La “voce” di una “badante” Lettera al giornale

Ogni giorno vediamo in giro loro. Ma chi sono? Da dove vengono? Come sono arrivate qua da noi?, Si tratta delle “badanti”, A Citta della Pieve, come in tutta Italia, ci sono tante donne straniere che vengono chiamate semplicemente badanti. Badare significa curare, prendersi cura. Chi non ha avuto mai in famiglia una donna per i suoi cari non sa tante cose su di loro. Ogni tanto vengono guardate con senso di superiorità, ma loro meritano davvero rispetto, perché sono donne forti che fanno una guerra con la vita, Per una mamma non è facile lasciare i figli, il marito, la casa, per andare in giro nel mondo per guadagnare soldi, per aiutare la famiglia, Non si sa quando torneranno a casa, dopo un anno, chi troveranno e chi è andato. Quando parte abbracciando i suoi cari, non sa mai cosa ritroverà al suo ritorno. Vivere in casa di altri, fra loro, ma sempre in solitudine, tutti giorni, sorridendo anche quando si sente che il peso dell’ anima butta giù. Perché i suoi problemi non vengono condivisi con altri e perché nessuno capisce quanto è duro vivere cosi.

E’ facile giudicare ma capire lo è di meno. Solo chi ha provato la sete può sapere cosa significa un bicchiere di acqua. Un semplice ciao per loro e più di un saluto, è una carezza dell’ anima. A Città della Pieve ci sono donne di diverse nazionalità. Donne che vengono dall’ Ucraina, dalla Romania, Moldavia, Polonia, Sono donne istruite, alcune di loro parlano più lingue, fra loro ci sono anche quelle che hanno studiato, ma purtroppo a causa della situazione politica ed economica del loro paese sono state messe in condizione di venire in Italia!.. Nessuno sa che loro fanno 2 giorni di viaggio con un pulman o un pulmino, Un viaggio rischioso, succedono spesso tanti incidenti. Non conosciamo né la loro gioia né la loro sofferenza.

Ora parliamo con Piroska ( Piri come chiamano lei alla Pieve..)

“chi sei tu?”

“sono una donna ungherese che viene dalla Transilvania /Romania,

“ da quanti anni sei in Italia?”

“ da quasi 7 anni”

“ sei sempre stata alla Pieve?”

“no, prima sono arrivata in provincia di Lecce, a 12 km finiva la terra italiana, Sembrava di essere alla fine del mondo, Quella era la prova del fuoco. E’ stato il periodo più brutto della mia vita. Non ho trovato la fortuna. A 47 anni ho conosciuto cosa significa andare a letto affamata. So che è difficile crederlo ma è la verità, Sono dimagrita di 11 kg, in 6 mesi. Ma ho tenuto duro. Lavoravo in nero, ora so che lo Stato e le leggi italiane tutelano le badanti, ma allora non lo sapevo. 3 volte alla settimana potevo uscire 2 ore, Ho fatto il mio lavoro sempre con onestà, piangevo e pregavo e soprattutto ero convinta che sarebbe arrivato il sole anche nella mia vita,,, Dopo 1 anno e mezzo, ho finito il lavoro in quel posto e sono tornata per un paio di mesi a casa. Poi una mia amica, anche lei ungherese con cui avevo studiato insieme, mi ha trovato un lavoro a Ponticelli, presso la famiglia Del Grasso. Quando sono arrivata da loro, mi sembrava di essere arrivata in famiglia, come in vacanza per dare un mano, Dal primo giorno sono stata messa in regola, con tutti diritti. Ma non era questa la cosa più importante. Importante è stato come venivo trattata, ero come una di famiglia, Non potrò mai ringraziare abbastanza! Piangevo spesso ma di gioia. Siamo poi rimasti in contatto, loro sono i miei familiari italiani. Dopo Ponticelli, sono arrivata a Citta della Pieve in una altra famiglia molto brava, la famiglia Bigonzino. Anche qui ho trovato il paradiso, e mi sono innamorata della Pieve. Ho conosciuto tante persone brave, esco in paese e non mi sento straniera, mi salutano sempre e mi parlano. Questa cosa ha molta importanza, perché ormai sono più di 4 anni che sono qua ed ho tanti amici pievesi, famiglie brave. Anche le amiche badanti si trovano molto bene con la famiglia dove lavorano.”

“perche hai deciso di venire qua a lavorare? “

“non sono venuta per scelta ma per necessità, Ho lavorato prima in una fabbrica di un italo-rumeno, come contabile nel magazzino, poi con questa crisi, sono stata licenziata, quindi ho deciso di venire in italia, come badante. Ho un figlio che studia all’ università , fa educazione fisica e sport in montagna, E’ una università costosa, per questo ho fatto questa scelta. All’inizio mi sembrava di fare quasi un suicidio. Con questo peso sono partita da casa, per fortuna ho un bravo marito ed anche bello, Il mio matrimonio è stato un grande amore, e anche lui mi manca tanto, Scherzo sempre quando mi domandano “ma tu sei sposata?” e io rispondo “si, ho marito online”. La verità è che soffro.

Sono una persona ottimista, rido, scherzo, quando mi domandano come mai in Italia io rispondo che: ” Mia mamma diceva chi studia arriva lontano” cosi sono io qua. Ho studiato molto, mi piaceva sempre leggere, studiare, mi interessava tutto. Ho letto la storia di Città della Pieve, mi interessa il paese, Ho fatto tante foto, poi con le mie foto un videofilm, e ne sono orgogliosa, E’ stato visto da 6. 200 persone! Le feste mi hanno lasciato senza parole, piangevo di emozione la prima sfilata,

Amo la Pieve. con tutte le sue tradizioni. Mi piace che posso entrare in chiesa, dove sono io e Dio, E mi ricarico con tanta energia, Qua puoi entrare quando ne senti il bisogno, da noi non è cosi, da noi soltanto negli gli orari della Messa, Io sono protestante e il mio marito cattolico, quindi ci siamo sposati nelle 2 chiese, per questo il nostro matrimonio è forte, ma soprattutto c’è la fiducia. Senza fiducia non si può stare lontani una dall’altro. Auguro a tutti un anno nuovo pieno con gioia e felicita, soprattutto di salute. Io per Natale vado sempre a casa. E grazie a tutti voi, che ogni giorno mi portate un raggio di sole con un semplice buongiorno…

Piroska Pircsi Fazakas

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