Elezioni regionali. Le scelte per cambiare l’Umbria e che servono alla zona. I candidati locali concordi con le proposte di Udt

Molti giudizi e punti di vista comuni nel corso dell’incontro promosso da Umbria dei Territori dell’area del Trasimeno Orvietano Pievese con i candidati della zona alle elezioni regionali di domenica e che si è svolto a Castiglione nella sala del Consiglio comunale,

Hanno introdotto Gianni Fanfano e Leandro Pacelli di Umbria Territori, presenti anche Franco Barbabella e Paolo Brancaleoni del Comitato Promotore. Dei candidati hanno partecipato   Eugenio Rondini per la Lega, Monica Migliorati per la Lista civica Bianconi, Simona Meloni per il Pd. Marco Pignattini per Europa Verde Umbria, Ivan Marchesini per Sinistra Civica Umbria, Gennaro Spiezio per il M5Stelle, Fosco Taccini per Sinistra Civica Umbria. Michela Sciurpa di Fratelli d’Italia e Riccardo Brillo del Partito Comunista avevano annunciato la loro assenza per altri impegni.

Il tema che era al centro dell’incontro era semplice e impegnativo nello stesso tempo : “Di quale Umbria, di quale Ente Regione, hanno bisogno negli anni futuri i cittadini del Trasimeno, dell’Orvietano e del Pievese?”

Dopo la presentazione dell’esperienza di Umbria dei Territori e del quadro generale descritti da Fanfano, Pacelli si è incaricato di presentare i nove punti programmatici ritenuti dalle liste civiche fondamentali per il futuro dell’Umbria e nel particolare per l’area del Trasimeno orvietano pievese che in sintesi sotto riportiamo.

  1. Le scelte generali prioritarie per cambiare l’Umbria

La prossima legislatura abbia carattere costituente – si riscriva il profilo istituzionale della Regione: dalla “città-regione” al nuovo policentrismo basato su aggregazioni funzionali (servizi, scuola, trasporti, sanità, imprese) e su accordi infraregionali/extraregionali, demandando alla Regione il coordinamento e l’armonizzazione.

Si promuova la nascita delle “Conferenze territoriali” per gestire la programmazione regionale. Si facciano i piani di settore con visione integrata e con al centro la valorizzazione delle risorse specifiche territoriali.

Si riscriva la legge elettorale regionale garantendo diritto di tribuna alle diverse articolazioni territoriali della regione.

Si esca dalla logica della regione autosufficiente e si impostino all’interno le aggregazioni intercomunali e verso l’esterno iniziative che prefigurino la macroregione dell’Italia mediana e che riequilibrino il rapporto Umbria Marche e Toscana, con programmi ed investimenti verso ovest e l’Italia delle grandi vie di comunicazione.

Le scelte specifiche per lo sviluppo del territorio Trasimeno

Assumere come emergenza dell’Umbria l’uscita del Trasimeno e della più vasta area ad esso collegata, il Pievese-Orvietano, dalla marginalità storica e recente indotta dalla politica verticistica regionale.

Confronto e azione di supporto con due realtà imprenditoriali importanti dell’area che      vivono diversi e decisivi momenti della storia aziendale (Coop Umbria, Vetreria Piegarese).

Ridefinire l’identità del lago, bene idrico, bene ambientale, bene economico. L’uno non deve escludere l’altro. E’ necessario concentrare le competenze amministrative, riesaminare i vincoli generati dalla classificazione SIC (sito interesse comunitario), ZPS (zona protezione speciale) e soprattutto modificare la delibera Giunta Regionale n. 1204 del 29.10.2018 pre-adozione “Piano gestione Parco regionale Lago Trasimeno”, contestato con osservazioni dall’unione dei comuni e da diverse associazioni. 

Affidare al Trasimeno un ruolo strategico interregionale nell’area umbra-toscana, nel quadro di una nuova politica regionale a piramide rovesciata. Concepire di conseguenza i piani regionali di settore (sanità, scuola, viabilità e trasporti, ambiente, energia, cultura, turismo, economia) come strumenti funzionali non solo di politica interna ma per accordi con le regioni confinanti. A questo fine sarà determinante il modo di programmare e la finalizzazione dei fondi strutturali europei 2021-2027.

Inserire tra le priorità del Piano Regionale dei Trasporti i collegamenti viari e ferroviari umbri con l’asse centrale nazionale ed europeo dei canali di comunicazione. (Direttissima ed Alta Velocità) a Chiusi, tramite la realizzazione di un collegamento veloce con Perugia. 

Inserire nel nuovo Piano Sanitario Regionale la parificazione dei servizi sanitari ed ospedalieri della zona con quelli della restante Regione, compresi quelli previsti per le aree disagiate.

Affermare sul mercato turistico un brand integrato Trasimeno Valdichiana Orvietano: storia, cultura, enogastronomia, paesaggio, tipicità.

Concentrare le risorse pubbliche su progetti strategici: viabilità, ciclabili, trekking, accoglienza arredo urbano, valorizzazione del patrimonio pubblico, manutenzione ambientale.

Promuovere eventi unitari di alta qualità che incentivino il turismo passionale.

Nel corso degli interventi Eugenio Rondini si è soffermato sulla necessità di dotare il territorio di un Polo ospedaliero unico. Simona Meloni ha sottolineato l’importanza di interventi per un collegamento Perugia Chiusi più efficiente. Ivan Marchesini ha ricordato che nel programma di Bianconi c’è al primo posto una legge sulla partecipazione. Marco Pignattini ha sottolineato la centralità delle problematiche ambientali. Fosco Taccini ha ricordato la necessità di riportare rappresentanti del Trasimeno in Consiglio regionale. Monica Migliorati ha proposto un progetto d’area e soprattutto la necessità di una cabina di regia. Gennaro Spiezio ha ricordato come la chiusura dell’Ospedale pievese abbia privato di un adeguato servizio di emergenza una grande parte del territorio regionale. Al termine dell’incontro i rappresentanti di UdT ed i candidati locali si sono ripromessi al di là degli esiti personali e generali di tornare a confrontarsi sui temi trattati. (d.r)

Riguardo a Gianni Fanfano

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