La critica di una iscritta ad Arci Note

Pubblichiamo la nota di accompagnamento della lettera inviataci dalla professoressa Pelaggi, in cui è contenuta una critica ai dirigenti dell’associazione Arci Note, da poco costituitasi. Non pubblichiamo il testo della lettera in questione perché, con toni più forti,  è abbastanza ripetitivo di quanto è scritto a noi. Sono questioni interne a questa associazione ed in particolare ai suoi dirigenti. Ma la vita partecipata  e condivisa delle associazioni in generale, e di quelle ricreative in particolare, crediamo sia interesse di tutti, per cui se si stabiliscono o ristabiliscono rapporti positivi, al loro interno,  ci fa piacere. (g,f)

“Inoltro la lettera scritta a Arci Note, in risposta all’invito alla terza iniziativa dell’anno. Associazione che si è peritata di ‘rifondare’ l’Arci della Pieve, ma non è venuta a capo di niente.

Non hanno fatto una riunione dei soci, (che hanno dato E. 20,00 di iscrizione) , non sono stati in contatto durante il lock down Coronavirus neanche con una parola distratta di conforto, mentre tutte le entità che si rispettino si sono date da fare per ‘tenere compagnia’ ai soci, agli iscritti, magari con commenti di attualità .

L’Umbria pare sia il regno dell’associazionismo , ma da quello che ho visto e sperimentato le associazioni hanno poco e niente a che fare coi soci, i loro interessi, obiettivi, aspettative e tutto invece col protagonismo e l’amor proprio dei leader.

Tante associazioni allora forse significano tanta immensa caparbia solitudine.

Serenella Pelaggi

 

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