Leonelli, segretario del Pd, sul “dopo Teatro Mengoni” Il Pd, l`Umbria e la necessità di archiviare i vecchi schemi

Rassegna stampa. Dal Corriere dell’Umbria di Giacomo Leonelli

Gentile direttore, colgo l’occasione del suo articolo di domenica 23 ottobre, tutto incentrato sull’iniziativa promossa tra gli altri da me e dall’onorevole Ascani al teatro Mengoni di Magione, per sviluppare qualche breve riflessione: per prima cosa voglio fare due premesse; la prima è che sulla natura e spirito dell’iniziativa mi associo interamente a quanto scritto da Anna Ascani senza che ci sia bisogno di aggiungere altro; la seconda è che condivido le sue affermazioni rispetto al fatto che anch’io sono figlio delle correnti, e che queste, se fondate sui contenuti e non sui meri posizionamenti interni, possono anche arricchire il dibattito. Detto questo suo teorema mi pare chiaro: il segretario regionale del Pd anziché ragionare delle correnti pensi ai problemi del Pd m tutta l’Umbria, che di sconfitte negli ultimi tempi ce ne sono state diverse.

Ora, al di là del fatto che avrei apprezzato anche l’oggettività di riconoscere qualche vittoria, come quelle della Regione in un panorama nazionale e regionale tutt’altro che semplice, o come l’aver rivinto una città importante come Assisi (volendo omettere Gualdo Tadino o Orvieto maturate, così come la sconfitta di Perugia, a soli 2 mesi dal nuovo corso della segreteria regionale), se mi concentro spesso sulle correnti è perché penso che il fulcro del problema stia proprio nelle tensioni interne, causa principale delle nostre difficoltà. Le voglio citare non a caso quello che è accaduto al Pd negli ultimi 2 anni, in quattro comuni tra i sei più grandi dell’Umbria: Perugia (dove il segretario ha messo a disposizione il suo mandato per un congresso straordinario); Temi (dove il segretario si è dimesso a metà mandato); Spoleto (dove il segretario si è dimesso, ne è stato eletto un altro a sua volta dimesso, oggi è commissariata e a dicembre farà il congresso straordinario); Gubbio, dove il segretario si è dimesso, ne è stata eletta un’altra che ha già preannunciato le sue dimissioni dal 5 dicembre).

Ora, considerato che tutte le vicissitudini interne sopra elencate sono figlie di estenuanti tensioni e scontri tra le varie anime del partito, e avendo vissuto in prima persona certe dinamiche, io credo che questo schema di gioco debba andare in soffitta, perché è l’anticamera della sconfitta in ogni realtà; sia perché ci avvita in un dibattito tutto interno, sia perché spesso non produce sintesi, sia perché anche quando la produce questa è sempre molto al ribasso. Dunque, o si sgombra il campo da certe incrostazioni che ci portiamo dietro da anni, oppure continueremo a bruciare segretari comunali, provinciali, regionali, vagheggiando i tempi che furono, e illudendoci magari che il problema stia nell’incapacità del malcapitato di turno anziché in un clima complessivo destinato peraltro a deteriorarsi sempre di più. Come vede dunque, il tema non è il dimenticarsi da dove ognuno proviene, ma semplicemente il tentare di correggere anche sulla base della propria esperienza una rotta che per il Pd, quanto per una Regione che a tutti i livelli ha bisogno di liberarsi di vecchi schemi, si ritiene tutt’ altro che utile.

Giacomo Leonelli

Segretario regionale del Partito democratico

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