Intervista a Bettollini ” Rifare il sindaco? Servono molti ingredienti. Se ci saranno tutti andremo avanti”

Abbiamo intervistato il sindaco di Chiusi Juri Bettollini. La persona in questo momento al centro del confronto politico nella città di Porsenna. L’intervista è stata curata da Gianni Fanfano

 Le interviste che piacciono a me, cominciano sempre con una presentazione, ma fatta dall’intervistato. Chi è Juri Bettollini? Come ti presenteresti a gente che non ti conosce.

 Juri è una persona di 46 anni normale come tanti. Nasco da una famiglia di mezzadri che vivevano nella campagna tra Chiusi e Chianciano. Nel ’73 si trasferirono a Montallese, mio padre nel ’79 fu assunto in Comune come operaio fino alla pensione. La dimensione del sacrificio e del lavoro ha sempre fatto parte della mia cultura familiare. Sono cresciuto così. Mi sono diplomato geometra nel 92. Avevo una ambizione sfrenata di diventare un libero professionista ed avviare una mia attività; ho svolto così un periodo di praticantato ed ho sostenuto, alla fine del tirocinio, l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione e la ottenni il 24 gennaio del 96; nel 2000 insieme ad un caro amico corono il sogno di iniziare la mia attività in proprio, che poi ho svolto per 15 anni consecutivi con grandi soddisfazioni. Caratterialmente mi definirei testardo o come si dice da noi “tignoso” ma senza dubbio determinato, coraggioso e dal cuore grande. Se decido di fare una cosa la faccio con passione fino alla fine.

Quando e come ti sei avvicinato alla politica?

Mi sono avvicinato per la prima volta nel 2007 quando Walter Veltroni divenne segretario del Pd. Mi piacque tanto la sua corsa alle politiche del 2008 quando percorse tutta l’Italia raccontando non solo la visione del Paese ma soprattutto la vocazione maggioritaria che il Pd voleva incarnare. Le cose che diceva mi fecero avvicinare alla sezione. La passione che trasmetteva nei suoi discorsi catturarono la mia attenzione. Ti svelo davvero un segreto ” non avevo mai fatto politica, non ero mai entrato in una sezione ad ascoltare i dibattiti. Lo feci per la prima volta grazie a Walter Veltroni.”

Quali sono le cose belle e quelle meno belle della politica? In generale o nella tua esperienza?

 Per me la cosa bella in politica è immaginare il futuro. Io sono davvero affezionato al concetto che “il futuro è il luogo in cui andremo a vivere” e non c’è niente di più appassionante di provare ad immaginarlo, costruirlo e in qualche maniera determinarlo. Impegnarsi in politica per realizzare la casa dei nostri figli o la loro strada, quella  che dovranno percorrere, con spirito di servizio verso la propria comunità.  E’ una esperienza che vale la pena di essere vissuta a pieno e che spiega, a mio avviso, il vero senso nell’impegno in politica. Quelle meno belle sono gli attacchi che si deve sopportare per svolgere questo nobile impegno. Ci sono dei momenti in cui, coloro che hanno responsabilità di governo nei vari livelli delle istituzioni, vengono presi di mira da fazioni opposte , che, sull’onta della foga, travalicano anche le regole basilari e principali di una convivenza civile o di un dibattito democratico e rispettoso. Di tali atteggiamenti, a farne le spese, sono principalmente i cittadini, che si  allontanano dalla politica per non partecipare a risse mediatiche continue . Quando capita a me, cerco di farmi sempre forte pensando che “non verrai mai criticato da qualcuno che sta facendo più di te, ma verrai criticato solamente da qualcuno che sta facendo meno o addirittura niente!”. A volte però è stato necessario anche rispondere.

La prima volta che hai fatto il sindaco è stato un passaggio di testimone con Scaramelli. Come è avvenuto, lo prevedevi? E cosa provasti?

