Euro Angeli, (Filctem Cgil Perugia) : “trasformare Pietrafitta e la Valnestore nell’HUB energetico regionale””

(Comunicato stampa)

La centrale Enel di Pietrafitta costruita nel 2002-2003 sta ricoprendo un ruolo fondamentale nello scenario nazionale, anche in funzione della fermata delle centrali a carbone. È inoltre stata premiata come miglior centrale del gruppo Enel nel 2020 e nel 2021. Pietrafitta è rimasta l’unico sito produttivo Enel in Umbria, insieme al Polo idrico di Terni, tornato di proprietà dell’azienda nell’ultimo anno.

La centrale elettrica umbra è un ciclo combinato che produce energia attraverso l’uso di gas metano, il combustibile principale per la produzione energetica di base oggi, e in prospettiva sarà la risorsa che accompagnerà la transizione energetica, fin quando le tecnologie green non garantiranno la completa copertura del fabbisogno energetico nazionale.

Nel 2020 è stata fatta un’importante manutenzione per ammodernare l’impianto, con un investimento di decine di milioni di euro che ha visto la sostituzione della turbina a gas, migliorato le automatizzazioni di tutto l’impianto e l’installazione di un catalizzatore per l’abbattimento dei gas di scarico, permettendo di ridurre ulteriormente le già basse emissioni inquinanti.

Questi interventi migliorativi hanno reso la centrale molto competitiva, ma crediamo che possano essere fatti ulteriori interventi per renderla ancora più appetibile sul mercato: ci riferiamo alla tecnologia del “Diverter Box”, che permette di far funzionare l’impianto come ciclo semplice, così da entrare in produzione in tempi brevissimi in caso di necessità. Sarebbe inoltre importante installare un sistema di accensione che permetta di avviare la centrale senza dipendere dalla rete nazionale, in modo da concorrere a garantire la sicurezza del paese in caso di black out.

Altre migliorie potrebbero riguardare un riscaldatore elettrico della stazione metano, per sostituire l’attuale riscaldamento a vapore e un sistema di “credit purge”, il lavaggio della caldaia in fermata invece che prima dell’avviamento. Pietrafitta inoltre possiede la tecnologia per assolvere la funzione di sala controllo remota per il telecontrollo delle centrali a ciclo aperto installate sul territorio nazionale che entrano in funzione nei casi di picchi improvvisi di consumo di energia.

Ma oltre al presente vogliamo guardare soprattutto al futuro più a lungo termine e quindi al mondo delle energie rinnovabili. Per questo chiediamo a tutte le Istituzioni, a tutte le forze politiche e sindacali di impegnarsi ad intercettare le risorse del PNRR, al fine di trasformare Pietrafitta e la Valnestore nell’HUB energetico regionale, dove sviluppare tutte le possibili forme di energia green.

Oggi sono allo studio importanti progetti che riguardano il fotovoltaico e l’installazione di batterie per l’immagazzinamento dell’energia, ma oltre questi progetti che sono comuni a livello nazionale, è indispensabile rivolgere l’attenzione alle energie rinnovabili più innovative.

Dobbiamo puntare alla creazione di impianti per la produzione di idrogeno nella Valnestore, perché tali impianti vanno fatti dove ci sono gli utilizzatori e coinvolgere Enel in questo progetto. La Regione non può parlare di impianti per la produzione di Idrogeno da fare in luoghi che poi richiedono il trasporto dello stesso per essere utilizzato. La Valnestore si presta alla produzione e utilizzazione con una filiera molto corta.

Dobbiamo poi incentivare la prospettiva della mobilità elettrica e di conseguenza la produzione di colonnine per la ricarica e la produzione di batterie con tutto l’indotto che può creare.

Per sviluppare tali progettualità sono necessarie risorse che possono e devono arrivare dal PNRR europeo. Questa occasione storica di fondi per gli investimenti nel campo dell’energia non può essere sprecata, come già avvenuto in passato, in progetti poco lungimiranti e dispersa in mille rivoli improduttivi.

La politica e la Regione soprattutto questa volta dovrà assumersi l’impegno serio di rilanciare questo territorio dal punto di vista economico, delle infrastrutture e occupazione. Occupazione di qualità, produzione di qualità e infrastrutture di qualità, che riscattino la Valnestore, un territorio che ha già dato molto in termini di impatto ambientale e inquinamento. Vigileremo affinché non vengano avanzati progetti di altro tipo, molto meno lungimiranti e impattanti per l’ambiente, che periodicamente si riaffacciano nel dibattito regionale.

Soprattutto andrà rivalorizzata l’area della vecchia centrale sempre in questa ottica green, dopo lo sperpero di risorse del passato che ci auguriamo non si ripeta. Staremo molto attenti anche su come verrà riutilizzato questo sito.

Enel dovrà essere il soggetto principale con investimenti diretti, che poi facciano da volano economico anche per investimenti di altre aziende del territorio, così da sviluppare altre attività che garantiscano lavoro qualificato.

Invitiamo quindi la Regione e le istituzioni locali ad avviare un tavolo di confronto costruttivo e permanente con le organizzazioni sindacali ed Enel, e soprattutto aprendo il dibattito al coinvolgimento di tutti, in particolare le aziende locali. Chiediamo anche di coinvolgere l’Università per supportare iniziative innovative e progettualità di ampie vedute. Non possono essere pochi soggetti a decidere questa partita, perché questa è stata la sensazione fino ad oggi.

Ribadiamo con forza la necessità di realizzare un vero progetto, che abbia come obbiettivo il rilancio dell’occupazione e la riqualificazione delle aree oggi disponibili, con un’attenzione particolare ad ambiente e occupazione di qualità, per la produzione di energia green e sostenibile.

 

 

 

Euro Angeli, segretario generale Filctem Cgil Perugia

 

 

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