorganizzazione dei documenti è stata la formazione teorica svolta la primavera scorsa, in pieno lockdown, con l’intervento degli esperti Daniele Parbuono e Mario Squadroni, dell’Università degli Studi di Perugia.

Dopo questa prima fase, si è dunque partiti con la sistemazione della raccolta dei quotidiani, sia locali che nazionali a partire dagli anni ‘90. La prima testata giornalistica ad essere verificata e inserita nell’emeroteca è il Corriere dell’Umbria. I volontari del Servizio civile stanno sviluppando modalità di accessibilità all’archivio e al momento si sta riflettendo sulla possibilità di leggere tali materiali documentali anche nella dimensione degli open data.

“E’ possibile – spiega Chioini – partire da questa collezione per individuare dati relativi a sanità, territorio, cultura, turismo che se appositamente organizzati (resi “open”) e messi a disposizione in maniera opportuna riescono, poi, nelle loro rappresentazioni (ad esempio nelle app dei cellulari) a diventare parte integrante della nostra vita”.

“Ci si sta adoperando – informa l’assessore comunale Cinzia Marchesini – per rendere accessibile l’archivio. Grazie al contributo della Pro-Loco si sta procedendo a creare un archivio visibile e fruibile affinchè anche questo patrimonio culturale possa rispondere adeguatamente a interessi diversi, possa essere pensato per differenti pubblici e possa essere oggetto di studio da parte di esperti e di appassionati che vogliono collaborare a costruire una nuova eredità patrimoniale”.

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