Il passaggio fu davvero emozionante. Stefano mi aveva insegnato il mestiere ed io non volevo deludere le sue aspettative. Diceva alla gente che ero bravo e alcune volte diceva che ero meglio di lui. Queste affermazioni mi inorgoglivano ma al tempo stesso mi lasciavano un senso di paura perché lui stava rassicurando la gente e stava garantendo per me ed io non potevo e non dovevo fallire. Quei giorni furono emozionantissimi, intrisi di un mix di sentimenti che non dimenticherò mai. Era nell’aria che mi avrebbe lasciato il testimone e penso che dentro di lui lo aveva capito fin dalla sua elezione a sindaco nel 2011. Stefano mi chiese di candidarmi in lista con lui come consigliere comunale; tra molte titubanze accettai e poi la competizione elettorale mi assegnò il titolo di primo degli eletti con 383 voti di preferenza(al tempo era preferenza singola); fu un risultato incredibile e pensa : portai via il titolo di re delle preferenze proprio a Scaramelli che ne ottenne 273 alla sua prima comparizione in consiglio comunale… ci rimase di stucco. Poi mi nominò assessore al bilancio e mi disse “Bettollini hai la delega più importante, tutti quelli che hanno avuto il bilancio poi hanno fatto il sindaco, chissà che non tocchi anche a te”. Era il giugno del 2011.

Se ti guardi indietro quali sono stati i momenti più belli della tua vita da sindaco?

Indossare la fascia tricolore è un privilegio che possono avere pochi nella vita e per questo, ogni giorno da Sindaco è per me un giorno bello. Giorgio La Pira, Sindaco di Firenze nel ’51, disse che fare politica è la più alta forma di carità. Io la penso come lui. Ma dei sei anni che ho fatto il Sindaco, se dovessi scegliere un solo momento, senza dubbio scelgo l’emozione che provai quando, la scorsa estate, arrivò il primo Frecciarossa alla stazione di Chiusi. Binari letteralmente invasi da una folla magnifica e pacifica di cittadini che applaudivano il treno. Fu la soddisfazione più bella che ho provato nel mio mandato. Era evidente che avevo centrato un obiettivo voluto e atteso da tutti o quasi. Veramente quello fu un gran giorno.

Il momento più difficile?

 Senza dubbio i giorni dell’inchiesta pubblica sulla questione Acea. Quei giorni mi sono rimasti dentro, anche se li custodisco come esempi positivi. Io sono uno che vede sempre il bicchiere mezzo pieno ma da quella difficoltà ho capito i miei errori. Per migliorarsi occorre anche capire i propri i limiti.

Io ti ho criticato sulla vicenda Acea  per i contenuti ma soprattutto per la conduzione e per alcuni scivoloni. Anche tu hai ammesso degli errori. Se potessi tornare indietro cosa faresti?

 Se potessi tornare indietro farei quello che non ho fatto ovvero il Sindaco arbitro. Mi spiego. Pur avendo fatto tutti gli atti necessari che sostanzialmente garantivano il mio comune vietando tali investimenti se non fosse stata dimostrata, sopra ogni ragionevole dubbio, la tutela della salute pubblica, ma nella comunicazione ho dato per scontato che ciò avvenisse e sostenevo il progetto avanzato dal privato. Invece Dovevo stare al fianco della popolazione che aveva timore di questo investimento e farmi carico delle loro giuste preoccupazioni garantendogli che tutte le istituzioni avrebbero lavorato ed analizzato il progetto nell’esclusivo ed unico interesse dei cittadini. Invece, pur avendo posto tutti i paletti, difendendo l’opera prima della valutazione degli enti, ho tenuto un atteggiamento ed una comunicazione sbagliata.

Detto ciò, come ti dicevo prima, sono una persona che vede sempre il bicchiere mezzo pieno e non tutto il male viene per nuocere. Dopo quell’esperienza adesso, pensa, tra pochi giorni entra in vigore la variante al Piano Regolatore – è stata appena pubblicata nel bollettino regionale – sarà legge tra i primi novembre e in essa è contenuto il divieto, in tutto il territorio del comune di Chiusi, di costruire impianti di trattamento rifiuti – Questa norma è stata approvata da 32 enti sovracomunali. Siamo l’unico comune della regione toscana che ha questa normativa – Come comune l’abbiamo proposta e la Regione, insieme ad Asl, Arpat etc l’hanno accettata. Vedi? Alla fine bisogna sempre reagire di fronte alle difficoltà e mettere in campo una soluzione per ogni problema che si incontra. E questa soluzione sgombera il campo da ogni illazione, dubbio o riproposizione del tema.

