Diotallevi, Giorgia Meloni, Nardella “La “Questione Italia Centrale” tema cruciale per il futuro del paese”

Dopo l’esaurimento dell’esperienza regionalista, fino al recente caos vissuto durante la pandemia, un ruolo ed una dimensione nuova delle Regioni è sempre stato considerato un tema decisivo per lo sviluppo. Parliamo, in particolare di quella che viene chiamata l’Italia di Mezzo o Italia Centrale. Parliamo del superamento delle attuali regioni. Con l’occhio dello storico poi in questa zona è nata la civiltà italiana ed europea nei secoli scorsi e più vicino, questa zona ha sempre costituito il punto di collegamento fra Nord e Sud, dal Risorgimento in poi. Ora questa area geografica viene considerata decisiva anche per ricostruire l’Italia, che uscirà molto provata dalla pandemia.

Noi come giornale, lo andiamo dicendo da tempo, soprattutto parlando dei collegamenti veloci fra Sud e Nord Italia e Europa e nella costruzione di un federalismo istituzionale, che parta dal basso e tenda a costruire le dimensioni di una regione continentale europea.

In questi ultimi giorni il tema è tornato alla ribalta con forza, grazie ad un articolo che ha scritto, sul Messaggero, il professor Luca Diotallevi, docente di sociologia dell’Università Roma Tre e presidente dell’Azione Cattolica di Terni. Cui ha fatto seguito una intervista alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e poi al sindaco di Firenze Dario Nardella.

Quando abbiamo parlato di “macroregione” abbiamo prevalentemente fatto riferimento ad una regione “europea” che comprendesse Toscana, Umbria e Marche: Regione dove peraltro si sarebbe valorizzato al massimo il ruolo della Valdichiana umbro toscana e delle sue arterie di scorrimento veloce, con caratteristiche europee appunto, su rotaia e su gomma. Con l’intervento di Diotallevi e della Meloni le dimensioni si allargano ed arrivano a comprendere Roma, il Lazio ed addirittura l’Abruzzo. Detto pragmaticamente se questo deve essere l’obolo da pagare per andare avanti lo si può fare, anche perché per Terni e la sua zona, ma anche per l’Orvietano e la nostra zona umbro toscana, i rapporti con Roma sono ordinaria e giornaliera amministrazione.

“ Dopo l’unità, per oltre un secolo, l’Italia Centrale è stato il “ponte” tra Nord e Sud. Negli ultimi lustri, questo ponte è crollato travolto dalla sua crisi economica , sociale, e demografica. La sua crisi ha contribuito ad allargare la forbice tra Nord e Sud, ha imposto all’ ”Europa di fatto” una comoda ritirata verso l’area padana.” Così inizia la sua riflessione Diotallevi.

“Se questo è vero, si chiede Diotallevi, la domanda urgente è come si rifletterà il peso strategico di questa area nei programmi del Next Generation EU?” E ancora “ Mettere in cima alle priorità la questione dell’Italia Centrale costringe l’Italia , ma anche l’Unione Europea a fare i conti con un tipico problema italiano ed europeo. Abbiamo ormai tante città piccole e medie e poche vere “global cities”. E dunque come trasformare tante città in una grande rete di città?”

L’intervista di Giorgia Meloni Si concentra invece su due temi in particolare, l’occasione della ricostruzione nelle zone del terremoto ed il ruolo metropolitano e “capitale” di Roma rispetto alle altre aree di riferimento.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella afferma che “credo che esista ormai la necessità di una macro regione Centro Italia. Per rilanciare questa terra di mezzo che oggi rischia di essere schiacciata tra il Nord ed il Sud.(g.f)

 

 

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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