Intervista al Sindaco Fausto Risini “Voglio essere un sindaco di tutti” Prima intervista a 360 gradi del nuovo sindaco di Città della Pieve

Di solito ad ogni elezione importante di un governo o di un sindaco si parla nei primi giorni di “luna di miele”. Quella che viene accordata dagli elettori agli eletti, prima di affrontare i problemi seri. Come stanno andando questi primi giorni, sindaco, qual è l’impressione da sindaco dei primi contatti con la gente ed i problemi pievesi?

 Devo dire che ogni singola giornata è entusiasmante, perchè non c’è nulla di più bello che lavorare per il bene della propria città e dei propri concittadini. C’è un crescente clima di stima e fiducia, le persone si sentono rassicurate dalla mia costante presenza, dalla disponibilità al dialogo e all’ascolto, e dalla mia porta sempre aperta a tutti. I problemi è normale che ci siano, ma siamo qui apposta per risolverli insieme.

E’ tradizione parlare anche del cosa fare e delle priorità dei primo 100 giorni. Quali sono queste priorità, cosa volete fare subito nei primi mesi di attività?

 In primis aprire il Comune alla cittadinanza sia concettualmente che a livello pratico, punto che stiamo già iniziando a realizzare con l’eliminazione del badge. Palazzo Fargna deve diventare la Casa di tutti e per tutti. Come promesso non ho assunto, ne assumerò una segretaria, ma rivolgerò quei fondi ad un organico specializzato in progettazione per intercettare fondi europei, nazionali e regionali. Altro focus fondamentale è quello di lavorare sul decoro, per cui abbiamo già elaborato delle progettualità interessanti per migliorare la gestione del verde, e nel contesto ambientale abbiamo già redatto degli atti politici che proporremo a breve in C.C. destinati a potenziare la sensibilità del nostro Comune, passo dopo passo.

Dal punto di vista turistico stiamo organizzando nell’immediato le collaborazioni ed i pacchetti destinati all’offerta legata al Frecciarossa, stiamo lavorando sul rafforzamento e riequilibrio delle sinergie con i Comuni vicini e stiamo operando per accogliere al meglio il potenziale stagionale, preventivando ovviamente l’organizzazione degli eventi invernali.

Il nostro impegno, inoltre, è quello di instillare una cultura ed una politica di omogeneità di servizi e trattamenti tra capoluogo e frazioni, tant’è che stiamo iniziando ad estendere la progettazione di alcuni eventi ed iniziative, che prima si svolgevano esclusivamente nel centro storico, anche alle frazioni, e la stessa determinazione, se non maggiore, sarà rivolta ad ottenere un’equità di servizi, come ad esempio lo spazzamento e la pulizia delle strade. Per ultimo, ma non per importanza, abbiamo approcciato questi primi giorni di Amministrazione con grande impegno e forte senso di responsabilità nei confronti del nostro Comune, avviando una serie di incontri con Associazioni, Enti, mondo produttivo e cittadini: il contributo di tutti si è rivelato determinante per tracciare una fotografia della nostra città e del lavoro da svolgere, assieme alla Giunta ed al Consiglio Comunale. Il dialogo diretto con gli abitanti e le attività commerciali-imprenditoriali, di volta in volta interessati da interventi o progetti, diventerà una formula consolidata e da ampliare: il confronto costante è fondamentale per far emergere idee, esigenze e necessità, utili a delineare le linee guida per l’operato di questa Amministrazione. Questa è la strada che stiamo percorrendo.

Come sono adesso dopo questi primi giorni i rapporti con la minoranza?

 Da parte mia e della mia squadra auspichiamo ad una collaborazione attiva, stimolante e costruttiva da parte della minoranza, nell’esclusivo interesse di Città della Pieve. Queste elezioni hanno palesato la voglia ed il bisogno dei cittadini di un netto cambio di passo, che si distacchi dalle storiche dinamiche locali per abbracciare finalmente un metodo nuovo: lavorare tutti insieme, indistintamente, per il bene comune.

La tua elezione segna, per alcuni aspetti la fine di un ciclo storico. Quello del governo della sinistra storica che ha ereditato la storia del PCI e del PSI. Cosa pensi che ci sia da salvare di questa storia e cosa da buttare a mare?

 Nelle storie di ogni Partito, nulla è da buttare, ma sicuramente molto da ripensare. Da salvare, ci sono solo i valori originari e sani. Idee e valori che sono vivi e presenti nella nostra Comunità e che devono essere salvaguardati.