Mancano ancora alcuni mesi prima della fine del mandato. Credo che ci arriverete. Non conviene a nessuno e soprattutto ai cittadini chiusini concluderlo prima. Quali sono gli ultimo obbiettivi che intendi raggiungere.

 Non lo se ci arriveremo, non dipende da me, ma concordo con te che non conviene a nessuno staccare la spina prima, diversamente sarebbe un atto grave verso i cittadini. Io continuo a lavorare fin quando la maggioranza voterà i provvedimenti. Come obiettivi finali sono quelli di completare le opere pubbliche in corso e soprattutto inaugurare il nuovo Palazzetto alla Pania. Hanno messo le mani in quell’area nel 2004 e nessuno ne ha tirato fuori qualcosa. Sono invece ad un passo da una inaugurazione storica e sogno davvero di farla nell’inverno.

Prima di annunciare le tue dimissioni dal Pd fino a quanto hai contato? Ti aspettavi una posizione così dura, pubblicamente e a pochi giorni dal voto regionale da parte del segretario del Pd senese?

 Non ho contato, dovevo solo farlo. Vede direttore, In politica si può vincere o perdere, è normale, ma non si può perdere la dignità. Io ho fatto un attacco politico al segretario provinciale ed ho ricevuto un attacco istituzionale e personale. Non si può accettare.

Sono in corso o sono terminate le consultazioni degli iscritti del Pd locale, sai come sono andate?

Attenderemo il pronunciamento della segretaria e dell’unione comunale. Per il momento un ampia maggioranza di iscritti desidera un mio rientro nel pd ed un mio secondo mandato. Alcuni invece hanno un giudizio diametralmente opposto, che naturalmente non condivido ma che rispetto. Per adesso posso dire comunque grazie a ciascuno di loro perché anche i più critici mi offrono spunti di riflessione. Vedremo il da farsi. Non nego forti pressioni da parte della cosi detta società civile che mi chiede un impegno civico continuando a fare il Sindaco superando la logica dei partiti. Alcuni invece mi consigliano di lasciar perdere tutto e dopo 10 anni di onorato servizio, salutare, ringraziare la Città per l’opportunità e riprendermi la mia vita. Ancora è presto, Vedremo più avanti il da farsi.

Ho detto che le elezioni regionali avrebbero dato le carte per quelle comunali, le hanno date ma i jolly sono rimasti nel mazzo. Sei d’accordo?

 Pienamente d’accordo. L’unico partito che ha vinto è quello del non voto con il 34 % ovvero maggioranza assoluta a Chiusi. Un segnale che mi pare abbiano colto in pochi.

Ho anche detto che forse se c’è stato qualcuno che ha preso carte pesanti  è stata “Italia Viva”. Di Renzi, di Scaramelli o di Bettollini?

Bella domanda. Bravo direttore. A caldo mi viene da risponderti : di certo non Renzi. Le carte pesanti le ha prese sicuramente Scaramelli, per le sue dote innate di politico e trascinatore, per il suo radicamento e per le sue capacità e risultati ottenuti in questi anni ma in parte, un paio di assi, glieli ha passati anche Bettollini, con le sue dimissioni dal Pd. Mai più propizie, questo va detto.

Ma Bettollini vuole rifare il sindaco per un altro mandato per completare progetti e magari iniziarne altri? E se si, se non si ricucirà con il Pd, vedi qualche altra strada?

 C’era un detto che diceva ..”tutte le strade portano a Roma”… vedremo direttore, vedremo. Come dicevo in premessa sono una persona testarda ma anche realista. Per fare il sindaco servono tanti ingredienti. Se ci saranno tutti andremo avanti. Altrimenti ci saluteremo senza rimpianti.

Riguardo a Gianni Fanfano

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