Il Riccio “La Tomba di Laris può essere danneggiata dalla centrale, non è di interesse” Cominicato sulla sentenza del Tar Umbria sulla centrale a biomasse di San Donnino

(Comunicato stampa). Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha rigettato, con la compensazione delle spese, il ricorso contro la centrale a biomasse di Città della Pieve presentato da un nutrito gruppo di cittadini pievesi, sostenuti dall’Associazione di salvaguardia ambientale Gruppo Ecologista “Il Riccio” e dall’Associazione di Volontariato per l’Ambiente “Il Ginepro”, rappresentati e difesi dall’Avvocato Valeria Passeri.

Nel ricorso i cittadini chiedevano l’annullamento della determina del Comune di Città della Pieve, che ha permesso all’imprenditore di Rimini, Maurizio Succi, la costruzione di una centrale a biomasse da 199 KWe in località Vocabolo San Donnino.

La Regione Umbria individua – nel Regolamento Regionale 29 luglio 2011 art.7, allegato C – tra le “aree non idonee” alla realizzazione di tali impianti le zone di interesse archeologico e gli insediamenti esistenti che rivestono valore storico culturale, “in quanto le loro caratteristiche tipologiche e dimensionali ne pregiudicano la conservazione del valore che le norme invece intendono tutelare”.

Apprendere dalla giustizia amministrativa che la preziosa Tomba di Laris (a soli 450 mt dalla centrale) e le 127 “presenze archeologiche”, nonché “aree archeologiche indiziate”, individuate dallo stesso PTCP della Regione in quell’area, non siano riconosciute come di interesse archeologico, nè di valore storico culturale, sembra a dir poco paradossale e sconcertante. Sostanzialmente con questa sentenza determiniamo che la Tomba di Laris e le numerose presenze archeologiche possano essere irrimediabilmente pregiudicate nel loro valore dal funzionamento dell’industria insalubre di prima classe di un privato, per giunta indagato dalla Procura della Repubblica per truffa ai danni del Comune di Grosseto per presunta irregolarità circa la gestione della discarica locale, notizia apparsa su “Il Tirreno” del 21 settembre 2017: “Ipotesi truffa L’inchiesta non è chiusa”.

Nel ricorso i cittadini sottoponevano all’attenzione del T.A.R. anche la preoccupazione per la qualità del legname che alimenta la centrale, proveniente dalla manutenzione degli alvei e dal taglio di specie arboree ripariali (pioppi e salici) del fiume Paglia fortemente inquinato da mercurio.
Per questo si chiedeva l’applicazione del Principio di Precauzione, che dovrebbe tradursi in una prevenzione anticipata da parte dei pubblici poteri, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, rispetto anche al consolidamento delle conoscenze scientifiche e nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali.

Il TAR ritiene però che la situazione di pericolo debba essere “potenziale o latente” per potere essere considerata in tribunale, e non solamente ipotizzata e supposta come – a dire del collegio giudicante – sarebbe in questo caso.
La verità è che ad oggi non ci risulta siano state effettuate analisi che possano scongiurare la presenza di mercurio in quel legname.

Precisiamo inoltre, al contrario di quanto riportato dal comunicato stampa del Comune, “Sentenza del Tar sull’impianto biomasse di San Donnino: Regolare l’autorizzazione del Comune”, pubblicato il 14 novembre u.s. sul periodico di informazione “ilcomune.org” ed a mezzo social, che dell’operato dell’Amministrazione di Città della Pieve, al di là del fatto che venga ritenuto “legittimo” il procedimento autorizzativo, non vi è alcuna menzione, ed entrambe le controparti

hanno operato nel pieno diritto. E’ comprensibile si voglia evidenziare il proprio compiuto, ma non riportandolo addirittura come fosse parte della sentenza emessa.
In questo caso, purtroppo, riteniamo non ci siano vinti o vincitori, dato che a ricorrere sono stati i cittadini contro un’Amministrazione il cui scopo principale dovrebbe essere quello di rappresentare proprio gli interessi della collettività.

Invitiamo pertanto l’intera cittadinanza a riflettere sull’importanza che riveste la partecipazione della società civile nelle decisioni di carattere ambientale e di carattere identitario del territorio, e come è proprio attraverso il dialogo ed il confronto costruttivo che si può costruire un mondo migliore. Magari un mondo in cui – facendo eco alle previsioni drammatiche recentemente pubblicate dalle Nazioni Uniti sul nostro futuro – si smetta di produrre inquinamento da combustione.

Associazione Il Riccio

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