Città della Pieve. Il Palio. La “piccola Siena “ è cresciuta. La prima parte di una riflessione sul Palio dei Terzieri

Chissà cosa direbbero i vari Don Oscar, Antonio Marroni, Gualfredo Caricchi, Mario Barzanti, e aggiungo  Ernesto Ciarapica, davanti a questo Palio 2016 ed alle sua manifestazioni di contorno. Cosa direbbero anche di fronte a tutte le altre iniziative che nel corso dell’anno vedono protagonisti, a Città della Pieve, i Terzieri?

Forse direbbero “avevamo ragione “ e direbbero “ce l’abbiamo fatta”. E così i tanti e tanti uomini e donne che hanno dato momenti  importanti di vita e di tempo nel corso di questo mezzo secolo a questo strano e difficilmente definibile gioco di tradizioni e d’identità collettiva che è il Palio dei Terzieri di Città della Pieve.

Ho assistito a quasi tutte le sue edizioni, mi pare che me ne manchino solo  un paio dei primi anni ottanta.  Quest’anno poi, dopo diversi anni passati sopra “il Carroccio” del Castello a fare il Priore, ho potuto vedere con calma tutto il corteo e tutta la gara, diciamo da “borghese”. Non vorrei che il mio giudizio sia influenzato dalla vittoria del mio terziere, ma credo che questa edizione del 2016,  sia stata la migliore in assoluto nella storia paliesca pievese.

Il livello medio ormai raggiunto da tutti i terzieri, da tutte le componenti del corteo, da tutte le iniziative anche di contorno è notevole. Il confronto va fatto con le manifestazioni pari età dell’Umbria  e della vicina Toscana. Ci sono ancora molte aree di miglioramento, e questo è normale, ci saranno sempre. Ma quello che siamo arrivati a fare dopo questi decenni di lavoro duro e intelligente che ricordavo, ci colloca in una dimensione, rispetto alle altre manifestazioni assimilabili,  in una posizione medio alta. Soprattutto se nel giudizio inseriamo anche parametri fondamentali come il rapporto numero di abitanti, numero di persone coinvolte e risultati raggiunti.

Mi piace pensare che possa essere stato anche un po’ il frutto di iniziative come “Epoche in Passarella”, ma ho notato quest’anno alcuni dettagli nei costumi e nei diversi accessori e nell’assetto dei gruppi oltre che del singolo figurante, che lasciano intuire non solo controllo, ma anche appropriatezza e ricercatezza nelle persone che  hanno  curato questi aspetti nei terzieri.

Parlare di Siena in questo momento è piuttosto rischioso e delicato,  per il momento particolare che la città toscana vive dopo le vicende che hanno visto coinvolto il Monte dei Paschi, ma per la nostra storia e per il tema che stiamo trattando diventa per noi un obbligo. Infatti l’accostamento più frequente che ho sentito fare,  da amici e anche da amanti ed esperti , fatte le dovute proporzioni, è stato quello con Siena. Non tanto e solo, per le caratteristiche della sfida, che pure ha origine nelle stesse caccie al toro del tredicesimo secolo, quanto piuttosto per il livello di coinvolgimento della città e per il ruolo delle contrade e dei terzieri nella vita sociale della città, pur tutta la durata dell’anno e non solo nelle due settimane del Palio. Per come queste manifestazioni, dal Palio, all’Infiorata, al Presepe Monumentale, ai Quadri Viventi , ad Epoche in Passerella, alle Feste del Santo Titolare, siano  consapevolmente indirizzate anche  a fini  turistici , ma soprattutto per come sempre più diventino un percorso di aggregazione sociale e crescita culturale in senso ampio della città. Ed è questo che può fare la differenza, può essere il valore aggiunto rispetto alla “concorrenza”.

Immagino, infatti,  che passati i furori della sfida, placati i postumi della vittoria o della sconfitta, soprattutto in casa “Ente Palio”, questo soggetto che deve diventare sempre più espressione unitaria, diretta e autonoma dei Terzieri, si comincerà una attenta riflessione sui dati, sui risultati raggiunti e sulle prospettive di lavoro necessarie. Ma qui comincia un altro discorso. Che interessa l’Ente Palio, i Terzieri singoli, Il Comune, le risorse economiche, culturali e intellettuali della città, e tutti coloro che vorranno partecipare. E noi abbiamo, come Corriere Pievese,  intenzione di parteciparvi.

1) Continua.

Gianni Fanfano

ARCHIVIO DEL CORRIRE PIEVESE
29 AGOSTO 2016

 

 

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