La testimonianza di un chiancianese da Strasburgo Dopo l'attentato dei giorni scorsi

Oggi parliamo di un tema un po diverso, ma di forte attualità e cioè di un chiancianese che vive all’estero a Strasburgo, Andrea Angeli al quale ho chiesto di raccontarmi come ha vissuto l’attentato ai mercatini di natale di Strasburgo ed il clima della città il giorno dopo; ecco la sua testimonianza.

Ciao Valerio ecco il mio racconto: “Ieri sera sono rimasto chiuso in casa, per fortuna abito un po’ fuori dal centro e non ho assistito all’attacco però mi sono accorto subito che qualcosa era successo perché c’era un via vai di auto della polizia con le sirene. Sono andato a letto con qualche preoccupazione in quanto nel frattempo le autorità confermavano che l’attentatore era in fuga.

Mercoledì mattina quando sono uscito di casa la situazione era un po’ più tranquilla. La solita routine, le persone che andavano a lavorare in bus, le code di auto agli incroci. Ogni tanto passava qualche auto della polizia con le sirene accese. Arrivato in ufficio il mio collega tedesco che vive a Kehl, in Germania, due chilometri di distanza dal centro di Strasburgo, mi ha raccontato di aver visto almeno 25 mezzi della polizia tedesca che presidiavano il confine che in pratica è rappresentato da un ponte che sovrasta il fiume Reno.

Il che è un fatto assolutamente eccezionale in quanto Strasbourgo e Kehl sono due città che vivono in simbiosi. Di solito non c’è alcun tipo di controllo alla frontiera, una linea del tram fra regolarmente la spola tra le due sponde del Reno e quotidianamente tantissime persone si spostano per andare a lavorare o fare spese.

Tutto sommato la giornata è trascorsa in maniera relativamente tranquilla e, almeno per quello che ho visto, in giro non c’è la psicosi da attentato. Tuttavia rivedere i momenti drammatici in TV fa un certo effetto. Proprio domenica scorsa mi trovavo in centro, lungo le stesse vie, con la mia famiglia. Prima di martedì sera si avvertiva un senso di sicurezza.

Il mercato di Natale che si svolge nel centro storico (che qui a Strasburgo è rappresentato da una grande isola sul fiume ill) era super presidiato.

Controlli molto rigorosi su tutte le auto che accedevano in centro e anche sui pedoni in possesso di borse o zaini. Inoltre le forze speciali munite di fucili d’assalto facevano la ronda lungo le vie principali, nei pressi della cattedrale e delle piazze. Eppure tutto ciò non è bastato. Comunque come dicono gli inglesi, manteniamo la calma e andiamo avanti!”

 Valerio Tubino

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