Come giudichi la situazione attuale di Città della Pieve, complessivamente come paese?

 Città della Pieve, grazie al suo immenso potenziale, oggi è un terreno fertile su cui seminare le migliori energie ed i migliori progetti. E’ fondamentale, per raggiungere lo sviluppo a cui auspichiamo, anteporre la visione complessiva da realizzare, in modo da non disperdere risorse, efficienza e tempo. Il nostro territorio ha un patrimonio artistico, culturale, enogastronomico, ambientale ed umano invidiabile. Sono convinto che sarà l’unione a fare la forza e la differenza, e per questo vogliamo innestare una maggiore e crescente partecipazione della cittadinanza alla vita amministrativa.

Uno dei problemi principali delle realtà non cittadine sono le aggregazioni, i rapporti con gli altri comuni, la gestione dei servizi tramite partecipate o appalti. Dopo la costituzione dell’Ente regione Città della Pieve è stata aggregata speso per legge a volte volontariamente con il Trasimeno. Questa aggregazione ha mostrato ormai tutti i suoi limiti, fino alla mancata realizzazione dell’ospedale unico. Nella passata legislatura Città della Pieve ha avviato un dialogo con l’Orvietano e con la vicina Valdichiana. Come pensi di procedere a riguardo?

Le sinergie con i Comuni vicini rappresentano una grande opportunità, ma possono esistere a condizione che vi sia equilibrio, giustizia ed equità. Non è pensabile che, in un lavoro di squadra, vi sia chi trae più benefici di altri. Le collaborazioni continueranno, ed anzi verranno ampliate e rafforzate, nell’ottica precedentemente esposta però, sia con il Trasimeno che con l’Orvietano e la Valdichiana.

I servizi pubblici gestiti in forma sovracomunale sono un problema, vedi rifiuti, acqua, e sanità e da tempo si ripropone la questione delle proprietà delle partecipate come Gest e TSA da una parete ed Auri dall’altra dove la presenza pubblica è di fatto subalterna al socio privato o dove come nella sanità, ormai il potere dei comuni è diventato pressoché nullo. Come pensate di muovervi?

Personalmente ritengo che la miglior gestione, ove possibile, debba essere al 100% pubblica. Per quanto riguarda i rifiuti abbiamo un contratto capestro firmato nel 2009 che scadrà solo nel 2024, e che ha visto, in pochi anni, triplicare i costi a carico dei cittadini. Quello che faremo sarà creare condizioni di trattabilità con la società, e per fare ciò incideremo con forza sull’incremento della percentuale di raccolta differenziata, che ad oggi ci vede “bandiera gialla” sul Report Rifiuti Zero con una percentuale del 59%, totalmente insufficiente ed insoddisfacente. Nel frattempo pretenderemo che i servizi siano adeguati al costo sostenuto dalla cittadinanza e che non ci siano disparità tra cittadini che pagano in egual misura.

Per quanto riguarda l’acqua, nel 2011 gli italiani si erano chiaramente espressi, con il voto al referendum, contro la privatizzazione del servizio pubblico e contro il profitto sulle tariffe, ma è evidente non sia stato minimamente recepito. Detto questo, negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad un aumento delle tariffe pari all’ 80% , facendo diventare l’Umbria la terza regione più cara d’Italia, registrando di contro una perdita media dei nostri acquedotti di circa il 50% , in un periodo in cui dovremmo invece salvaguardare con tutte le nostre forze le risorse naturali. I Comuni nel corso degli anni hanno sempre perso potere decisionale in capo a questo delicato e fondamentale servizio, con l’unica eccezione riguardo alle assemblee AURI dove i Primi Cittadini possono esprimere voto contrario agli aumenti tariffari proposti dal gestore, ed è li intanto che faremo sentire la nostra voce.

In ambito sanitario sul nostro territorio è calata un’ascia secca con cui ci siamo visti sottrarre l’Ospedale ed il Pronto Soccorso, senza avere al contempo un’alternativa adeguata ai bisogni della cittadinanza. Il Piano Sanitario è di competenza regionale, confidiamo e pretenderemo che questo grave vulnus, subito da Città della Pieve e dai Comuni vicini, venga colmato prontamente dalla nuova Presidenza, a conferma della sentenza del T.A.R., e con la consequente riattivazione dei servizi a garanzia del diritto alla salute ed alla vita di questo territorio.

