Paciano. TrasiMemo ancora più funzionale ed efficiente A quattro anni dalla sua nascita la Banca della memoria esperienza modello per studiosi e ricercatori

Palazzo Baldeschi a Paciano ancora più funzionale. Grazie ad un finanziamento della Regione Umbria – Servizio Cultura, l’edificio sede di TrasiMemo (Banca della memoria del Trasimeno) è stato oggetto di un intervento di implementazione finalizzato all’installazione di una porta a vetri automatica. Collocata a piano terra in corrispondenza dell’ingresso alla scalinata principale del palazzo la nuova porta rende l’edificio ancora più moderno ed efficiente.

Si tratta di una piccola, ma significativa opera che segue ad alcuni anni di distanza l’importante intervento di recupero e restauro del prestigioso immobile così da poter accogliere il Museo. Un Museo che, come fa notare il vicesindaco Cinzia Marchesini, in questi quattro anni di vita ha avuto il merito di portare il territorio a riflettere su se stesso e a valorizzare alcune sue potenzialità. Una riflessione dal locale al globale, che fa di questa realtà un’esperienza originale e interessante anche per il mondo scientifico e accademico. Al punto che la Banca della Memoria, si è trasferito per alcuni giorni a Cremona ospite del convegno della Società Italiana di Antropologia Applicata. E qui è stata presentata come esempio di applicazione pratica della ricerca scientifica in campo culturale.

La presentazione promossa dal professor Daniele Parbuono nel Panel “Ri-tornare, L’etnografia dei contesti patrimoniali come pratica di restituzione e condivisione” è stata discussa da tre studiose docenti universitarie che avevano l’obiettivo di affrontare dal punto di vista metodologico e critico le forme della restituzione della ricerca sul campo, l’incontro tra istanze delle comunità con cui si lavora e le specifiche modalità di messa in forma e disseminazione proposte dal lavoro etnografico.

Intanto TrasiMemo continua a lavorare agli obiettivi di sostenere, con nuovi finanziamenti le strutture di accoglienza, ampliare la ricerca verso il cibo e i prodotti alimentari e incrementare lo sviluppo di attività private pensate come “atelier”. Gli “atelier” (moderne botteghe) offriranno professionalità nel centro storico del paese, che irrobustiranno le attività di volontariato, professionali ed economiche esistenti come il Teatro, il Centro di Arte sperimentale, la Scuola di Inglese, e tante altre attività commerciali private

 

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