Da Ospizio a Residenza Protetta. Il lungo cammino di una eccellenza pievese A 95 anni dalla nascita presentati i progetti per il futuro della "Creusa Brizi Bittoni"

Bella serata. Il Teatro degli Avvaloranti, lunedì pomeriggio aveva la platea e le prime file dei palchi gremiti. Per un avvenimento d’eccezione. A circa 95 anni dalla sua fondazione gli amministratori della Residenza Protetta “Creusa Brizi Bittoni”, guidati dal Presidente Vincenzo Cappannini,  hanno voluto fare un bilancio dal cammino fatto e tracciare le linee fondamentali del lavoro dei prossimi anni. Per farlo hanno voluto chiamare a raccolta la comunità pievese, anche per ricordarle un certo “distacco”  avvertito in passato e per chiederle invece di partecipare attivamente alla vita di questa importante struttura di accoglienza, sfruttando anche i nuovi strumenti messi a disposizione dal nuovo statuto.

Ospiti della serata, oltre alla cittadinanza pievese, il Cardinale Bassetti, l’assessore regionale Barberini ed il sindaco Scricciolo.

Nella parte finale del suo intervento, che pubblichiamo integralmente, insieme a quello del Sindaco, per la nostra volontà di essere anche un giornale fonte di documentazione della nostra città, Cappannini, nativo di Città della  Pieve, ha ricordato tutto quello in termini di servizi, uffici strutture è andato via dal nostro paese, mentre con orgoglio ha candidato la Residenza Protetta non solo a rimanere, ma a crescere e potenziarsi ulteriormente e diventare un polo di attrazione nel campo dei servizi a quella fascia di popolazione che sarà sempre più numerosa e bisognosa di aiuto.

Nel corso della serata è intervenuto anche l’assessore Barberini che ha voluto ribadire l’attenzione della Regione verso la fascia della popolazione anziana e ha anche preso un impegno a rivalutare l’annoso problema delle rette e quindi dei finanziamenti per la gestione erogati dalla Regione e che sono fermi da più di dieci anni.

Il Sindaco Fausto Scricciolo dopo avere ringraziato gli amministratori e l’assessore ed il cardinale Bassetti ha voluto precisare che dopo la chiusura dell’ospedale Città della Pieve si candida anche grazie all’esperienza della Residenza Protetta ed ai servizi che si stanno attivano un polo specialistico per l’assistenza della popolazione anziana.

Il cardinale Bassetti ha ricordato come con i suoi 95 anni la “Creusa Brizi Bittoni” sia un delle strutture più longeve non solo della Diocesi di Perugia – Città della Pieve e come le due fasce più deboli che occorre seguire siano proprio quelle dei bambini e degli anziani. Ma concludendo si è detto fiducioso anche rispetto alle difficoltà che il nostro paese sta attraversando ed ha citato il libro del Profeta Isaia che chiede alla sentinella “quanto resta ancora della notte”. E la sentinella risponde che “l’alba comunque viene”.

E’ seguito il contributo del dottor Giuseppe Menculini che ha riassunto le caratteristiche del lavoro di equipe che da tempo viene realizzato all’interno della Residenza, dei risultati estremamente significativi raggiunti in tema di deospedalizzazione degli ospiti e dei numerosi riconoscimenti scientifici avuti in importanti appuntamenti sia a livello accademico che sanitario.

Ma il momento più emozionante della serata è stato senz’altro quello in cui alla fine hanno preso la parola due operatrici della struttura, dipendenti della società cooperativa Polis, che da anni collabora nella gestione di alcuni servizi. Sono state Marcella Cianfrini ed Emanuela Fiorito a raccontare la vita fatta di sacrifici e di soddisfazioni di quanti lavorano al servizio degli ospiti particolari della Residenza. E soprattutto di come si tratti di un lavoro che può essere fatto solo se lo si vive anche come una missione.

Al termine della bella serata c’è da augurarsi che i progetti che gli amministratori hanno illustrato e che prevedono un ampliamento della Residenza e dei suoi servizi, insieme anche ad un incremento dei posti di lavoro dedicati, trovino i finanziamenti e le risorse economiche necessarie. Che in parte verranno, come abbiamo avuto modo di dire, da alcune alienazioni, ma che per il resto debbono essere trovate all’interno di linee di finanziamento regionali. A tal proposito,  per la verità, l’assessore Barberini è stato, diciamo, piuttosto vago. (g.f)

 

 

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