Il filo rosso che lega la “Luisa Spagnoli” , Città della Pieve e la Stamperia Parlando con il direttore della Pievese Alvaro Bittarello della sua storia professionale

L’occasione per parlare dei rapporti fra la “ Luisa Spagnoli”, della cui fondatrice abbiamo visto da poco una ricostruzione televisiva affascinante, che è una delle storiche e più prestigiose aziende del made in Italy nell’abbigliamento, e Città della Pieve, è stata una intervista ad Alvaro Bittarello. Alvaro è l’attuale direttore generale della Pievese Calcio, e lo abbiamo sentito sulla storia dei biancocelesti nostrani, ma anche sulla  sua attività professionale prima del recente pensionamento.

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Alvaro infatti ha lavorato dal 1973 al 2013, nella “Stamperia Umbra” una delle aziende più importanti ed ancora in attività, nel fragile panorama industriale di Città della Pieve. Dove ha ricoperto l’importante incarico di responsabile degli acquisti e del magazzino, della fabbrica situata a Po Bandino. Ad Alvaro ho chiesto di dire la sua sulla motivazione della venuta a Città della Pieve della famiglia Curti di Como, nel 1968, su cui avevo un paio di interpretazioni diverse, raccolte nelle precedenti ricerche sul “Novecento pievese”.

Ebbene la risposta di Alvaro è stata semplice e documentata. La famiglia Curti investì a Città della Pieve, per essere vicina ad uno dei suoi clienti più importanti, la Spagnoli di Perugia, appunto, che fino ad allora serviva dalla casa madre lombarda.

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La Spagnoli, negli anni sessanta usava la stampa del capo, a croce, ma questo determinava troppi sprechi ed a questo si aggiungeva anche il fatto che Como era molto distante da Perugia, ecco allora la richiesta di avvicinarsi e la disponibilità di spostare su questo nuovo sito industriale l’80% della produzione. Dei dieci tavoli di lavoro che quotidianamente erano in produzione, ricorda Alvaro, sette lavoravano per la maison perugina, e frequenti erano le visite degli stilisti della fabbrica di Santa Lucia a Città della Pieve. A suggellare poi gli ottimi rapporti fra le due famiglie di industriali verrà poi anche il matrimonio fra Federico Curti, il capo dell’azienda comasca, con una delle figlie di Lino Spagnoli, Carla.

Ma se vogliamo coltivare questo filo rosso nel rapporto fra gli Spagnoli e Città della Pieve, potremmo aggiungere, quasi come prova ulteriore di un legame che in quegli anni fu particolarmente fruttuoso, che il Perugia presieduto da Lino Spagnoli e allenato da Guido Mazzetti, nel 1969 venne in ritiro a Città della Pieve, presso l’Hotel Piccolo Jolly di Mario Barzanti. E lo fece poi anche in altri anni.

Storie e storia, storie importanti, che lasciano un po’ di orgoglio e un po’ di amarezza, ma anche un po’ di speranza. Perché non è detto che la qualità e l’innovazione non debbano tornare a frequentare queste nostre terre.

(g.f)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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