Sappiamo tutti che i poteri dei comuni sui temi dell’economia sono scarsi. Ma lavoro, occupazione, crescita delle imprese locali, sono sicuramente il tema più importante per tante famiglie e soprattutto per i giovani. Una strada per fare qualcosa è quella delle linee di finanziamento comunitarie. L‘ Unione dei Comuni ha rinunciato a gestire in proprio i finanziamenti dell’Iti. C’è storicamente una debolezza nella capacità di progettazione nella nostra zona. Come pensate di muovervi?

Il Comune, nelle proprie capacità assunzionali del prossimo triennio, ha la possibilità di assumere nuove figure professionali. Con quota 100 e lo sblocco del turn-over, andranno in pensione alcune figure professionali importanti.
È nostra intenzione, come già detto in campagna elettorale, oltre che rafforzare la squadra esterna, assumere un esperto in marketing territoriale, capace di reperire le risorse regionali, nazionali ed europee per lo sviluppo turistico, economico e culturale del nostro territorio.

Ho visto che avete messo in prima fila il tema del turismo. La proposta di rilanciare la Pro Loco nel ventunesimo secolo non mi convince molto. Come lavorerete?

Per noi il rilancio della Pro-Loco del capoluogo è fondamentale.Abbiamo convocato già un paio di volte il Presidente per richiedere l’inizio di un vero tesseramento.
In questi anni abbiamo assistito a una “chiusura” nei confronti dei cittadini, piuttosto che un’apertura:la pro-loco deve tornare ad essere il volano ed il supporto delle attività commerciali, turistiche e culturali del nostro territorio grazie alle idee di tutti coloro che lavorano e si occupano di questi settori.

Centro storico, traffico, parcheggi e se mi permetti snodo del Monumento. Pensi che sia ancora possibile lavorare per un parcheggio capiente nelle vicinanze del centro collegato meccanicamente, come in quasi tutte le città umbre e non solo?

Tema molto sentito tra i Pievesi.Se, come abbiamo sempre sostenuto, Città della Pieve deve incentrare la sua vocazione sul turismo e consentire una maggiore pedonabilita’ soprattutto nei mesi estivi, è necessario e strategico pensare ad un aumentare i parcheggi a ridosso del centro storico. Inoltre è necessario ripensare ad un pieno utilizzo die parcheggi riservati ai residenti. Abbiamo un paio di idee in mente, anche grazie al supporto di privati. Servono risorse e tempo, ma ci stiamo lavorando.

Pronto soccorso, ospedale di area disagiata, ospedale unico? Come finirà, secondo te, questa battaglia storica per la parità dei diritti fondamentali fra i cittadini di una regione?

Come tutti sappiamo, a ottobre ci saranno le elezioni regionali e per la prima volta dopo molti anni, quasi sicuramente cambierà la maggioranza di Palazzo Cesaroni.
Siamo fiduciosi e siamo disponibili a dialogare con chiunque ponga al centro della propria agenda politica la riapertura del nostro Pronto Soccorso e del nostro Ospedale di Area Disagiata e nel frattempo lavorare congiuntamente ai territori limitrofi per un Ospedale Unico.
Domanda finale. Ogni sindaco per la sua personalità, per il suo operato, viene ricordato in un modo diverso. Tu all’inizio del tuo mandato, che tipo di sindaco vuoi essere, che segnale vuoi mandare? Che sindaco vuoi essere?

 Un sindaco di tutti. Sembra una frase scontata, ma in effetti non lo è: la mia priorità è essere sempre presente sul territorio insieme alla mia Giunta e conoscere da vicino tutti i problemi e le potenzialità, dialogare sempre anche e soprattutto con chi non mi ha votato, essere al servizio della mia comunità tutti i giorni, stimolare nuovi investitori ed essere un Sindaco amico, capace di accettare le critiche per migliorarsi, senza avere paura del giudizio di chi non la pensa come me.
A breve, inoltre, ripartiranno i tavoli di confronto con i cittadini sui temi piu sentiti:la partecipazione sarà, inoltre, alla base della modifica del regolamento comunale per dare degli strumenti aggiuntivi ai nostri cittadini per essere informati e partecipi dei problemi e delle potenzialità del nostro territorio.

a cura di Gianni Fanfano

 

 

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