Lettere al Giornale “Chianciano riprenderà la strada del termalismo?”

(riceviamo e pubblichiamo) Chianciano versa in un totale sfacelo: paralisi totale dell’economia, feste di Natale dove all’evento “Magico Natale” non si è visto, non poca gente, ma nessuno. E qualcuno che per sbaglio si aggirava per le strade vagava come una specie di fantasma tra misere e brutte illuminazioni natalizie. La chiusura di alberghi e altre attività commerciali non si è fermata, casomai si è inasprita ancora di più. A questo punto si può dire che le strade sperimentali per portare un lavoro in grado di invertire la rotta del decadimento sono fallite? Ci sarà stata sicuramente buona volontà di migliorare la situazione vigente, ma lo status quo ha subito qualche cambiamento in meglio? E a questo punto oltre al disgregamento del tessuto economico Chianciano ha perduto anche la sua identità territoriale. Il termalismo inteso come cura, è in decadimento, forse anche perché non si è investito abbastanza anche in termini di convinzione e di sforzi. Il tentativo di trasformare la stazione termale in una sorta di polo acchiappa famiglie è fallito. Chianciano città dello sport si aggiudica eventi che portano un lavoro dal quale si ricava qualche spicciolo che allunga l’agonia di solo poche aziende. A questo punto quale è l’identità, la vocazione territoriale della nostra cittadina? In altre parole come si presenta sul mercato del turismo il marchio Chianciano?

Già da qualche tempo circolava la voce, confermata poi in un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, della decisione del MPS di cedere le quote della società di gestione. A questo punto chi acquisisce tali quote dovrebbe essere sicuramente un soggetto interessato ad un rilancio delle terme. C’è quindi speranza di una ripresa, intanto del termalismo e speriamo poi dell’identità e della vocazione di questo territorio che da secoli è conosciuto e apprezzato per la sua sorgente di acqua curativa. Chissà, riusciranno i chiancianesi a rivedere la propria cittadina rivestire l’uniforme di quel termalismo che tanto benessere aveva portato a chi lo offriva come prodotto del proprio territorio e a chi ne usufruiva come cura in alternativa alle medicine? Me lo auguro di tutto cuore…anzi di tutto fegato.

Nunzio Dell’Annunziata

 

 

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