Il rinvio a Domenica 26 fa crescere la tensione e l’attesa fra i contradaioli e i turisti amanti di Città della Pieve e della rievocazione storica Domenica 26 si assegna il Palio, il "Masgalano", ed il premio al miglior arciere.

Il rinvio di una settimana, per il maltempo, del gran  finale del Palio dei terzieri di Città della Pieve, non ha smorzato certo l’attesa tra le centinaia di contradaioli e nemmeno fra i tanti affezionati frequentatori di Città della Pieve in festa. Anzi, il prolungamento sta rendendo ancora più carichi gli animi e più attenta, carica e spasmodica la preparazione.
A cominciare dagli arcieri che hanno avuto alcuni giorni di tempo in più per perfezionare i tempi di tiro al toro che fugge ed alle sue parti più preziose, fino ai figuranti, sia quelli più importanti che i più popolari, che hanno più tempo per provare costume,  portamento e gioielli. Sì perché quest’anno per la prima volta nella storia della manifestazione si premierà con il “Masgalano” anche il corteo più bello, con i suoi personaggi, le sue scene, le sue figure. Crediamo che i padri fondatori di tutti Terzieri, a cominciare da Don Oscar, sarebbero fieri, dopo le tante battaglie iniziali, anche all’interno degli stessi terzieri, per curare la qualità, di vedere che livello ha raggiunto la propria creatura e che eredità hanno saputo sviluppare le generazioni che si sono succedute alla guida dei terzieri.

Ma c’è attesa anche tra i visitatori ed i turisti. Il clima del giorno del Palio è unico. C’è l’attesa festosa, tesa, in alcuni momenti quasi silente, della mattina e poi dopo pranzo il fuggi fuggi di tutti, dei contradaioli verso il proprio costume, il proprio, ruolo, il proprio compito. Degli ospiti verso il punto migliore, dove vedere la sfilata prima di entrare nel campo della sfida. Il tutto accompagnato dal crescente rullare dei tamburi che è la colonna sonora di questi giorni e che accompagna la tensione crescente. Fino alla gara,  a quando un tiro fuori toro o nella sua testa decide le sorti della gara, e di un anno di fatiche. Le sorti sportive, diciamo, perché quelle identitarie non si discutono, non si ledono con una sconfitta. Restano nella mente e nel cuore per tutto il tempo che resta e che verrà fino ai nuovo appuntamenti che ormai vedono impegnati i Terzieri per tutto l’arco dell’anno.

Appuntamento a tutti, quindi,  per domenica 26 , Città della Pieve, la “Città delle Rievocazioni” si fa bella e gioca a rivivere il suo passato, uno dei momenti più gloriosi del suo passato. Serve ad essere protagonisti a tutti.  Serve a rendere più lieve qualche difficoltà del presente. Ma soprattutto serve a far federe quello di cui si è capaci! E’ non è poco! (g.f)

*foto di copertina di Antonio Dell’Aversana

Riguardo a Gianni Fanfano

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