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Nunzio “Il Racconto di Natale ed il Senso di una Festa”

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Si sa che da ragazzi o in gioventù, si contesta tutto e ogni abitudine, ogni usanza, ogni tradizione viene setacciata attraverso il filtro più severo dell’iconoclasta intransigenza. Così una vigilia di Natale di un anno ormai sepolto sotto la polvere del secolo scorso, mi incamminai dopo il cenone insieme alla mia famiglia, per le stradine tortuose e quasi deserte della mia città: Volevo trovare, in giro o dentro di me il senso del Natale. “Come mai” mi chiedevo “debba essere tanto sentita fin dentro l’anima e attraverso il corpo e intorno ad opulenti bocconi di gozzoviglie, questa data fatidica, questa festa madre di tutte le feste dell’anno.”

Così nel freddo, vagai sui selci di basalto che risuonavano sotto il mio passo e dentro quel suono sembrava risuonare un’eco lontana: Che cosa, che cosa…. E vagavo senza trovare risposta. Per strada incontrai due che avevano inondato di libagioni il cenone, sembravano allegri…ma le gambe malferme e traballanti non li reggevano e ruzzolato uno sull’asfalto del marciapiedi trascinò con se anche l’altro ubriaco. Il bere, l’alterazione della mente e del corpo, non poteva essere il senso del Natale. Proseguii e dopo poco da una casa si sentirono saltare i tappi da bottiglie di spumante insieme a grida un po’ ossessive di: “Auguri, buon Natale.” sentivo nel profondo di me che quella letizia quasi obbligatoria non dava risposta alla mia domanda. Mi inoltrai ancora sull’impervio sentiero della ricerca  e allungavo i passi ansioso di trovare risposta. E intanto ero arrivato al duomo. La maestosa chiesa era gremita di fedeli ed io li guardai che si scambiavano gli auguri. Molti erano eleganti, fasciati di abiti costosi che non esprimevano gioia ma piuttosto ostentazione di benessere, di ricchezza, prova di raggiunto successo…Nemmeno dal tempio giungeva una risposta esauriente… Più avanti   ancora arrivai ad un centro commerciale dal quale infernali luci pubblicitarie trafiggevano gli occhi, balenavano colori iridescenti, intermittenti e natalizi. E proprio tra quei balenii si erano accampati alcuni sventurati senza fissa dimora. E il senso di una grande festa, il senso del Natale dov’era?

Ero stanco di camminare e cercare…e poi cosa volevo cercare? Il Natale è Natale, è sempre stato così. Se da millenni viene celebrato quasi in tutto il mondo…basta questo…e intanto le ore erano passate e già albeggiava ed io vidi le nubi che si vestivano di luminosità e si tinsero di rosa a dispetto del freddo che era diventato più pungente. Nasceva un nuovo giorno…di colpo capii il senso del Natale. Mi resi conto che la vita è un continuo rinnovamento, come i giorni e le stagioni si rinnovano così anche gli uomini devono rinnovarsi, che lo vogliano o no. Il senso del Natale è il senso della vita stessa che si rinnova.

I due ubriachi, perseverando nel vizio rifiutavano la rinascita… i fedeli accalcati nella chiesa rinascono se accettano il rinnovamento della loro vita in Dio, in Gesù. E  tutti da tutte le parti del mondo se accettano il cambiamento e il rinnovamento assecondano la naturale evoluzione della vita e le proprie aspirazioni qualunque esse siano, non sprecano l’esistenza e vivono il Natale, onorano la vita nella sua più profonda espressione.  A tutti, auguri di rinascita. Buon Natale e buona vita.

Nunzio Dell’Annunziata