Dell’Annunziata “Sulla delicatezza dei versi uno sguardo insolito al territorio”

L’haiku è un antichissimo componimento poetico di origine giapponese, è composto da diciassette sillabe metriche disposte secondo lo schema 5/7/5. Non si usa punteggiatura, non devono esserci rime, inoltre meglio sarebbe ci fosse non più di un verbo. Deve esserci invece un riferimento alla stagionalità oppure ad una fase della giornata (mattina, pomeriggio, sera o notte). Questo riferimento si chiama in giapponese: Kigo. Il componimento deve essere principalmente descrizione della natura e deve rispondere all’immediatezza del :qui ed ora . Diciamo che se la poesia è un incendio, l’haiku deve essere una scintilla, il resto è affidato all’immaginazione e alla sensibilità, al silenzio.

Questi haiku che seguono sono ispirati alla Toscana e all’Umbria. Uno sguardo insolito al nostro territorio. Buona lettura.

Nunzio dell’Annunziata

 

Buccia d’arancia

secca sopra la stufa

Profuma ancora

 

Volo di rondini

L’azzurro frammentato

si ricompone

 

La prima neve

sui tetti della Pieve

Nessun rumore

 

L’antica torre

L’orologio ormai fermo

Passate estati

 

Indaco puro

Il cielo della Pieve

nel pomeriggio

 

Cipressi svettano

sul ciglio della strada

Scendono le ombre

 

Cade dal ramo

l’ultima foglia secca

La più cocciuta

 

Silenzio intorno

Primavere un bisbiglio

impercettibile

 

_________________________________

 

 

Riguardo a Gianni Fanfano

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