Maravalle “Acqua e rifiuti, al nodo le strampalate riforme del passato”

I sindaci sono alle prese con problemi che avranno pesanti ripercussioni, dirette ed indirette, sui cittadini. La SII, società pubblico-privata predisposta alla gestione del servizio idrico è ancora una volta in grave crisi finanziaria, conseguentemente chiede ai comuni 16 milioni di euro, oltre a dichiarare inesigibili i crediti verso le amministrazioni per un importo complessivo di 13 milioni di euro. La RTI ternana ASM-Cosp che nel 2013 si è aggiudicata l’appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sull’intera Provincia di Terni rivendica importi per utenze non previste nel capitolato di gara per oltre 10 milioni di euro. Come tutti possono facilmente dedurre, se non altro in considerazione dell’entità degli importi: da un lato si configura una crisi delle pubbliche amministrazioni locali e dall’altro un aumento dei costi relativi ai servizi di pubblica utilità, acqua e rifiuti, a carico dei cittadini. Pur in presenza di tariffe e tasse per detti servizi non certo basse.

I nodi e gli errori nella strategia per la gestione dei servizi di pubblica utilità sono al pettine.

In questi giorni, a seguito di quanto deliberato dal precedente CdA della SII, i comuni hanno ricevuto una richiesta economica dalla società idrica per oltre 4 milioni dei 16 milioni deliberati dall’organo di vertice. Una iniziativa fortemente contestata dai sindaci nel corso dell’Assemblea dei Soci svoltasi il 25 giugno, anche in considerazione di un documento presentato dal Sindaco di Ficulle a nome dei comuni dell’orvietano. Il documento che opponeva a quanto riportato nella nota integrativa obiezioni di forma e di sostanza faceva riferimento anche all’ingiustificata dichiarazione unilaterale della SII rispetto all’inesigibilità dichiarata di quanto dovuto ai comuni in termini di mutui e canoni per complessivi 13 milioni di euro. I comuni dell’orvietano, ai quali si sono aggiunti tutti comuni soci presenti in assemblea chiedeva il rinvio dell’approvazione del bilancio. Il Comune di Terni, insieme alla controllata ASM ed UmbriaDue si sono opposti alla richiesta di rinvio ed hanno approvato il bilancio, confermando quindi il deliberato del vecchio CdA e quindi la potenziale crisi di tutte le amministrazioni pubbliche.

Sul fronte rifiuti nella recente Assemblea del Sub-Ambito, il Direttore dell’AURI, anche in considerazione della modalità di calcolo delle tariffe in base al criterio predisposto da ARERA ha annunciato un potenziale aumento di circa il 3% a carico dei cittadini. Riguardo ai rifiuti, oltre alla questione “maggiori utenze”, è all’ordine del giorno il passaggio da TARI a tariffa puntuale. Anche riguardo a ciò, peraltro previsto dal capitolato d’appalto, i temi sollevati dai sindaci non sono pochi: il passaggio da tassa a tariffa, stante le normative di bilancio, avrebbe una ripercussione, al momento, sulla possibilità per i comuni di assumere personale e sottoscrivere mutui; non è ancora chiaro con quale criterio verrebbe considerato lo spazzamento in proprio; i rischi di abbandono dei rifiuti, ed ultimo ma non ultimo quale riflesso avrebbe il nuovo sistema/regolamento sui costi a carico dei cittadini.

Tutto questo mentre il sistema Italia va incontro a quella che si presenta la più grave crisi della storia repubblicana. Con buona pace di politica e partiti.

Riguardo alla questione SII, che è urgente, al momento è obbligatorio opporsi alla deliberazione e richiedere, coinvolgendo il nuovo CdA, l’immediata modifica sostanziale dell’articolo 8 dello statuto, una due diligence e la redazione di un piano industriale pluriennale per consentire le opportune decisioni sul futuro della società. Certo è che tale azione – osserva il primo cittadino – conferma le perplessità già sollevate da molti sindaci sul cambio dello statuto richiesto da Umbria2/Acea nell’ambito dell’articolata operazione che prevede la cessione delle quote di Asm ad UmbriaDue. A questo punto è anche necessario un confronto con i vertici di ACEA, e sarebbe anche interessante capire cosa ne pensa il socio di maggioranza della multiutility capitolina, la collega Raggi ed il suo Movimento 5 Stelle. Comunque, è una questione dalla quale anche la Regione non può sottrarsi: rischiamo di somigliare sempre più alle regioni del sud d’Italia, in termini macroeconomici ed amministrativi. È necessaria una radicale stagione di riforme, anche in Umbria.

E’ ora di risolvere tutte queste problematiche riguardanti servizi di pubblica utilità che gravano direttamente sulle tasche dei cittadini, e sulle amministrazioni.

Gian Luigi Maravalle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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